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lunedì 9 novembre 2009

Il Nietzsche di Losurdo nella "top ten" dei libri in Germania


L'edizione tedesca del libro di Losurdo su Nietzsche è stata inserita nella "top ten" dei libri pubblicati in lingua tedesca nel mese di novembre. Particolarmente significativa è la giuria che ha deciso l'inserimento, composta da rappresentanti dei più grandi organi di stampa tedeschi o di lingua tedesca [SGA].

La giuria:
Prof. Dr. Rainer Blasius, FAZ; Dr. Eike Gebhardt; Fritz Göttler, Süddeutsche Zeitung; Dr. Wolfgang Hagen, DeutschlandRadio Kultur, Daniel Haufler, Berliner Zeitung; Dr. Otto Kallscheuer; Petra Kammann, Guido Kalberer, Tages Anzeiger; Elisabeth Kiderlen; Jörg-Dieter Kogel, Nordwestradio; Hans Martin Lohmann; Prof. Dr. Ludger Lütkehaus; Prof. Dr. Herfried Münkler, Humboldt Universität zu Berlin; Wolfgang Ritschl, ORF Wien; Florian Rötzer, Telepolis; Dr. Johannes Saltzwedel, Der Spiegel, Albert von Schirnding; Dr. Jacques Schuster, DIE WELT; Norbert Seitz, Deutschlandfunk Köln; Hilal Sezgin; Dr. Elisabeth von Thadden, DIE ZEIT; Dr. Andreas Wang, NDR Kultur; Dr. Uwe Justus Wenzel, Neue Zürcher Zeitung.

venerdì 6 novembre 2009

Apologeta del dominio. La traduzione italiana dell'articolo di Zuckermann sul Nietzsche di Losurdo


Ringraziamo Andrea Mihaiu per essersi gentilmente prestato a tradurre il testo tedesco [DL].

Apologeta del dominio

Smascheramento politico di un filosofo radicalmente aristocratico: con i suoi due volumi su Nietzsche Domenico Losurdo ha fornito una ricerca che stabilisce nuovi parametri di giudizio
di Moshe Zuckermann, "Junge Welt" 16.10.2009 / Thema / SS10/11

(Sociologo, Zuckermann insegna al Cohn Institute for the History and Philosophy of Science and Ideas dell'Università di Tel Aviv ed è stato Direttore dell'Institut für Deutsche Geschichte di Tel Aviv. In primavera è uscito il suo Sechzig Jahre Israel. Die Genesis einer politischen Krise des Zionismus, Pahl-Rugenstein Nachfolger, Bonn 2009)

Ci sono libri che si possono recensire solo con difficoltà, il lavoro di ricerca da essi compiuto è così ampio e lo sforzo concettuale che li caratterizza è così impressionante che si può temere di far torto alla complessità dell’opera mediante una recensione che, per sua natura, comporta un procedimento drasticamente riduttivo. Un tale libro è l’opus in due volumi di Domenico Losurdo (Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico), apparso in Italia per la prima volta nel 2002 e che ora è disponibile anche in traduzione tedesca. Si tratta di un’impresa magistrale, non a caso definita una pietra miliare nella ricezione di Nietzsche, un risultato scientifico che potrebbe rapidamente divenire un’opera di riferimento nell’ambito della storia spirituale europea. In effetti, in futuro nessuno che si occupi della dimensione politica del pensiero di Nietzsche potrà trascurare questo libro. Esso definisce nuovi parametri di giudizio e presenta coordinate analitiche troppo persuasive e troppo pregnanti perché sia lecito ignorarlo. Per questo l’opera non dev’essere qui recensita nel senso stretto del termine; mi limito ad alcune riflessioni su ciò che essa potrà significare d’ora in poi per la generale comprensione di Nietzsche e per il nostro rapporto con questo pensatore eminente e inquietante della Germania del Diciannovesimo secolo...
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lunedì 2 novembre 2009

Il libro su Stalin un'opera "revisionistica"?


Riceviamo una lettera critica da un lettore del blog e volentieri la pubblichiamo, con la replica di Domenico Losurdo [SGA].

