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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

giovedì 30 ottobre 2014

Una presentazione de "La sinistra assente" a Firenze

Domenico Losurdo: La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra, Carocci, Roma 2014

La sinistra assente - Losurdo a Firenze


Via Vittorio Emanuele II, 303, 50134 Firenze, Italia ​

Il momento è ora Ricostruire il Partito Comunista - Un appello e uno spazio di costruzione, vi invita alla presentazione del libro"La sinistra assente. Crisi società dello spettacolo, guerra" (ed. Carocci) con l’autore, Domenico Losurdo. Introdurrà la serata Claudia Rosati; interverrà, tra gli altri Alessandro Leoni.

Giovedì 30 ottobre 2014, dalle 21.00 - SMS di Rifredi (Firenze, via Vittorio Emanuele II 303)

mercoledì 22 ottobre 2014

La Sinistra assente: Domenico Losurdo su RaiUno




Presentazione del libro di Domenico Losurdo "La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra" nella trasmissione "Il caffè di Raiuno", 21 ottobre 2014

Marxismo e movimenti non violenti: un seminario di Domenico Losurdo alla Sorbona sabato 25 ottobre



Logo Université Paris 1 Panthé-Sorbonne
Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne
CENTRE D’HISTOIRE DES SYSTEMES DE PENSEE MODERNE


Marx au XXIe siècle, l’esprit & la lettre
Séminaire hebdomadaire,
avec le soutien du CERPHI (École normale supérieure de Lyon)
et du Centre Universitaire d’Études marxistes (CUEM)

ANNÉE 2014-2015

samedi 25 OCTOBRE 2014,
de 14h à 16h

Domenico LOSURDO
Philosophe, professeur à l’Université d’Urbino (Italie)

Mouvements d’inspiration marxiste

et mouvements ‘non violents’


Sorbonne
amphithéâtre Lefebvre
entrée : 14, rue Cujas,Galerie Jean-Baptiste Dumas, escalier R, 1er étage

_______________________________

Pour toute demande de désinscription : jean.salem@univ-paris.fr

10 années d’Archives audio et vidéo
du Séminaire ‘Marx au XXIe siècle’
(2005-2014)
disponibles à l‘adresse suivante :
http://www.univ-paris1.fr/centres-de-recherche/chspm/seminaires/marx-au-xxie-s-lesprit-et-la-lettre/



Centre d'histoire des systèmes de pensée moderne
(CHSPM – EA 1451)
Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne
UFR de philosophie
17, rue de la Sorbonne 75005 Paris (France) chspm@univ-paris1.fr

lunedì 13 ottobre 2014

Domenico Losurdo al FestivalStoria di San Marino: "Arricchirsi è glorioso". La Cina del dopo Mao e la corsa allo sviluppo

Il programma 


Giovedì 16 ottobreTeatro Titano, Piazza Sant’Agata

Ore 18.30
“Arricchirsi è glorioso”. La Cina del dopo Mao e la corsa allo sviluppo
Domenico Losurdo (Università di Urbino)

mercoledì 1 ottobre 2014

Le rivoluzioni colorate e la Cina da Tienanmen a Hong Kong: un estratto da La sinistra assente


pp. 111-18; pubblicato anche su www.marx21.it e www.materialismostorico.it

4.1. Un terrorismo dell’indignazione coniugato al passato
Oltre che al presente, il terrorismo dell’indignazione può essere coniugato al passato. È possibile per così dire impiccare a un’immagine, vera o falsa e comunque accuratamente e strumentalmente selezionata, un concorrente, un potenziale nemico, un nemico da screditare o, più esattamente, da additare al pubblico ludibrio dell’opinione pubblica internazionale. Nel ricordare ogni anno la tragedia di Piazza Tienanmen, agli inizi di giugno i media occidentali ripropongono immancabilmente il fotogramma del giovane cinese che, disarmato, fronteggia con coraggio un carro armato dell’esercito. Il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro: a sfidare la prepotenza e il dispotismo è un combattente della libertà al quale l’Occidente non si stanca di rendere omaggio e che solo in Occidente può trovare la sua patria elettiva.
Ma realmente tutto è così evidente? Realmente non c’è spazio per il dubbio e la sfumatura? Voler riflettere un po’, prima di introiettare e far proprio il messaggio manicheo che viene proposto o che si cerca di imporre, è solo sinonimo di atteggiamento sofistico e di sordità alle ragioni della morale? Il terrorismo dell’immediata percezione e indignazione è in agguato. Chi voglia evitare di cadere in trappola farebbe bene a esitare per un attimo e a porsi alcune domande, prima di giungere a una conclusione non solo frettolosa ma soprattutto imposta prepotentemente dall’esterno. Anche a volersi attenere agli anni più recenti, innumerevoli sono le foto che potrebbero assurgere a simbolo di violenza e di crudeltà. I grandi mezzi di informazione impegnati nella ricerca di immagini suscettibili di risvegliare o tener desta la coscienza morale dell’umanità avrebbero solo l’imbarazzo della scelta: potrebbero richiamare alla memoria le umiliazioni, le vessazioni e le torture subite dagli irakeni detenuti nella prigione statunitense di Abu Ghraib; oppure potrebbero riprendere il volto emaciato dei detenuti (senza processo) di Guantanamo, impegnati in uno sciopero della fame spezzato dalle autorità carcerarie con una degradante alimentazione forzata e largamente ignorato dai media occidentali. Oppure, se si vuole qualcosa di più forte, perché non dare spazio alla figura del «ribelle» che in Siria degusta il fegato estratto dal cadavere del soldato del regime odiato e combattuto dall’Occidente?
Ci si vuole concentrare esclusivamente sugli avvenimenti di piazza Tienanmen? Prendiamo atto che è già avvenuta una prima selezione. Ma ecco subito intervenire una seconda. Sempre in relazione a quegli avvenimenti, si potrebbe far ricorso alla foto, che circola su Internet, del soldato cinese arso vivo dai manifestanti e poi impiccato a un traliccio. A voler rinunciare alle immagini visive, in modo da concedere un minimo di spazio alla riflessione, ci si potrebbe affidare alle descrizioni contenute nei Tienanmen Papers, in Occidente pubblicati con grande clamore e in seguito a una presunta operazione clandestina e celebrati come la rivelazione definitiva delle infamie che invano il regime al potere in Cina cerca di occultare. Grazie alla lettura ci imbattiamo in circostanze e particolari inaspettati:

«Improvvisamente è sopraggiunto di corsa un giovane, ha gettato qualcosa in un autoblindo ed è fuggito via. Alcuni secondi dopo lo stesso fumo verde-giallastro è stato visto fuoriuscire dal veicolo, mentre i soldati si trascinavano fuori e si distendevano a terra, in strada, tenendosi la gola agonizzanti. Qualcuno ha detto che avevano inalato gas venefico. Ma gli ufficiali e i soldati nonostante la rabbia sono riusciti a mantenere l’autocontrollo».

Basterebbe concentrare l’attenzione sugli spasmi e l’agonia dei soldati colpiti dal gas venefico per far cambiare radicalmente direzione alle correnti della commozione e dell’indignazione: la prima si rivolgerebbe all’Esercito popolare di liberazione (che nonostante tutto riesce a «mantenere l’autocontrollo»), la seconda investirebbe i manifestanti, non solo tutt’altro che disarmati ma pronti a far ricorso ad armi chimiche. Continuiamo a leggere:

«Più di cinquecento camion dell’esercito sono stati incendiati in corrispondenza di decine di incroci […] Su viale Chang’an un camion dell’esercito si è fermato per un guasto al motore e duecento rivoltosi hanno assalito il conducente picchiandolo a morte […] All’incrocio Cuiwei, un camion che trasportava sei soldati ha rallentato per evitare di colpire la folla. Allora un gruppo di dimostranti ha cominciato a lanciare sassi, bombe molotov e torce contro di quello, che a un certo punto si è inclinato sul lato sinistro perché uno dei suoi pneumatici si è forato a causa dei chiodi che i rivoltosi avevano sparso. Allora i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni oggetti e li hanno lanciati contro il veicolo, il cui serbatoio è esploso. Tutti e sei i soldati sono morti tra le fiamme» (Nathan, Link 2001, pp. 435 e 444-45).

Soffermiamoci un attimo sull’ultimo episodio: soldati si vedono condannati a morte nel momento stesso in cui cercano di risparmiare la vita e la stessa salute dei loro aggressori. Ecco un altro possibile simbolo della crudeltà umana, che però verrebbe a essere raffigurata non dal partito comunista al potere in Cina, bensì dai «dissidenti» coccolati e appoggiati dall’Occidente.
Ma immaginiamo che, per una ragione qualsiasi, a essere considerata particolarmente emblematica sia la figura del giovane cinese che fronteggia il carro armato. Ebbene, tale fotogramma fa parte di una sequenza. Come reagisce il carrista al giovane disarmato che lo sfida: lo travolge e lo schiaccia, lo falcia con la mitragliatrice o, invece, lo evita? A tale proposito, i Tienanmen Papers danno la parola a un membro della leadership di Pechino:

«Abbiamo visto tutti le immagini del giovane uomo che blocca il carro armato. Il nostro carro armato ha ceduto il passo più e più volte, ma lui stava sempre lì in mezzo alla strada, e anche quando ha tentato di arrampicarsi su di esso i soldati si sono trattenuti e non gli hanno sparato. Questo la dice lunga! Se i militari avessero fatto fuoco, le ripercussioni sarebbero state molto diverse. I nostri soldati hanno eseguito alla perfezione gli ordini del Partito centrale. E’ stupefacente che siano riusciti a mantenere la calma in una situazione del genere!» (Nathan, Link 2001, p. 486).

