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lunedì 31 gennaio 2011

Risposta a una studentessa

Annna ha detto... 27 gennaio 2011 06:21
Salve professore, sono una studentessa di 20 anni con forti simpatie comuniste. In una discussione, una mia amica di Falce Martello, cioè trozkijsta, ha fatto diverse accuse contro Stalin.
“Stalin non voleva la rivoluzione socialista in Spagna. Pierre Brouè in proposito scrisse un libro che dimostra che Stalin tradi la rivoluzione spagnola. La parola d’ordine dei comunisti era GRANAR LA GUERRA non fare la rivoluzione”. “Togliatti fece la svolta di Salerno perché la decise a Mosca sotto la supervisione di Stalin”. “Stalin ruppe con Tito perché Tito voleva aiutare i partigiani greci dell’EAM e Stalin allora ruppe con la Yugoslavia”. “Stalin ha frenato fino all’ultimo la vittoria della rivoluzione cinese facendo le trattative col Kuomintang”. “Stalin a Yalta voleva spartirsti il mondo in modo che Mosca tenne sotto controllo tutto l’EST europeo”. “L’URSS non sostenne la rivoluzione cubana perché Stalin a Yalta decise che Cuba doveva restata sotto il protettorato USA”...
Mentre attendo le tue risposte ti mando un grande saluto comunista.

DL Per rispondere puntualmente ad ogni questione che sollevi ci vorrebbe un trattato! Posso dire qua che a suo tempo Friedrich Engels si faceva beffe della «superstizione» che «riconduceva la rivoluzione» all’attività e alla volontà di un «pugno di agitatori». Questa «superstizione» si presenta in forma ancora più accentuata in coloro che fanno dipendere il successo o la sconfitta della rivoluzione in Spagna, in Italia, in Grecia, in Cina, a Cuba, dunque in tutto il mondo, dalla volontà di un solo «agitatore» che sarebbe Stalin! Sia pure in forma negativa, il culto della personalità diventa qui semplicemente grottesco. A conferma del carattere assolutamente primitivo di questo modo di argomentare, basta riflettere su alcuni elementi:
1) A Cuba la rivoluzione scoppia nel 1959 quando Stalin era morto da 6 anni.
2) Nella Spagna del 1936-1939 battersi per la vittoria nella guerra contro gli eserciti del golpista Franco e di Mussolini e di Hitler signifcava battersi per la vittoria per l’appunto della rivoluzione.
3) In Cina la rivoluzione contro il Kuomindang l’ha guidata Mao Zedong, il quale è stato il primo a criticare Kruscev, quando questi ha preteso di infangare Stalin.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Informo a ANNA que las tesis trotskistas de P.Broue están absolutamente obsoletas a la luz de la investigación metódica;el profesor ANGEL VIÑAS ha publicado en España un trilogía definitiva en la editorial Critica donde desmonta todas las tesis- mitos libertarios, trotskistas y franquistas de la guerra civil sobre la política "maligna" de stalin.

Rafael granados,desde España.

Anonimo ha detto...

Buonasera, vorrei fare delle precisazioni sull'argomento. Anna, probabilmente hai recepito in modo molto semplificato questioni complesse, oppure la compagna di FalceMartello è stata eccessivamente sintetica e ha dato adito a interpretazioni decisamente discutibili, che giustificano le risposte del professore. Ted Grant, al cui pensiero si rifà la tendenza FalceMartello, ha sempre messo in evidenza quanto l'idea della Storia fatta da singole personalità sia fortemente errata e lontana da una visione marxista. Nessun militante serio di FalceMartello darebbe la colpa alla persona di Stalin di tutti i processi controrivoluzionari europei. Si tratta evidentemente di una banalizzazione, ma resta il fatto che Stalin fu un prodotto della degenerazione della Rivoluzione d'Ottobre in senso burocratico e totalitario, dovuta a fattori quali l'arretratezza della Russia, l'isolamento della rivoluzione bolscevica e il fallimento dei processi rivoluzionari europei. Che l'URSS stalinista abbia avuto in alcune delle occasioni che citate un ruolo apertamente controrivoluzionario mi pare un'opinione legittima. Sulla rivoluzione cubana, chiaro che Stalin era già morto: se la ragazza di FalceMartello ha fatto un errore così grossolano, problema suo. Trovo più probabile che si riferisse al periodo della formazione del partito comunista cubano e che quando ha parlato della rivoluzione cubana in senso stretto si riferisse più che altro allo stalinismo, ancora in piedi, e non alla persona fisica Stalin. D'altronde il riferimento a Yalta andrebbe a suffragare questa seconda ipotesi. Sulla Cina, poi, la semplificazione arriva a tali livelli da sprofondare nell'assurdo. In questo senso mi permetto di dire che anche la risposta del professore appare quantomeno schematica. Intanto le rivoluzioni cinesi sono state due; la ragazza di FalceMartello forse si riferiva alla prima rivoluzione e alla seconda in momenti diversi del suo discorso; Mao, nella sua guerra contro il Kuomintang, si è messo in una certa fase in posizione di contrasto nei confronti dell'URSS, e questo è un fatto. Detto questo poi, la Cina Maoista si è caratterizzata subito come un regime di stampo bonapartista e stalinista per poi, ancora dopo, rompere con l'URSS stalinista (Stalin era già morto da parecchio)ma mantenendo comunque una idea fortemente stalinizzata, e dunque degenerata, di socialismo. Queste sono, sempre comunque espresse in modo fortemente schematico e semplificato, le posizioni di Ted Grant e della tendenza marxista internazionale di cui FalceMartello è la sezione italiana. Un saluto comunista