Luigi Corrias a Domenico Losurdo, 2 novembre 2009


L'opera di Domenico Losurdo: "Stalin storia e critica di una leggenda nera" deve essere inquadrata in un quel genere definito di: "Revisonismo Storico".
Con questo termine si intende riferirsi principalmente a quelle opere di storiografia minore ispirate dai grandi movimenti politici del secolo scorso, segnatamente comunismo fascismo e nazismo, allo scopo di rilegittamarli, rivedendo, ovvero attenuando o negando, gli aspetti più tragici e terribili della loro concreta realizzazione storica.
L'opera di Domenico Losurdo nel tentativo di riabilitare Josip Stalin recepisce in pieno gli stilemi tipici del genere...
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La replica di Domenico Losurdo:

E’ «curioso» il mondo di argomentare del mio polemico interlocutore.

1) Mi rimprovera di far ricorso a indicazioni bibliografiche fuorvianti o di «scarso rigore», ma a dimostrazione di questa affermazione non adduce non dico una prova ma neppure un esempio: a Luigi Corrias bisogna credere sulla parola!
2) Mi rimprovera di aver bagattellizzato l’orrore del gulag, ma sorvola sul fatto che la mia ricostruzione si fonda su due autori (Applebaum e Chlevnjuk) decisamente anticomunisti e in Italia tradotti da due Case editrici (Mondadori e Einaudi) che non possono essere sospettate di indulgenza nei confronti di Stalin. Sono questi due libri, acclamati in Occidente e da me ampiamente citati, a rivelarsi di «scarso rigore»?
3) Paragona e anzi assimila tranquillamente «comunismo, fascismo e nazismo», ma ritiene intollerabile che nella comparatistica io faccia intervenire anche l’universo concentrazionario sviluppato dai paesi liberali nelle colonie...
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sabato 31 ottobre 2009

L'intervento di Hans Heinz Holz sullo Stalin di Losurdo


Pubblichiamo l'atteso intervento del filosofo materialista tedesco Hans Heinz Holz sullo Stalin di Domenico Losurdo. Nei prossimi giorni dovremmo essere in grado di pubblicare la traduzione italiana [SGA].

Hans Heinz Holz
Zu Domenico Losurdos Stalin-Buch
„Topos“ n. 31: Mythologie, Oktober 2009

Es ist wohl kaum zu bestreiten, daß die Person Stalins und das Phä-nomen des sog. »Stalinismus« in der öffentlichen, auch in der wissen-schaftlichen Diskussion von einem Hohen Maß von Emotionalität geprägt sind. Zumeist werden dabei die im Klassen- und Machtkampf der dreißiger Jahre und dann auch noch einmal nach dem 2. Weltkrieg begangenen Unrechtshandlungen, die gewalttätige Ausübung der Staatsmacht und die Willkür der Repressionsmaßnahmen ins Zentrum gerückt. Die ungeheuere ökonomische, soziale und kulturelle Aufbau-leistung, der historische Fortschritt für die Menschen in der Sowjet-union treten in der Analyse zurück oder bleiben gar unberücksichtigt. Daß es ein Desiderat historischer Forschung ist, die Ursprünge dieser Ambivalenz und Widersprüchlichkeit zu begreifen, versteht sich von selbst. Der Aufstieg der Sowjetunion zur zweiten Weltmacht läßt sich ja nicht durch »Massenterrorismus« erklären. Die Lücke im ge-schichtswissenschaftlichen Diskurs ist offenkundig. Verdammungs-dekrete und Apologien sind ungeeignet, diese Lücke zu füllen. Ihre Ursache liegt allerdings in den propagandistischen und ideologischen Strategien des Antikommunismus...
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Dino Cofrancesco su Zizek e Losurdo




Veniamo a sapere in ritardo di questo articolo e volentieri lo pubblichiamo, con l'avvertenza che si tratta di giudizi di Cofrancesco e che forse non è giusto essere così severi con Zizek [SGA].

Slavoj Zizek. Chic e incomprensibile: così si diventa un guru
di Dino Cofrancesco, “Libero”, sabato 19 settembre 2009, pp. 34-5


Per la “società aperta” è forse una fortuna che i suoi “nemici” non abbiano lo stile, la chiarezza concettuale e la capacità comunicativa della lingua inglese - una «lingua onesta», la definiva Gaetano Salvemini... - ma parlino con la voce di Giorgio Agamben o di Slavoj Zizek, avvolgendo i loro discorsi iniziatici in una fitta nube misterico-filosofica in cui la impenetrabile (talora) oscurità di Martin Heidegger viene centuplicata dalle letture e interpretazioni dei suoi lettori francesi postfreudiani, da Lacan a Derida a Rancière. Forse è un’atroce beffa della storia che per comprendere un vedovo del totalitarismo comunista, come Slavoj Zizek, autore del davvero anticonformista Il soggetto scabroso (Raffaello Cortina), non basti una laurea in filosofia, ma occorra un master sul pensiero francese dopo Sartre [...]
Domenico Losurdo, nei suoi numerosi, godibili e istruttivi saggi - che per ricchezza di documentazione e limpidezza espositiva hanno molto da insegnare anche a quanti come me non ne condividono le tesi - aveva esposto le stesse critiche all’Occidente liberale, all’imperialismo americano, all’invadenza del mercato, senza mai assurgere al rango di star di prima grandezza nella repubblica delle lettere. Forse perché porta un cognome meridionale e insegna in una Università che i suoi colleghi ritengono ai confini dell’Impero...
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martedì 20 ottobre 2009