Se si venisse a sapere dell’ostinazione del giovane disarmato a sfidare il carrista che con altrettanta ostinazione s’impegna a salvare la vita e l’incolumità dello sfidante, forse in tal caso il rispetto, la simpatia e l’ammirazione dello spettatore ideale non si rivolgerebbero esclusivamente in una direzione. Una cosa è certa: nel riproporre l’immagine del giovane che sfida il carro armato e nell’eliminare l’immagine del carrista impegnato a evitare di investirlo, i media occidentali procedono a una terza selezione. E, dunque, ben lungi dall’essere sinonimo di evidenza immediata, il fotogramma assurto a emblema della tragedia di Piazza Tienanmen non è né immediato né ha un significato di per sé evidente. Non è immediato perché è il risultato di una selezione così accurata da essere triplice. Non ha un significato di per sé evidente perché, nonostante l’accurata e molteplice selezione alle sue spalle, esso, a ben guardarlo o a ben inquadrarlo, potrebbe avere un significato ben diverso e persino opposto rispetto a quello che l’ideologia dominante gli attribuisce: in circostanze analoghe, nei territori palestinesi occupati, il carrista israeliano (e occidentale) dà prova del medesimo autocontrollo del carrista cinese?
Negli ultimi anni a gettare nuova luce sugli avvenimenti di Piazza Tienanmen hanno provveduto voci insospettabili e autorevoli. L’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt ha ricordato che a Pechino l‘intervento militare fu deciso a causa del prolungarsi indefinito di una situazione intollerabile (i manifestanti bloccavano l’attività di governo e respingevano ogni compromesso). Soprattutto: i soldati chiamati a ristabilire l’ordine «hanno dapprima resistito, ma essi furono attaccati con pietre e bottiglie molotov e si sono difesi con le armi che avevano» (Schmidt 2012). E questa versione dei fatti è indirettamente confermata dall’allora ambasciatore statunitense a Pechino: il ricorso alle truppe fu deciso solo allorché «il governo si trovava ormai a essere privo di opzioni, al di là dell’assalto militare». Ma si trattava di una decisione chiaramente presa di malavoglia: i primi soldati inviati a sgomberare la piazza «facevano pensare più a una crociata di bambini che a una strategia militare». Erano «truppe disarmate». Dall’altro lato: «una folla adirata aveva distrutto dieci veicoli militari». I soldati furono costretti a ritirarsi. L’attaché militare statunitense, il generale Jack Leide, poteva commentare con professionale soddisfazione: il fiasco dell’Esercito popolare di liberazione era «una versione cinese della ritirata di Napoleone da Mosca» (Lilley 2004, pp. 309 e 311-12). Inevitabile era un rinnovato tentativo di sgomberare la piazza, ma è bene non perdere di vista un punto essenziale: «Deng non ordinò un massacro». Nella misura del possibile egli cercava di evitare lo spargimento di sangue o di ridurlo al minimo. In effetti, le scene descritte dall’allora ambasciatore statunitense sono eloquenti: ecco un soldato saltare dal suo mezzo cingolato per evitare di essere «bruciato vivo». Oppure: studenti «che portavano con sé taniche di benzina cercarono, nell’angolo Nord della piazza, di dare alle fiamme veicoli dell’esercito ma furono arrestati dai soldati» (Lilley 2004, pp. 316, 318 e 320).
Allorché ripropongono, almeno una volta all’anno, il fotogramma di cui ci stiamo occupando, i media occidentali denunciano al tempo stesso la censura esercitata dalle autorità cinesi. In effetti, queste compiono sforzi disperati per cercare di bandire le immagini dell’«incidente di Piazza Tienanmen». Sennonché, a questo punto s’impone la domanda forse più inquietante: a manipolare la verità di più e più in profondità è la censura cinese o l’apparente mancanza di censura di cui l’Occidente si vanta? Nel primo caso abbiamo senza dubbio a che fare con una mutilazione della verità: un pezzo viene cancellato. Nel secondo caso, ben lungi dall’essere cancellato, quel pezzo, quel fotogramma, risultato di un triplice processo di selezione, viene ossessivamente mostrato e esibito, e tuttavia questa verità è ora solo un momento del falso complessivo. Peggio, tale verità è ora parte integrante non solo del falso, ma di un falso che mira a inibire la riflessione e l’argomentazione razionale e a produrre, come una sorta di riflesso condizionato, un’indignazione manipolata e suscettibile di essere strumentalizzata per fini inconfessabili. È già all’opera la prima funzione bellica della società dello spettacolo (la demonizzazione del nemico o del potenziale nemico), mentre è in agguato la seconda, la riduzione a spettacolo della violenza esercitata in nome della causa umanitaria dei diritti dell’uomo. Forse lo storico futuro collocherà l’immagine del giovane cinese che fronteggia il carro armato accanto alle immagini o alle «notizie» relative all’affondamento dell’incrociatore Maine, del piroscafo Lusitania e delle navi affondate a Pearl Harbor o «attaccate» nel Golfo del Tonchino; e forse lo storico futuro si interrogherà sulla carica di violenza insita in un’immagine che pretende di voler raffigurare la condanna della violenza in quanto tale.

4.2.
Il «dispotismo illuminato» a Piazza Tienanmen

Sì, la verità dell’immagine del giovane che fronteggia il carro armato è solo un momento del falso complessivo. Mediante il terrorismo dell’immediata percezione e indignazione mira a impedire la riflessione e l’interrogazione: se non la causa della non-violenza, il movimento di Piazza Tienanmen rappresentava in modo inequivocabile la causa della democrazia? Non pochi dei manifestanti guardavano con simpatia e ammirazione a Zhao Ziyang. Prima di ascendere ai vertici della dirigenza cinese, questi «si era fatto notare reprimendo le ultime turbolenze della sinistra radicale» nel Sichuan; al momento della crisi della primavera del 1989 egli era fautore di «una soluzione “neo-autoritaria”, paternalista e tecnocratica» (Domenach, Richer 1995, pp. 697 e 550). Si trattava di un dirigente noto e apprezzato (in certi circoli cinesi e internazionali) quale campione di un «dispotismo illuminato» (Minqi Li 2008, p. XI). Non ci sono dubbi: «Zhao non era un democratico. In quegli anni mirava a promuovere l’economia di mercato con il pugno di ferro». Nelle agitazioni in corso egli vedeva e cercava la sua grande occasione:

«Le “masse” in buona parte erano state autorizzate da esponenti riformisti del PCC a dimostrare, ed erano state condotte alle manifestazioni con camion e autobus delle fabbriche, degli uffici pubblici, dei ministeri. Allo stesso modo il supporto logistico agli studenti era stato offerto da funzionari e imprenditori privati vicini a Zhao Ziyang» (Ferraro 2001).

Quest’ultimo – sottolineano due autori statunitensi – era da considerare «probabilmente il leader cinese più filo-americano nella storia recente»(Bernstein, Munro 1997, p. 39). Ma cosa ammirava egli negli Stati Uniti e cosa la dirigenza statunitense apprezzava in lui? A stimolare il rapporto simpatetico tra le due parti era l’amore della libertà o piuttosto il decisionismo neoliberista, pronto all’occorrenza a far ricorso anche a misure «neo-autoritarie» e persino «dispotiche»?
A questo punto ci si può porre una domanda ulteriore: la rivolta di Piazza Tienanmen è stata un avvenimento del tutto interno alla Cina? Un colloquio è rivelatore. Allorché, qualche tempo dopo la tragedia, gli inviati del presidente Bush sr. si recavano a Pechino per conferire con Deng Xiaoping, questi si lamentava con loro per il fatto che gli USA risultavano «profondamente coinvolti» negli avvenimenti di piazza Tienanmen e aggiungeva: «Per essere franchi, ciò poteva persino condurre alla guerra» (Kissinger 2011, pp. 418-19). A parlare in tal modo era uno statista noto per il suo pragmatismo e la sua prudenza, un teorico del «basso profilo» sulla scena internazionale che per di più in quel momento aveva tutto l’interesse a ricucire i rapporti con Washington, anche al fine di sfuggire all’isolamento diplomatico e commerciale. E a riportare tale dichiarazione è un campione della Realpolitik che non sente il bisogno di respingere un’accusa così dura e che non riferisce di una risposta polemica da parte degli interlocutori statunitensi del leader cinese.
Non solo Deng non viene smentito, ma la sua lettura dei fatti è oggi indirettamente confermata da un autorevole testimone. Si tratta dell’allora ambasciatore statunitense in Cina. Egli ricorda che in quei giorni «dieci appartamenti dell’Ambasciata furono colpiti da più di cento pallottole» sparate dall’esercito cinese impegnato a dare la caccia – questa la versione delle autorità di Pechino – a «un cecchino che aveva ucciso un soldato di una colonna in ritirata». L’ambasciatore statunitense riferisce di aver commentato subito dopo la sparatoria: «Penso che i cinesi stiano tentando di inviarci un messaggio» (Lilley 2004, p. XII). Già, ma quale?
Lo possiamo desumere da altri particolari di questa testimonianza. Mentre il confronto tra studenti e governo cinese si inaspriva, ecco l’«attaché militare» dell’ambasciata statunitense a Pechino prendere accordi e lavorare fianco a fianco «con le sue controparti nelle ambasciate australiana, britannica, canadese, francese, tedesca e giapponese». Con quale obiettivo?

«Essi si divisero la città in settori e si scambiarono informazioni ottenute grazie a pattuglie. Alla fine di maggio, in risposta all’attenuarsi della crisi, gli attaché militari delle diverse ambasciate istituirono posti di ascolto a tempo pieno in luoghi della città precedentemente scelti. Con una mossa lungimirante, il generale Jack Leide, l’attaché militare dell’ambasciata statunitense, si dette da fare per ottenere e ottenne il permesso di affittare stanze di albergo per i controllori USA. Oltre a una stanza al Fuxingmen Hotel sulla parte occidentale della città, prenotammo due stanze laterali al Peking Hotel, immediatamente a Nord-Est di piazza Tienanmen, che ci consentivano una chiara visione della piazza. Inoltre Leide equipaggiò i suoi uomini con radiotelefoni portatili (walkie-talkies) contrabbandati dall’estero. Era una violazione del protocollo diplomatico, per il fatto che alle missioni diplomatiche non è consentito di mantenere all’interno della Cina la loro radio privata di comunicazioni, ma nel commettere tale violazione mi sono tuttavia sentito a mio agio» (Lilley 2004, p. 306).

L’attività promossa dagli attaché militari delle ambasciate dei più importanti paesi (occidentali o filo-occidentali), dispiegata grazie a strumenti vietati e illegalmente contrabbandati e diretta da un «lungimirante» generale statunitense, mirava solo a seguire in diretta la crisi o anche a influenzarla? Facendo tesoro dell’«eccellente» conoscenza del «mandarino» di alcuni suoi membri, «il nostro [statunitense] staff diplomatico a Pechino aveva stabilito solidi rapporti con membri dell’esercito, del movimento studentesco e della classe intellettuale»; e tali rapporti erano suscettibili di conseguire cospicui «dividendi» (Lilley 2004, pp. 314 e 306). Quali possono essere i «dividendi» derivanti dal rapporto con membri e settori dell’esercito cinese?
Come chiarisce il risvolto di copertina del suo libro, l’autore di questa testimonianza «ha prestato servizio per circa trenta anni nella CIA a Tokyo, Taiwan, Hong Kong, Laos, Bangkok, Cambogia e Pechino prima di entrare agli inizi degli anni ’80 nel Dipartimento di Stato e di iniziare una brillante carriera diplomatica». Era solo un caso che a dirigere l’attività frenetica appena vista fosse un diplomatico con una consolidata esperienza di agente della CIA alle sue spalle? In quei giorni era presente nella capitale cinese anche Gene Sharp (Engdahl 2009, p. 93), il teorico delle rivoluzioni colorate. Siamo in presenza di un’altra casuale coincidenza? E come spiegare allora che, sempre in quel periodo di tempo, Winston Lord, ex-ambasciatore a Pechino e consigliere di primo piano del futuro presidente Clinton, non si stancasse di ripetere che la caduta del regime comunista in Cina era «una questione di settimane o mesi» (Bernstein, Munro 1997, p. 95)? E a cosa mirava la contraffazione della «testata del “Quotidiano del popolo”», l’organo ufficiale del Partito comunista cinese (Nathan, Link 2001, p. 324), e chi era il responsabile di una operazione così sofisticata e suscettibile di lacerare in due frazioni contrapposte il Partito al potere e lo Stato in quanto tale?
Ci ritorna in mente la messa in guardia di Deng Xiaoping, non contraddetta né da Kissinger né da alcun membro della delegazione statunitense: gli USA si erano resi responsabili di un’operazione che poteva «condurre alla guerra». E cosa poteva essere questa operazione, questo casus belli, se non un tentativo di colpo di Stato pilotato dall’esterno e mirante forse a portare al potere «il leader cinese più filo-americano», quello pronto a far ricorso a un «dispotismo illuminato» in chiave neoliberista? Visti retrospettivamente, gli incidenti di piazza Tienanmen del 1989 si presentano come la prova generale dei colpi di Stato camuffati ovvero delle «rivoluzioni colorate», che si sarebbero susseguite negli anni successivi.

mercoledì 24 settembre 2014

La sinistra assente: il nuovo libro di Domenico Losurdo è in libreria

La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra
Carocci, Roma 2014

Le promesse del 1989 di un mondo all’insegna del benessere e della pace non si sono realizzate. La crisi economica sancisce il ritorno della miseria di massa anche nei paesi più sviluppati e inasprisce la polarizzazione sociale sino al punto di consentire alla grande ricchezza di monopolizzare le istituzioni politiche. Sul piano internazionale, a una «piccola guerra» (che però comporta decine di migliaia di morti per il paese di volta in volta investito) segue un’altra. Per di più, all’orizzonte si delinea il pericolo di conflitti su larga scala, che potrebbero persino varcare la soglia nucleare. Più che mai si avverte l’esigenza di una forza di opposizione: disgraziatamente in Occidente la sinistra è assente. Come spiegare tale assenza? Come leggere il mondo venutosi a costituire dopo il 1989? Attraverso quali meccanismi la «società della spettacolo» riesce a legittimare guerra e politica di guerra? Come costruire l’alternativa? A queste domande s’impegna a rispondere Domenico Losurdo con un’analisi originale, spregiudicata e destinata a suscitare polemiche.

Domenico Losurdo è professore emerito dell’Università degli Studi di Urbino. Tra le sue pubblicazioni, regolarmente tradotte in più lingue, ricordiamo quelle più recenti: Controstoria del liberalismo (Laterza, 2010, 4° ristampa), La lotta di classe (Laterza, 2013, 2° ristampa), Nietzsche, il ribelle aristocratico (Bollati Boringhieri, 2014, 3° ristampa). Per i nostri tipi ha pubblicato Stalin. Storia e critica di una leggenda nera.

Attenzione!
Associazioni o circoli che volessero presentare il libro possono ottenerne copie in conto vendita a prezzi scontati (25-30%). Sono previsti sconti anche per acquisti multipli non legati a una presentazione (20%).
Rivolgersi alla dott.ssa Claudia Coniglio - Carocci Editore, C.Coniglio@Carocci.it

lunedì 25 agosto 2014

lunedì 18 agosto 2014

Antisemita! Una sistematica criminalizzazione e diffamazione verso chi ha firmato l'appello "Una Norimberga per Israele"

L’appello («Una Norimberga per Israele») per porre fine all’interminabile martirio di Gaza e del popolo palestinese è oggetto di una campagna all’insegna della disinformazione, della diffamazione e del terrorismo ideologico. Non sono stupito. Mi limito qui a riprendere quanto avevo riferito e scritto in un libro pubblicato già 7 anni fa (Il linguaggio dell’Impero, Laterza, 2007, pp. 162 e 120) [DL].
Alla fine del 1948, in occasione della visita di Begin negli Usa, in una lettera aperta al «New York Times» firmata anche da Albert Einstein, Arendt chiama alla mobilitazione contro il responsabile della strage di Deir Yassin, facendo notare che il partito da lui diretto risulta «strettamente imparentato coi partiti nazionalsocialisti e fascisti»
[…]
Allorché, nel 1963, pubblica Eichmann a Gerusalemme, coi suoi strali contro il sionismo e contro il tentativo di Israele di strumentalizzare il processo a carico del criminale nazista in senso antiarabo, Hannah Arendt diviene il bersaglio di un’odiosa campagna internazionale che pretende di bollarla in quanto antisemita. In Francia, il settimanale «Nouvel Observateur», nel pubblicare stralci del libro (scelti con perfidia), si chiede dell’autrice: Est-elle nazie? E’ nazista? Siamo in presenza di un capo d’imputazione dal quale nessuno è al riparo, paradossalmente neppure il governo israeliano. Contro le forze dell’ordine da esso inviate, gli esponenti più fanatici del fondamentalismo ebraico non esitano a gridare: «Siete come i nazisti, odiate gli ebrei». Così nel 1996, ma questo fenomeno si è manifestato su scala ancora più larga nel 2005, in occasione del ritiro da Gaza...

lunedì 4 agosto 2014

Sulla resistenza palestinese: omaggio ai fedayyin palestinesi di Gaza

Riprendiamo da ism-italia.org, il gruppo di supporto italiano dell‘International Solidarity Movement (ISM) palestinese. [DL].
 
 
In questi giorni l'attenzione si è concentrata sulle vittime civili del massacro genocidario israeliano a Gaza. Secondo i dati del 3 agosto del Palestinian Center for Human Rights sono stati assassinati da un esercito di criminali 1.545 civili, mentre 272 sarebbero i guerriglieri palestinesi uccisi.
Non possiamo, non dobbiamo dimenticare che la Resistenza dei fedayyin palestinesi è stata superiore ad ogni previsione provocando, secondo i dati ufficiali israeliani, almeno 64 morti tra i soldati israeliani.
La Resistenza palestinese non si è lasciata trovare impreparata, ha adottato le tecniche di guerriglia degli Hezbollah e dei Vietcong e ha tenuto in scacco uno degli eserciti più forti del mondo.
Ci siamo trovati di fronte a una Intifada dei razzi, come l'ha chiamata Abdel Bari Atwan, a una Intifada dei tunnel e a una Intifada popolare. Il morale e la determinazione dei palestinesi di Gaza non è stato fiaccato dalla ferocia dell'attacco israeliano.
Il massacro continua. La Resistenza continua.
Noi assistiamo da lontano, nelle pieghe di un mese estivo e festivo, misurando nel quotidiano la nostra impotenza e il cinismo della nostra classe politica (un miserabile è andato al Cairo a incontrare l'autore di un colpo di stato militare, ripetendo una richiesta risibile e vergognosa di un altro miserabile, il presidente americano, di liberare il soldato israeliano che sembrava essere stato fatto prigioniero - rapito nel lessico osceno dei miserabili -, mentre in Italia in combutta con un noto pregiudicato sta attentando alla nostra costituzione).
La Resistenza palestinese costituisce, in questi tempi oscuri, una lezione morale e una lezione politica.
In silenzio le rendiamo un omaggio commosso e consapevole.
 
Alfredo Tradardi
Torino, 3 agosto 2014

lunedì 28 luglio 2014

Fermiamo il massacro a Gaza

... vi segnalo l'adesione al nostro Appello di Angelo del Boca, grande storico del colonialismo italiano, il quale, ricordo, nella sua Storia dell'Etiopia aveva lamentato la "mancata Norimberga" per i crimini commessi dalle forze italiane di occupazione in Africa. Lo sottolineo davanti a certe polemiche che dicono che è fuori luogo il richiamo a Norimberga. Io credo non lo sia: e in ogni caso quello che importa è denunciare nel modo più forte possbile Israele [Angelo d'Orsi].

Nei giorni scorsi il programma Prima pagina, RadioRai, ha ospitato una piccola polemica sull'appello. Ecco il link al podcast:
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/PublishingBlock-035bed00-c4cc-4fb6-994b-a731a043978f.html?programma=inonda&alfa=p