Barack Obama e la scalata della guerra contro l’Iran


Chi nutrisse illusioni sul nuovo presidente degli Stati Uniti farebbe bene a leggere su «la Stampa» del 19 ottobre l’articolo di Maurizio Molinari [DL]:

«Esplosioni, agguati, sequestri e una raffica di misteriosi disastri aerei. Da almeno quattro anni gli apparati di sicurezza della Repubblica Islamica sono bersagliati da attacchi e incidenti. Una strategia che due reporter investigativi, l’americano Seympur Hersh e l’israeliano Ronen Bergman, riconducono a una guerra segreta che i servizi occidentali avrebbero iniziato [contro l’Iran. Si tenga presente] la decisione del Congresso di Washington di rendere pubbblica una spesa di 400 milioni di dollari a sostegno delle operazioni clandestine in Iran […] Avvenne nell’ultima fase dell’amministrazione Bush ma la Casa Binaca non ha finora chiesto a Capitol Hill di bloccare quei fondi […] Ciò che conta per i servzi occidentali è aiutare chiunque possa indebolire il potere di Khamenei […] Un tassello a parte delle “Black Operations” è quello degli incidenti aerei che dal 2002 bersagliano scienziati, militari e pasdaran, in maniera talmente misteriosa da suggerire una matrice israeliana. Si tratta di oltre una dozzina di incidenti la cui sequenza è impressionante…».

venerdì 16 ottobre 2009

Il Niezsche di Losurdo recensito su "Junge Welt"


Su «Junge Welt» del 16 ottobre 2009 (pp. 10 e 11) è apparsa una lunga recensione al libro di Domenico Losurdo, Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico. Riportiamo qui la traduzione del primo capoverso. [SGA]

Apologeta del dominio
Smascheramento politico di un filosofo radicalmente aristocratico: con i suoi due volumi su Nietzsche, Domenico Losurdo ha fornito una ricerca che stabilisce nuovi parametri di giudizio

di Moshe Zuckermann, "Junge Welt" 16.10.2009 / Thema / SS10/11
(Sociologo, Zuckermann insegna al Cohn Institute for the History and Philosophy of Science and Ideas dell'Università di Tel Aviv ed è stato Direttore dell'Institut für Deutsche Geschichte di Tel Aviv. Im primavera è uscito il suo Sechzig Jahre Israel. Die Genesis einer politischen Krise des Zionismus, Pahl-Rugenstein Nachfolger, Bonn 2009.)

Ci sono libri che si possono recensire solo con difficoltà: il lavoro di ricerca da essi compiuto è così ampio e lo sforzo concettuale che li caratterizza è così impressionante che si può temere di far torto alla complessità dell’opera mediante una recensione che, per sua natura, comporta un procedimento drasticamente riduttivo. Un tale libro è l’opus in due volumi di Domenico Losurdo (Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico), apparso in Italia per la prima volta nel 2002 e che ora è disponibile anche in traduzione tedesca. Si tratta di un’impresa magistrale, non a caso definita una pietra miliare nella ricezione di Nietzsche, un risultato scientifico che potrebbe rapidamente divenire un’opera di riferimento nell’ambito della storia spirituale europea. In effetti, in futuro nessuno che si occupi della dimensione politica del pensiero di Nietzsche potrà trascurare questo libro. Esso definisce nuovi parametri di giudizio e presenta coordinate analitiche troppo persuasive e troppo pregnanti perché sia lecito ignorarlo. Per questo l’opera non dev’essere qui recensita nel senso stretto del termine; mi limito ad alcune riflessioni su ciò che essa potrà significare d’ora in poi per la generale comprensione di Nietzsche e per il nostro rapporto con questo pensatore eminente e inquietante della Germania del Diciannovesimo secolo...
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