NOI ACCUSIAMO

Noi firmatari di questo Appello, sgomenti per gli avvenimenti in corso nella “Striscia di Gaza”,

accusiamo i governanti attuali di Israele, che nei confronti del popolo palestinese stanno portando avanti una politica all’insegna dell’espansionismo coloniale, della pulizia etnica, del massacro;

noi accusiamo i precedenti governanti dello Stato di Israele, i quali hanno avviato la spoliazione della terra, dei beni, della stessa memoria di un popolo vivente nella Palestina da millenni;

noi accusiamo l’esercito israeliano, e tutti gli altri corpi armati di quello Stato, che fanno ricorso ai metodi più infami del colonialismo (quelli non a caso ereditati dal Terzo Reich), usano armi proibite dalle convenzioni internazionali, e si comportano come una forza coloniale di occupazione, trattando i palestinesi da esseri inferiori, da espellere, e quando possibile, con il minimo pretesto, da eliminare;

noi accusiamo la classe politica, imprenditoriale e finanziaria degli Stati Uniti d’America, senza il cui sostegno costante Israele non potrebbe neppure esistere, e che garantisce l’impunità di cui lo Stato israeliano gode;

noi accusiamo governi e parlamenti degli Stati aderenti all’Unione Europea, e il Parlamento e la Commissione Europea, per complicità attiva o passiva con l’espansionismo coloniale, la pulizia etnica, e massacri inferti popolo palestinese;

noi accusiamo l’ONU per la sua incapacità di bloccare Israele, di fermare la sua arroganza, di applicare le sanzioni di condanna (ad oggi 73) che nel corso degli anni sono state promulgate dal Consiglio di Sicurezza, contro Israele, in particolare quelle che impongono il rientro di Israele nei confini ante-1967 e il ritorno dei 700.000 profughi palestinesi;

noi accusiamo il sistema dei media occidentale, del tutto succube a Stati Uniti e Israele, che fornisce una volta di più una rappresentazione falsa e addirittura rovesciata della realtà, presentando l’azione militare israeliana come una “legittima difesa”, tutt’al più talora “sproporzionata”;

noi accusiamo il ceto intellettuale internazionale troppo sordo e lento davanti al massacro in atto;

noi accusiamo le autorità religiose del cristianesimo internazionale, a partire dalla Chiesa di Roma, che non riescono a dire se non qualche flebile parola “per la pace”, trascurando di dire chi sono le vittime e chi i carnefici;

noi accusiamo la società israeliana nel suo complesso che, avvelenata dallo sciovinismo e dal razzismo, mostra indifferenza o peggio nei confronti della tragedia del popolo palestinese e fa pesare una grave minaccia sulla stessa minoranza araba;

mentre esprimiamo la nostra solidarietà e ammirazione per le personalità della cultura e cittadini e cittadine del mondo ebraico che, nonostante il clima di intimidazione, condannano le infamie inflitte al popolo palestinese, noi accusiamo i gruppi dirigenti delle Comunità israelitiche sparse per il mondo che spesso diventano complici del governo di Tel Aviv, il quale sta diventando la principale fonte di una nuova, preoccupante ondata di antisemitismo, che, nondimeno, noi respingiamo e condanniamo in modo categorico, in qualsiasi forma esso si presenti. Esprimiamo il nostro più grande apprezzamento per quelle organizzazioni come la Rete “ECO (Ebrei contro l’occupazione), che svolgono il difficile ma fondamentale compito di dimostrare che non tutti gli ebrei condividono le scellerate politiche dei governi israeliani e lottano per la libertà del popolo palestinese.

Perciò noi chiediamo che il mondo si mobiliti contro Israele: non basta la pur importante e lodevole campagna BDS (“Boycott Disinvestment Sanctions”); riteniamo che si debba portare lo Stato di Israele davanti a un Tribunale speciale internazionale per la distruzione della Palestina. Non singoli esponenti militari o politici, ma un intero Stato, (e i suoi complici): il suo passato, il suo presente e il suo presumibile futuro. Se vogliamo salvare con il popolo palestinese, la giustizia e la verità, dobbiamo agire ora, fermando non solo il massacro a Gaza, ma il lento genocidio di un popolo. Noi vogliamo lottare per la pacifica convivenza di arabi, ebrei, cristiani e cittadini di qualsiasi confessione religiosa o provenienza etnica, respingendo le pretese di qualsiasi Stato “etnicamente puro”.
Noi chiediamo


UNA NORIMBERGA PER ISRAELE 25 luglio 2014
(Nome – Cognome – Professione – Città – Stato)
Per adesioni: info@historiamagistra.it

Firmatari dell’Appello (19. 08. 2014)


Angelo d’Orsi, ordinario di Storia del Pensiero politico, Università di Torino, - Direttore di “Historia Magistra” - Italia
Domenico Losurdo, storico della filosofia, professore emerito, Università di Urbino, Italia
Gianni Vattimo, filosofo, professore emerito, già europarlamentare, Università di Torino, Italia
Santiago Zabala, professore di Filosofia, Barcelona, SpagnaGiulietto Chiesa, giornalista, già europarlamentarePiero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea, Università Sapienza, Roma, Italia
Gian Mario Bravo, storico del pensiero politico, professore emerito, Università di Torino
Giuseppe Prestipino, filosofo, già docente universitario, Roma
Angelo Del Boca, storico, Torino
Georges Saro, già professore di Italianistica, Università Paris III, Parigi, Francia
Paolo Favilli, professore di Storia contemporanea, Università di Genova
Massimo Zucchetti, ordi­na­rio di “Radia­tion Pro­tec­tion”, Politecnico di Torino, Italia
Giuseppe Carlo Marino, già ordinario di Storia contemporanea, Università di Palermo, Italia
Raffaele D’Agata, ordinario di Storia contemporanea, Università di Sassari, Italia
Stefano G. Azzarà, docente di Storia della filosofia, Università di Urbino, Italia
Raffaele Radicioni, architetto, Torino, Italia
Federico Martino, ordinario di Storia del diritto, Università di Messina, Italia
Guido Liguori, professore di Storia del pensiero politico, Università della Calabria
Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia teoretica, Università dell'Insubria, Varese, Italia
Francesco Coniglione, ordinario di Storia della filosofia, Università di Catania . Italia
Aldo Giannuli, storico contemporaneista, Università di Milano
Margarita Ledo Andión, professoressa e cineasta, Universidade de Santiago de Compostela
Tamara Bellone, docente Politecnico, Torino, Italia
Maurício Vieira Martins, professor Universidade Federal Fluminense, Rio de Janeiro, Brasil
Marcos Tadeu Del Roio, professor universitário UNESP-FFC, Marilia – SP, Brasil
Caio N. de Toledo, professor Unicamp, Brasile
Cristhiane Falchetti, professora universitária - São Paulo – SP
Luiz Bernardo Pericás, professor Depto. de História/Universidade de São Paulo, São Paulo, Brasil
Mario Cantilena, Ordinario di Letteratura greca. Università cattolica del S. Cuore- Milano (Italia)
Jean-Michel Buee, Docente universitario, Lyon, Francia
Carla Nespolo, presidente Istituto Storico della Resistenza di Alessandria, Alessandria, Italia
Augusto Ciuffetti, ricercatore di Storia economica, Università Politecnica delle Marche di Ancona,
Gaetano Bucci, docente di Diritto pubblico, Facoltà di Economia dell’Università di Bari, LecceIain Chambers, docente di Studi Culturali e Postcoloniali, Università di Napoli, L'Orientale
Lidia Curti, docente universitario presso l'Università di Napoli, L'Orientale
Andréia Galvão, professora universitária, Universidade Estadual de Campinas, Brasil
Ricardo Figueiredo de Castro, professore di Storia contemporanea, Universidade Federal do Rio de Janeiro (UFRJ), Brasile
Ivo Tonet, professor universitário, Maceió, Alagoas, Brasil
Michele Martelli, docente universitario in pensione, Urbino (Pu), Italia
Emiliano Alessandroni, storico della filosofia, ricercatore precario, Università di Urbino, ItaliaGiorgio Barberis, ricercatore universitario, Università Piemonte Orientale, Alessandria, Italia
Luzia Margareth Rago, professora, Unicamp Universidade Estadual De Campinas, São Paulo, Brasil
Marco Tobón, antropólogo, Universidade Estadual de Campinas, São Paulo – Brasil
Alessandra Ciattini, associato di Discipline demoantropologiche, Università Sapienza, Roma
Franco Chiarello, ordinario di Sociologia dei processi economici, Università di Bari, Italia
Gabriella Paolucci, professore di Sociologia dell’ambiente, all'Università di Firenze, Italia
Jaime Aja Valle, profesor de universidad, Córdoba, España
Paolo Barrucci, professore di Sociologia generale, Università di Firenze
Gianfranco Ragona, storico del pensiero politico, ricercatore, Università di Torino
Aldo Nicosia, ricercatore, Università di Bari, Italia
Lia Fubini, economista, ricercatrice Università di Torino, Italia
Nora Hoppe, cineasta, Berlino, Germania
Tariq Marzbaan, cineasta, Berlino, Germania
Lucio Triolo, Dip. di Biologia e Biotecnologie "C. Darwin", Sapienza, Università di Roma
Steven Forti, ricercatore presso l'Instituto de Historia Contemporanea dell'Universidade Nova de Lisboa
Tatiana Fonseca Oliveira, sociologa, Cagnes sur Mer, Francia
Marcello Rossi, direttore della rivista "Il Ponte", Firenze
Elza Margarida de Mendonça Peixoto, Coordenadora Geral da Associação Brasileira de Educadores Marxistas – ABEM
Angelo Ferracuti, scrittore
Giulio Stocchi, poeta, Milano, Italia
Roberto Vignoli, giornalista, Roma, Italia
Sara Alimenti, ricercatrice precaria, Università di Perugia, Italia
Fabrizio Marchi, giornalista e direttore del periodico on line "L'Interferenza"
Marina Penasso, documentalista, Torino, Italia
Saverio Luzzi, storico contemporaneista, ricercatore precario, Università Sapienza Roma
Anna Lanaro, insegnante, Castelfranco Veneto, Italia
Alessandra Terni, attrice, Torino, Italia
Monica Aldi, photoeditor, Torino, Italia
Margherita Bassini, coordinatrice comitato scientifico Fondazione Longo, Alessandria (Italia)
Gabriele Proglio, dottorando in Storia, Torino, Italia
Giuseppe Lo Castro, ricercatore di Letteratura Italiana, Università della Calabria, Cosenza, Italia
Liliana Guazzo Lanzardo, già docente universitaria a Trieste, Torino
Alberto Lombardo, ordinario Statistica Univ. Palermo, Ufficio Politico Partito Comunista
Regina Célia da Silva, professora de italiano - Centro de Ensino de Línguas, Universidade Estadual de Campinas – UNICAMP, São Paulo – Brasil
Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino, ex deputato
Dario Gemma, Assessore al lavoro della Provincia di Alessandria, Alessandria, Italia
Alessandra Mangano, dottore di ricerca in Storia dell'Europa Mediterranea, Palermo, Italia
Daniela Marendino, archivista, Torino, Italia
Gaetano Crocellà, insegnante in quiescenza, Torino, Italia
Cristina Accornero, dottore di ricerca in Storia, Torino, Italia
Marco Albeltaro, storico contemporaneista, assegnista di ricerca, Università di Torino, Italia
Barbara Fois, storica medievista, giornalista pubblicista, Cagliari, Italia
Gabriella Brigitte Klein, professore Università degli studi di Perugia, Perugia, Italia
Memmo Buttinelli, ricercatore, docente di Biologia molecolare, Università Sapienza, Roma
Antonio Ruggieri, Direttore della rivista culturale "il Bene Comune"
Giulia Auria, studentessa, Avigliano (Potenza), Italia
Haidi Gaggio Giuliani, insegnante in pensione, Genova, Italia
Giuseppe Aragno, libero ricercatore, storico
Paolo Torretta, giornalista freelance, Helsinki (Finlandia)
Alessandra Colla, ricercatrice indipendente, Milano, Italia
Valeria Montano, post doc in biologia evolutiva, Lausanne, Svizzera
Gianmatteo Maccentelli, graphic designer, London
Giacomo Casarino, già Università di Genova, Genova, Italia
Francesca Chiarotto, storica, dottore di ricerca in Studi politici, Università di Torino, Italia
Alexander Höbel, storico, ricercatore precario, Università di Napoli
Milena Fiore, videomaker, Roma
Michele Marseglia, avvocato, saggista
Mark Taylor, Environmental Manager, Brisbane, Australia
Gennaro Corcella, Ricercatore di Fisica, INFN, Frascati – Italia
Nenad Paunovic, co-owner and CEO, Poduhvat Ltd. Poduhvat-Hydrokinetics Ltd.
Alessio Arena, Editore, Melegnano (MI)
Sergio Cararo, Direttore di “Contropiano” on line, Roma, Italia
Stefano Giuseppe Ingala, docente precario di Scuola superiore
Loredana Signorile, lavoratrice, Bari, Italia
Francesca Nottola, traduttrice e ricercatrice, Manchester, Regno Unito
Filippo Bianchetti, medico di base, Varese, Italia
Nadia Buioni, psicologa clinica, Bruxelles
Remo Bassini, giornalista e scrittore
Giovanni Savino, Visiting Fellow in Russian and East European history, Università statale degli studi umanistici di Mosca «M. Sholokhov»
Scenari globali”, rivista on line
Luigi Pandolfi, giornalista e saggista, Saracena (CS)
Angelo Baracca, professore incaricato di Storia della Fisica, Università di Firenze
Antonio Carlos Mazzeo, professore, São Paulo, Brasile
AssopacePalestina, Firenze
Franco Milanesi, storico, ricercatore indipendente, Pinerolo (TO), Italia
Francesca Gruppi, ricercatrice Università di Torino, Italia
Zardetto Rina Presidente Associazione Reggiana per la Costituzione, Reggio Emilia
Antony Schofield, Mental Health Advocate, Manchester, England.
Gian Carlo Fedeli, Linguista, Roma, Italia
Richard S. Allwood, Stati Uniti d'America
Pamela Siegel, ricercatore, Universidade Estadual de Campinas (Unicamp), São Paulo, Brasil
Valentina Capurri, Assistant Professor in Geography, Ryerson University, Toronto, Canada
Renato Pierri. Scrittore. Roma. Italia
Marisa Choguill, Professora de planejamento, consultora, editora assistente da revista academica Habitat International
Leo H Torres, Colombia
Anna Serena Bartolucci, internazionalista, Perugia, Italia
Charles Choguill, Professor Emeritus of Town and Regional Planning, University of Sheffield, UK, Editor, Habitat International
Sara Sappino, assegnista di ricerca, Sapienza Università di Roma
Carlo Romagnoli, giornalista, Alessandria, Italia
Rosa Gavina, pensionata, San Colombano Al Lambro (Mi), Italia
Anna Maria Savoia, insegnante in pensione, Bari, Italia
Mariangela Moffa, Artigiana, San Vito Chietino (CH), Italia
Luigi Frasca, impiegato, Milano, Italia
Rossella De Bianchi, disoccupata, Torino, Italia
Forum Palestina”
Elena Schembri, studentessa, Università di Campinas, Brasile
Gualtiero Marini, dottorando di Storia, Università di Campinas, Brasile
Mattia Morelli, appassionato di Agroecologia, Lecce, Italia
Pietro Trovero, infermiere, Aosta, Italia
Gioacchino Gagliardo, impiegato, Aosta, Italia
Salvatore Cuccuru, fotoreporter, Roma, Italia
Serena Cremaschi, fotoreporter, Roma Italia
Giovanna Spiga, insegnante, Torino, Italia
Francesco Carenza, disaster manager di protezione civileùù in quiescenza, Torino, Italia
Amalia Micali, dirigente editoriale, Modena, Italia
Patrizia Donadello, impiegata, Torino, Italia
Manuela Di Dio, artista
Maris Signorin, funzionaria pubblica amministrazione, Collegno-Torino, Italia
Alex Marsaglia, studente, Università di Torino, Italia
Maria Rossi, insegnante, Cremona, Italia
Angelo Chiattella, tecnico audio in quiescenza, e libero studioso Torino, Italia
Franco Di Giorgi, insegnante di Liceo, Ivrea
Fabio Betti, ingegnere, Rimini, Italia
Alberto Pantaloni, impiegato e laureando in scienze storiche, Torino, Italia
Patrizia Polloni, casalinga, Milano, Italia
Andrea Ferrero, studente, Università di Torino, Italia
Mario Dalmaviva, operatore culturale, pensionato, Perinaldo (IM) Italia
Alice Fagotti, Spello (PG), Italia
Rosalba Canelli, operatore Socio Assistenziale, Verona, Italia
Fausta Veronese, Impiegata in mobilità, Cannero Riviera (VB), Italia
Rosa Perpignano, impiegata, Torino, Italia
Cristina Palozzi, insegnante di Lettere in quiescenza, Torino, Italia
Cristian Lampis, agente commercio, Torino, Italia
Simona Masini, infermiera, Genova, Italia
Sandra Ceriani, insegnante, Verona, Italia
Juri Bossuto, patrocinatore legale, già Consigliere Regione Piemonte, Torino, Italia
Fiormichele Benigni, precario scuola e ricerca, Viterbo, Italia
Rosalba Calabretta, Roma, Italia
Associazione Solidarité Nord Sud – ONLUS, Roma, Italia
Giovanni Cassibba, impiegato statale, Italia
Paolida Carli, docente di Storia e Filosofia, Genova
Milli Martinelli, docente universitaria in pensione, Milano, Italia
Silvia Chiarizia, pensionata, Verona, Italia
Claudio Del Bello, editore, Roma, Italia
Lorena Lolli, assistente domiciliare e dei servizi tutelari ed educatrice, Roma, Italia
Antonella Cuomo, impiegata, Avellino, Italia
Antonella Arena, Messina
Lucia Giani, insegnante Milano, Italia
Luca Seccardini, docente precario della Scuola secondaria, Ascoli Piceno, Italia
Raffaella Spina, impiegata, Roma, Italia
Stefania Fresu, naturopata, Torino, Italia
Alessandro Peregalli, studente, Milano, Italia
Daniela Rosa Carriero, impiegata, Limbiate (MB), Italia
Jacopo Custodi, studente, Pavia, Italia
Antonio Caputo, Biologo, Roma, Italia
Luca Giovanni Calabrese, musicista, Seregno (MB), Italia
Daniela Pistis, imprenditrice, Santhià (Vc), Italia
Gianni Naggi, dirigente politico PRC, Torino, Italia
Chiara Panciera, Belluno, Italia
Gaetano Giuseppe Saracino, ingegnere, Pandino (CR), Italia
Arbir Abazi
Giovanna Caspani
Guido Fortenio, Dottore in Agopuntura, Bruxelles, Belgio
Lorenzo Giovagnoli, insegnante di canto, Fossombrone (Pu), Italia
Laura Masciotti, studentessa, Acqualagna (PU), Italia
Marco Maggini, impiegato comunale, Civitanova Marche (MC), Italia
Vito Berardi, libero professionista, Roma, Italia
Giovanni Indorante, pubblico funzionario
Rosario Ragusa, impiegato pubblico, Asti, Italia
Valter Clemente pensionato, Cossato (BI), Italia
Vito Abbenanti, Ingegnere, Siracusa, Italia
Roberta Spagnoletti dipendente Poste Italiane Torino Italia
Ornella Terracini, rete ECO, Torino
Renato Zanoli, pensionato, Torino, Italia
Dimitri Reale, ingegnere, Torino, Italia
Gemma Jeva, disoccupata, Legnano (MI), Italia
Marina Di Carlo, ex dirigente universitaria ora in pensione, Roma , Italia
Elena Garcea, ricercatore universitario, Roma, Italia
Gaspare Dalpero, pensionato. Dozza (BO), Italia
Maria Angela Zerbinati, pensionata, Rovigo, Italia
Ave Giangrossi, docente Economia Aziendale - Scuola secondaria di secondo grado, Bovezzo (BS), Italia
Daniela Dovolich, medico veterinario, Bari, Italia
Giancarlo Dapavo, pensionato, Asti, Italia
Ornella Massano, assistente sociale, Asti, Italia
Guglielmo Dapavo, tecnico informatico, Asti Italia
Silvia Tognoli, impiegata, Verderio Superiore (LC), Italia
Barbara Mensi, consulente informatico, Torino, Italia
Giovanni Indorante, pubblico funzionario, Palermo, Italia
Andrea Catone, direttore della rivista “MarxVentuno”
Emilio Molinari, Contratto mondiale dell'acqua
Alessandro Maurini, storico, insegnante e ricercatore, Torino, Italia
Silvia Fraboni, insegnante, Torino, Italia
Ettore Zerbino
Chiara Mazzola, studentessa, Palermo, Italia
Stefania Sinigaglia, cooperante cooperazione internazionale, Ancona, Italia
Lucia Masciotti, studentessa, Acqualagna (PU), Italia
Romano Bellenghi, pensionato, Bagnacavallo, Italia
Sara Marcolini, Verona, Italia
M. Cristina Lauretti, Roma, Italia
Davide Patuelli, impiegato, Faenza (Ra), Italia
Vittorio Bardi, pensionato, Faenza, Italia
Luigi Cerini, pensionato, Chieri (TO), Italia
Danila Ghigliano, artista e docente, Torino
Fabio Gattino, docente scuola primaria, Torino
Paola Slaviero, pensionata, Roma, Italia
Luca Parenti, precario, Livorno, Italia
Francesco Collini, studente, Pescara, Italia
Riccardo Cecchi, studente, San Benedetto del Tronto, Italia
Claudio Miotto
Gerardo,Tricarico medico chirurgo, Senigallia, Italia
Maria Rita Burgio, architetto, Palermo, Italia
Michele D'Attilio, medico veterinario, Lanciano (Chieti), Italia
Luciana Potena, insegnante, Bologna, Italia
Lorena Lucia Barale, archivista e dottoranda in Studi storici, Torino
Lorena Marceddu, insegnante, Cagliari, Italia
Ernesto Scalco, tecnico in pensione, Torino
Bice Parodi, impiegata, Genova, Italia
Corrado Morgia, pensionato, già docente di Storia e Filosofia nei licei, Roma, Italia
Caterina Marianna Banti, studentessa, Roma, Italia
Riccardo Solazzo, impiegato, Rivoli (To), Italia
Stefano Barbieri, Segreteria Nazionale Partito dei Comunisti Italiani, Segretario Regionale Piemonte, Alessandria, Italia
Fabia Ghenzovich, pensionata, Venezia
Sebastiano Gulisano, giornalista
Ester Carla de Miro d'Ajeta, professore Università di Genova
Giovanna Moretto, pensionata, Forno Canavese, Torino
Salvatore Tridico, ingegnere, Parigi, Francia
Francesca Rizzitiello, tecnologa ISPRA, Melfi, Italia
Stefano Ulliana, insegnante, Codroipo (Ud)
Gerardo D'Ambrosio, insegnante, Bergamo, Italia
Telemaco Millefiorini
Maria Spanu
Gianfranco Chiesa, San Maurizio Canavese (TO)
Luigi Di Pietro
Giancarlo Vianello
Giacomo Gabellini
Oscar Aldo Marino
Paolo Orrù, impiegato, Torino
Mara Nerbano, Docente (ABA di Carrara), Allerona (TR), Italia
Anita Fisicaro
Carlo Cavalletti
Gian Domenico Maccentelli, Operatore sociale, Bologna, Italia
Giovanni Consorti, impiegato, Cannobio, Italia
Maurizio Balsamo, insegnante, Castelvetrano (TP), Italia
Francesca Lombardo, insegnante, Taranto, Italia
Gemma Gentile, docente in pensione, Napoli, Italia
Sancia Gaetani, Roma
Lorenzo Vaschetto
Corrado Giudice, cassa integrato ex operaio, Sestu (CA), Italia
Gianfranco Poliandri, Baselga di Piné (TN)
Francesco Fantozzi, musicista, Belluno, Italia
Cristina Claro, educatrice professionale, Torino
Marco La Rocca, dipendente pubblico, Roma, Italia
Rita Chiavoni, Medico, Canale Monterano, RM, Italia
Francesco Della Puppa, ricercatore universitario precario (assegnista di ricerca), Verona, Padova, Venezia, Italia
Omar Minniti, Budapest
Alessio Piana
Valeria Blanc
Piergiorgio Corradin, Livorno
Raffaella Costi, Bologna
Silvana Piana Genova
Luca Manunza, dottore di ricerca in Sociologia, Università Suor Orsola Benincasa, Napoli
Ivan Grossi, Cervia
Laura Montecchi, Disoccupata, Roma, Italia
Avernino Di Croce, professore liceale di Matematica e fisica, Segretario provinciale (provincia di Torino) dell'Italia dei Valori
Mirko Bronzi, ingegnere, Montreal, Canada
Fabio Cabrini, studente, Udine, Italia
Mara Farinazzo, casalinga, Rovigo
Maria Grazia Campari, avvocata, Firenze
Maria Cataldo, presidente dell'Associazione "Angelus novus", Bari
Ennio Abate, ex insegnante, Cologno Monzese (MI) – Italia
Giulia Claudia Gervasoni, Disegnatrice Brugherio (Monza e Brianza)
Andrea Martocchia, studioso di Relazioni internazionali, Bologna
Gilberto Vlaic, docente univ. in quiescenza, Trieste
Mario Forgione, bibliotecario, Catania, Italia
Antonio Vigilante, docente e scrittore, Foggia
Milli Violante, pensionata, Bologna
Laura Guglielminetti, pensionata, Torino
Silvia Barbin, impiegata, Torino, Italia
Luigi-Alberto SANCHI, ricercatore, Parigi, Francia
Gian Luigi Bettoli, Pordenone, cooperatore sociale e storico del movimento operaio
Michele Palazzi, Fotografo, Roma, Italia
Tania Toffanin, ricercatrice universitaria, Padova, Italia
Déguène Elisabetta Mbow, ingegnere civile, Milano
Alessio Calabrese, dottore di ricerca in Bioetica, Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Fabio Bovi. ingegnere informatico,Vinovo (Torino), Italia
Riccardo Cecchetti, fumettista, Torino, Italia
Ginevra di Montereale Mantica, Verona
Gianpaolo Carena, disoccupato, Torino
Mariano Sessa
Maura Manganelli, biologa, Roma, Italia
Francesco Magliocca, Attore Mimo, Caserta
Pier Luigi Scaramozzino, tecnico presso l'Università di Pisa, Pisa, Italia
Alessandra Valdarnini, insegnante, Cortona (AR), Italia
Alessio Gambino, Canicattì, Italia
Francesco Cecchini, scrittore, Montebelluna (Treviso), Italia
Daniela Ferrigni, architetto, Bari, Italia
Vito Signorile, fotoreporter, Bari, Italia
Anna Maria Dallocchio insegnante in pensione, Zibido San Giacomo, Milano, Italia
Anna Maria Savoia, pensionata, Bari, Italia
Romana Allegra Monti, studentessa Università di Torino, Italia
Bruno Viol, cooperante
Francesca Reina, insegnante, Bari, Italia
Michelotto Gianni, infermiere, Verona, Italia
Margherita Pascucci, filosofa, Firenze
Cettina Foti, ingegnere, Randazzo, Sicilia
Alberto Lalli, architetto, PhD
Dominique Sbiroli, Comitato con la Palestina nel cuore, Roma
Daniela Patrucco, sociologa e dell'ambiente e attivista, aderente a AssoPacePalestina
Simona Tomassetti, impiegata, Roma, Italia
Alida Clemente, ricercatrice Storia economica
Roberto Bugliani, pensionato, La Spezia, Italia
Silvia Moresi, Docente di lingua araba, Bari, Italia
Franco Cilenti, direttore editoriale del periodico Lavoro e Salute
Francesca Di Pasquale, ricercatrice post-doc (NIOD, Amsterdam), Palermo, Italia

Venturino Roberto, impiegato statale, Varazze (SV), Italia

Loretta Deluca, insegnante, Torino

Gaetano Bucci, insegnamte, Corato

Gabriele Di Falco, studente, Lyon, Francia

Stefano Braccini, insegnante, Lucca

Eleonora Tosco, impiegata pubblica, Cherasco (CN), Italia

Norma Evi Magagna, impiegata, Torino

Fabrizio Trabona, lavoratore del settore pubblico, Palermo, Italia

Maurizio Puato, artigiano, Torino, Italia

Mara Antonioni

Matteo Giordano, psichiatra, Manfredonia, Italia

Manlio Caputo, operatore sociale, Milano, Italia

Claudio Giorno, pensionato, Borgone Susa (TO), Italia

Mauro Gemma, direttore Marx21.it

Marco Falaschetti, artista, San Benedetto Del Tronto (Ap), Italia

Giovanna Bollatto, Torino

Nando de Luca, musicista, Milano, Italia

Domenico De Lucia, libero professionista, Italia

Gloria Morselli, event manager, Torino, Italia

Rita Scrimieri, insegnante di Storia dell'arte in pensione, Casola in Lunigiana (Massa Carrara),Italia

Marco Benvenuti, disoccupato, Roma, Italia

Enza Sirianni, docente di Italiano e Storia, Lamezia Terme

Giuseppina Lamanna, Roma, Italia

Fabio Marcheggiani, fotografo

Maria Grazia Cabigiosu, insegnante, Condove, Torino, Italia

Loredana Radessich, Trieste

Ignazio Filice, medico cardiologo, Savona, Italia

Giorgio Catalan, insegnante, Trieste

Alessandro Golinelli, scrittore, Milano

Valter Lorenzi, comunista, Pisa, Italia

Aldo Puppo

Fabrizio Riga, agente immobiliare

Margherita Almondo, disoccupata, Montà ( CN ), Italia

Giovanni Tirelli, nonno sfiduciato, Bra, Cuneo

Patrizia Gagliano, impiegata, Brescia

Claudia Cernigoi, giornalista, Trieste

Michelangelo Lanza, ex-funzionario commerciale, Alpignano (TO)

Nicola Oliva, disoccupato, Urbino

Claudia Berton, Verona

Franco Pallone, impiegato, Roma, Italia

Carla Zedda, impiegata, Bovisio-Masciago (MI), Italia

Valentina Alletto, Agrigento, Italia

Michele Cardino, bancario, Pinerolo, Italia

Luciano Cardino, medico, Saluzzo, Italia

Graziella Valle, insegnante in pensione, Saluzzo, Italia

Francesco Sicari, Studente Politecnico di Torino, Italia

Pietro Luppi, ricercatore ambientale, Roma, Italia

Daniela Vasta, infermiera, Torino, Italia

Liliana Omegna, pensionata, Torino, Italia

Stefano Zecchinelli, studente, Castrovillari ( Cosenza ), Italia

Maria Luisa Casarotti, insegnante in pensione di sms, Torino Italia

Manuela Mocchiolo, medico, Torino, Italia

Andrea Moneta, architetto, docente, Università La Sapienza di Roma

Serenella Castri, insegnante, Valeggio sul Mincio (VERONA), Italia

Paolo Miletto, assessore comunale di Villar Focchiardo (To), Villar Focchiardo (To)

Davide Martini, dipendente comunale, Caraglio, Cuneo, Italia

Giovanni Maraia Ariano in Movimento

Tino Balduzzi

Valeria Scordino, insegnante, Palermo, Italia

Antonio Sabatella, pensionato

Francesco Andreini, Siena, Italia

Giuseppe Talanas, Medico, Sassari, Italia

Laura Scappaticci, impiegata, Dirigente Regionale Lazio, PRC Arpino (FR), Italia

Gabriella Grasso, Milano

Ireo Bono, medico, Savona, Italia

Ambretta Caleri, pensionata, Cento (Ferrara), Italia

Margherita Labbe, docente Accademia di Belle Arti Milano, Italia

Sandra Fioccardo, impiegata, Torino, Italia

Antonio Grasso, impiegato, San Damiano d'Asti (AS), Italia

Carmela Ieroianni, insegnante, Milano

Jessica Calosci, Pistoia, Italia

Salvatore Gensabella, Catania

Alessandro (Sandi) Volk, storico (disoccupato), Trieste, Italia

Giorgio Stern, Trieste, Italia

Gianni Volontè, insegnante, Sesto Calende (VA)

Susanna Angeleri insegnante Arezzo Italia

Roberto Amati, avvocato. Roma, Italia

Guido Ratti, lavoratore autonomo, Acqui terme (Al), Italia

Anna Pasqualina Forgione, Liceo Linguistico N. Jommelli Aversa (Caserta), giornalista

Melone Annalisa, pensionata, Roma, Italia

Sandro Brosio. Torino

Bruna Castelli, collaboratrice artigiana, Bovisio Masciago (MB), Italia

Mahmud Said Hamad, presidente dell'associazione di Amicizia Italo Palestinese Onlus - Firenze

Ivan Pavicevac, laureato, Roma

Ornella Discanno, docente Brindisi, Italia

Simone Vegliò, studente, Pesaro

Stefano Oteri, Cobas Mef, Roma

Mariano Leone, dottore commercialista, Bari

Garuti Mirca, Gruppo Palestina Modena

Tiziana Baldassarra, insegnante, Novara

Daniela Valdiserra, Bologna

Caterina Guarna , Insegnante in pensione, Pisa Italia

Barbara Grandi, ginecologa, San Gimignano, Siena

Nelly Bocchi, farmacista, Fidenza, Italia

Adelia Bertetto , pensionata, Bruxelles

Dino Barberini, Roma Italia

Ernesto Barberini, Pistoia Italia

Lia Barberini, Roma Italia

Simona Barberini artista e talent scout a riposo

Cesira Taranto, Roma Italia

Simone Pietro Lopez , pensionato , Bari , Italia

Maria Anna Vox , impiegata, Bari , Italia

Roberta Fildani, Milano, Italia

Donella Gerioni

Silvana Ghiano, casalinga, Avigliana, Torino

Marisa Manno

Barbara Francesca Passera, libera pensatrice, Laveno Mombello (VA)

Claudio Musetti, architetto, Laveno Mombello (VA)

Davide Di Mauro, impiegato, Torino

Giulio Gerosa, psicologo, Vitória, Brasil

Claudio Gustavo Lombardi, Firenze

Paola Mino, psicologa, Ivrea (TO), Italia

Annabella Perillo, pensionata, Aversa, Italia

Letizia Cuscela, insegnante, Parma

Debora Brunetti, educatrice professionale, Roma, Italia

Robinson Janes, professor assistente doutor – UNESP, Marília - São Paulo - Brasil.

Marco Santopadre, giornalista, Roma

Cinzia Baldessari, cameriera, Trento, Italia

Francesca Riolo, lavoratrice autonoma, Roma

Sueli Guadelupi, Brasil

Antonia Allegretti, docente di lettere, Monopoli, Bari

Paola Becciu, Civitavecchia, RM

Luisa Costalbano, educatrice, (FI), Italia

Isabella Cellerino, impiegata, Torino

Cesarina Branzi

Michelangelo Fulvio De Cesare Autista e Coordinatore Provinciale USB Foggia, Torremaggiore (FG) Italia

Andrea Sintini, agronomo, Roma

Yasmine Accardo, attivista Associazione Garibaldi 101, Napoli

Federico Lastaria, Politecnico di Milano, Italia

Mariano Mingarelli, pensionato, Firenze, Italia

Domenico Di Modugno, lavoratore autonomo, Nova Milanese (MB)

Maria Angela Zecca. Assistente sociale specialista e poetessa, Lecce

Salvatore Conte. Docente di Italiano e Storia, Lecce

Laura Pagliari, dottoranda, Udine, Italia

Lidia Mangani, dirigente scolastica, Ancona

Maria Giannotti, insegnante, Verano Brianza

Enzo Carlo Farina, medico, Torino, Italia

Anna Rosa Forza, insegnante

Marina Ciafrè, esperta di processi di formazione, Firenze

Maria Fragnoli, Sparanise (CE)

Alfonso Di Stefano-Comitato NoMuos/NoSigonella-Catania

Carla Mariani, artigiana della pace, Terni, Italia

Eleonora Bonavoglia, pensionata, Torino- Italia

Daniele Patelli impiegato pubblico

Lorenza Tartarini impiegata pubblica

Loretta Boni, impiegata, Ancona

Fabio Silvetti, ingegnere, Roma

Gianfranco Attanasio, libero professionista, Milano

Antonio Marcos

Loetitia Parolai, casalinga, Prato, Italia

Jacopo Tomatis, giornalista e dottorando, Torino

Roberto Grienti

Chiara Benedettini, insegnante, Torino, Italia

Carmelo Alaimo, pensionato, Catania-Italia

Maria Francesca Gulotta, insegnante, Milano

Daniele Pasinato, operaio, Tezze sul Brenta (VI), Italia

Anna Cabras - Muravera (CA)

Ilaria Vitali, impiegata, Piazza Armerina

Maria Pellizzari, educatrice precaria, Trieste

Giovanni Carta Crobu, pensionato, Olbia, Sardegna

Giovanna Filosa, ricercatrice, Roma

Caterina Zanasi, grafica, Bologna

Alessandra Ciattini, associato di Discipline demoantropologiche, Università Sapienza, Roma

Roberta Barberi, cantante, Roma Italia

Ivana Jinkings, Brasil

Bassam Saleh, Presidente associazione amici dei prigionieri palestinesi

Antonio Santillo, dirigente sindacale, Orta di Atella (CE), Italia

A.Matteo d'Apolito, insegnante, Milano

Ivana Amato, studente Università di Torino, Italia

Cinzia Farina, impiegata, Bologna

Alessandro Rampazzo, fotogiornalista, Italia

Bruno Fontolan, lavoratore/studente, Torino

Debora Imbrogno, dipendente, Torino, Italia

Francesco Casuccio, informatico, Caserta, Italia

Loredana Larice, Ancona, Italia

Clotilde Valente, docente, Torino, Italia

Manuela Cianforlini, insegnante, Ancona, Italia

Laura Padoan, artigiano, libero professionista, Caserta

Elisa Zanovello, segretaria, Pernumia (PD), Italia

Michela Mozzillo, impiegata, Siena, Italia

Alberto Cramarossa, studente, Torino, Italia

Francesco Daniele, studente e consigliere Circoscrizione 3, Torino, Italia

Angeli Giampiero, pensionato, Siena

Mario Monforte, redazione «Il Ponte»

Eleonora Di Cristofaro, Ricercatrice presso l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Roma, Italia

Francesca Tavassi

Annamaria Pecchioli Tomassi

Lucia Pasi, imprenditrice, Roma, Italia

Elvira Pedone, interprete/docente, Gioia del Colle (BA), Italia

Rocco Capone, pensionato Trenitalia, Grumo Nevano, Italia

Noris Del Puppo (Dipart. Vigili del Fuoco - Fotografo)

Michele Capasso, studente, Napoli, Italia

Giorgio Triolo,medico,Torino,Italia

Marina Carboni, Firenze

Simona Biffignandi, impiegata, Castel Gandolfo, Roma, Italia

Stefano Totola, impiegato, Buccinasco (MI), Italia

Romano Astolfi, impiegato P.A., Roma, Italia

Renzo Putzolu, impiegato, Milano

Fabio M Frati, sindacalista, Roma, Italia

Diego Ferranti, cuoco, Torino, TO, Italia

Sonia Romagnoli, Firenze

Diego Brugnoni, Firenze

Alfredo Tassone

Stefania Bernasconi, invalida disoccupata, Uggiate, Como

Ornella Mascoli, impiegata, Roma

Vincenzo Tradardi, Parma (Italia)

Fabio Visentin, insegnante in pensione, Bolzano, Italia

Valter Lorenzi, Pisa

Stefania Bertonati, traduttrice, Como, Italia

Ezio Grosso, segreteria provinciale, Torino PdCI

Giuseppina Di Stasi, docente, Salerno

Jolanda Guardi, ricercatrice, Milano

Aldo Trotta, impiegato, Bologna, Italia

Gian Carlo Scotuzzi, giornalista, Milano

Claudia Berton, Verona

Maricla Tagliaferri, giornalista, Roma, Italia

Vanni Tissino, coordinatore provinciale SEL, Pordenone

Federico Dettori, studente universitario, Tresnuraghes (OR)

Maria Giuseppina Fusco, pensionata, Campobasso

Clarissa Veronico, docente, Bari, Italia

Silvana Caldara, commerciante, Apricale (IM), Italia

Stefano Giuseppe Ingala, docente precario presso Istituti d'Istruzione superiore, Biella (BI)

Nicoletta Caporaso, infermiera, Arezzo, Italia

Pietro Paolo Piro, Parma, Italia

Fabrizio Rossi, ingegnere industriale pensionato, Roma, Italia

Diego Melegari, Insegnante di Filosofia, Parma (Italia)

Rosaria Bregamo

Luigi Giorgio, geologo, Martignano (Lecce)

Claudio Aleotti, docente, Buenos Aires, Argentina

Angelo Chiuri, pensionato, Collecchio (PR)

Mariarosa Ragonese, docente scuola media, Palermo

Elisabetta Ferrari, disoccupata, Parma (Italia)

Italo Di Sabato - coordinatore Osservatorio sulla Repressione

Renato Sala, pensionato, Fabbrico (RE), Italia

Ornella Sacchi, pensionata, Fabbrico (RE), Italia

Amalia Di Giorgio

Stefano Ghio, operatore dell'informazione, Bosio (Al), Italia

Blanca Clemente, Comitato Palestina nel cuore, impiegata, Roma

Umberto Berardo
Massimo Sgarzi, operaio, Ragusa, Italia
Carmen Ricci, insegnante, Roma, Italia
Alfredo Tassone

Alberto Mambriani, architetto, Parma, Italia

Giulia Negri, ballerina, Alessandria, Italia

Stefano Umur, sarto, Modena, Italia

Pasquale Apruzzese, pensionato, Parma, Italia

Guglielmo Cordani, pensionato, Collecchio (PR), Italia

Bruno Abati, pensionato, Parma (Italia)

Gabriele Campurra, Specialista in Medicina del lavoro e Radioprotezione, Vicepresidente Associazione Italiana Radioprotezione Medica, Già Responsabile Medicina del Lavoro ENEA Frascati

Cristiana Scandolara, medico

Goretta Bonacorsi, medico, Modena, Italia

Giuseppina Bonuccelli

Armando de Vuono, geometra, Firenze, Italia

Lorenzo Semeraro, Operaio, Crispiano (Ta), Italia

Rachele Marmetti, impiegata, Milano

Lucia Rinchetti, insegnante, Brescia

Marta Mantione, studentessa, Torino, Italia

Maria Serena Mercurio, giornalista pubblicista, Carmiano (LE), Italia

Santina Salviato

Giada Pulidori, Pistoia (PT)

Patrizio Piras, Pistoia (PT)

Umberto Franzoni, pensionato, Parma, Italia

Federica Bondioni, studentessa, Brescia, Italia

Matteo Luca Andriola, insegnate precario, Senago (MI), Italia

Patrizia Barbara Bonesu

Marco Papa

Mabel Bodi

Marina Maltoni, informatica, Firenze, Italia

Anna Giuseppina Schettini, impiegata, Roma, Italia

Eleonora Pagnotta, Bologna

Maurizio Fratta Magione, (Pg) Italia

Nando Marincione, impiegato, Roma, Italia

Luciana Crestani, Gruppi Informali, Roma

Daniela Pedroni, impiegata, Torino, Italia

Francesca Marrucci, Direttore Editoriale Punto a Capo Online

Michele Panico, disoccupato, Magione (PG), Italia

Alba Lovari, Roma, Italia

Armando Tolu, sindacato USB, Roma

Luigia De Biasi, disoccupata, L'Aquila

Eleonora Pagnotta, chimico, Bologna, Italia

Giancarlo Rossi, Psicologo Psicoterapeuta, Torino, Italia

Ughetta Sardi, insegnante in pensione, Firenze, Italia

Daniela Ferrari, archeologa orientalista, Bologna, Italia

Enzo Robustelli, impiegato, Roma

Lorenzo Vianelli, dottorando Università di Warwick, Coventry, UK

Alessandra Mincone

Gustavo Barach, libero professionista, Oriolo Romano, Italia

Goretta Bonacorsi, medico, Modena, Italia.

Giancarlo Baronti, antropologo, Università di Perugia

Eugenia Monferini, Milano, Italia

Saveria Busacca, casalinga, Ameglia (SP), Italia

Loredana Savi, Comitato Con la Palestina nel Cuore, Roma

Giuseppe Russo, Ingegnere/Operatore Umanitario, Bologna, Italia

Pierangelo Vallaperta, dirigente, Siviglia, Spagna

Kasir Mir, Stechford , Birmingham

Laura Felline, ricercatrice, Roma

Nadia Branchi, psicomotricista, Fagnano Olona (va)

Omar Zahalka, studente, Padova, Italia

Domenico Varrese- pensionato - Mola di Bari – Italia

Arnold Jakman Ph.D

Francesco Magi Commesso Cortona - (AR) Italia

Franco Rinaldin, pensionato,Venezia, Italia

Jayson Walker Maderazo, Studente, Lecce, Italia

Pina Di Cienzo, insegnante, Campobasso, Italia

Marcello Albanello

Fiorentina Charrier, infermiera, Pinerolo (Torino)

Giacomo Faustini

Rossella Lamina, Roma

Quirino Piccini, pensionato, Borgo Valsugana (Trento)

Rachelina Ferrecchia, Pensionata, Melegnano (MI)

Fenni Selwa, étudiante en Psychologie à l'Université de Caen Basse-Normandie, France

Davide Celotto, Ufficio turistico, Værøy, Norvegia

Jada Cazzola, pensionata, Cosenza, Italia

Roberta Sanna, grafico pubblicitario, Cagliari Italia

José Carlos Vieira Filho, Brasil

Renata de Oliveira, Brasil

Roberta Perfetti, dirigente scolastica in pensione, Perugia

Federico Capnist

Paolo Seno, avvocato, Venezia

Massimo Reggiani

Lorenza Boenco, impiegata, Chioggia (VE), Italia

Giuseppe Fiocchi, Ingegnere, Lodi

Giambattista Lavarini, impiegato, Verona, Italia

Giuseppe Barovecchio

Giovanni Di Biase

Gonzalo Oviedo, Nyon, Switzerland

Tullio Seppi, pensionato, Cles (Trento), Italia

Carmen Irurzun, retired teacher

Francesco Puglia, avvocato, Santa Ninfa (Tp), Italia

Lucia Rinchetti, insegnante, Brescia

Stefano Zecchinelli, studente, Castrovillari ( CS ), Italia

Giovanni Carosotti, Milano, insegnante

Maria Laura Mastrogiacomo Mbow, medico pediatra, Senegal

Anna Cattoretti, bibliotecaria

Alessandro Bonomelli, San Bonifacio (Verona)

Yakoub Abidi, Nationality: Tunisia (Country of residence: Spain)

Carlos Gomez

Daniele Barbieri, giornalista e blogger, Imola (BO)

Antonia Sani, insegnante, Roma, Italia

Jose Castaño Salvadó, Barcelona

Nadia Caiani, impiegata, Perugia (Italia)

Giiulio Galdi, studente universitario, Baronissi (SA), Italia

Antonio José Rodríguez da Costa, Lugo, Spain

Eunice Bonsignore

Margherita Bortolini, studentessa, Brescia, Italia

Sami Azem Sinella, architetto, Venezia, Italia

Sandino Bisono, presidente del Consejo Nacional de Defensa al Consumidor Inc., Villa Juana, Santo Domingo, Republica Dominicana

Roberta Yasmine Catalano, scrittrice. Roma

Eber Dino Huaman Quispe, independiente, Callao, Peru

Rete Di Solidarietà Con La Palestina E Pace Nel Mediterraneo Abruzzo/Molise

Marcelo Ortiz pianista, Quito Ecuador.

Laura Catelli, docente investigadora, Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas, Argentina

Giancarlo Gutierrez Pardo

Enrique Andrés Fernández Vera, Chile

Atencio Quispe, Pastor Ronald, Lima, Perú

Claudio Agustín Quevedo, estudiante de Economía y Gestión de las Organización;Músico, RetroGames, Argentina.

Herberth Roberto Sazo Jimenez, Ciudad de Guatemala

Lic. Gabriela Edith Verón Yörg, Specialista di pubbliche relazioni e giornalista, Asunción, Paraguay.

María Soto, Montevideo, Uruguay



Jairo Ivan Sanchez Ruiz, Colombia, Bogota

Ana Figueroa-Coddou Ph.D., Assistant Professor, Pennsylania State University, Center Valley, PA

Damian Bilat, Montevideo, Uruguay

Fabian Valencia, Colombia

Manuel Castro, Bogotá, Colombia

Adolfo Arturo Rubelt, Argentina

Keko Jonez, Systems Engineer UNAD, Colombia

Franklin Rubio

María M. Niveyro, Médica cardiologista, Argentina

Mari Astrid Lopez, Costa Rica

Alejandra Henao Carmona, Medellín, Colombia

Sthephan Garcia, Guatemala

Allan Rojas Masís, Costa Rica

Víctor Maldonado Sepúlveda,Abogado, Concepción, Chile

Juan Carlos Pereira Nicotra

Giancarlo Cateni, impiegato, Cortona ( AR)

Andrés Andrade Bonilla, Quito, Ecuador

Rosalba Cruz Miranda, estudiante de filosofía, Mexico

Dr. Pablo F. Rodríguez

Liliana Angela Indulsky, Torino, Italia

Tibert Johanm Osorio Yuto, Perù

Nicoletta Giacometti

Mario Antonio Diaz

Jose Luis Moran Rivas, Leon,Nicaragua

Maximiliano Bourgeois Carlstein

Johan Rony Vizconde Sandoval, administración, Chimbote, Perú

Khalil Gibran

Eva Rocha

Victor Michael Hurtado Villanueva, Perù

José Daniel Monroy Barrera (Director de Arte), Ciudad de México, México

Mattia Baldoni, studente in Scienze Politiche, Castiglione del Lago (PG), Italia

Roberto Rojano Salinas

Rosario Leon, Chile

Raquel Veintimilla, Ecuador

Francisco Fenoy Rodríguez

Carlo Melofiro, imprenditore e professionista, Lima, Perù

Antonio Cipolletta

Tomas Castillo, Maestro de escuela primaria,Chihuahua, Mexico

Guillermo Antonio guillen Tamayo

Edwar Fredyi Carlosama, Colombia

José Jackson Guadamuz, artista visual, Costarica

Jonathan Pellicano, fotografo & filmmaker, Cancun, Messico,

Sandy Loredo

Rodolfo Vito Sciacco, Buenos Aires, Argentina,

Julio Navarrete Soriano, Industrial Engineer, Ixtapaluca Estado de Mexico, Mexico

Leonel A. Rodriguez Delgado, Ltjg Senan Panama

Ida Garberi, giornalista, L'Avana, Cuba

Eric Escobedo Anzures, Mexico City

Ricardo Ferré, ex Prof. de la Universidad de Lund, Suecia, Arona, Tenerife

Mgt. QF. Anahí Karina Cardona Rivero, Perù

Fernando Pereyra

John Edward Luna Gutierrez, Perù

Juan Ignacio Feuerhake Garbarini, Estudiante de Arquitectura y Urbanismo, Universidad de Chile, Santiago, Chile

Gonzalo Rivera Morales, carriera studente di college della Pubblica Amministrazione, Università Centrale de Cile, Santiago, Cile

Luigi Cerri, pensionato, Pomarance (Pi), Italia

Maria Elisabetta Pini, grafico, Cagliari, Italia

Paolo Beccari, fotografo, Cagliari, Italia

Marisa Conte, scrittrice, Roma, Italia

Laura Silva, Milano

Anna Mendo, pensionata, Banchette, Italia

Margherita Demichelis, Torino, Italia

Sergio Nessi, insegnante, Bergamo, Italia

Massimo Guarducci Firenze Italia

Angela Di Terlizzi, pensionata, Milano, Italia

Sergio Mancini, impiegato, Roma

Luis Ramírez Guzmán, documentarista, Mexico D.F.

Tiziana Fava

Amalia Navoni, ex insegnante, Milano, Italia

Raffaella Manzo, traduttrice, Milano, Italia

Vincenzo Robustelli, pensionato, Milano, Italia

Cristina Guidarini, colf, Fanano (MO), Italia

Sandro Sardella, poeta

Graciela Ferraro Muinos

Jorge Leonardo Jaimes Paez

Rosa Maria Vertiz, Colombia

Victor Fernando Figueroa Nuñez, licenciado en derecho (Abogado), Morelia, Mexico

Fabio Guelfo, RSU CGIL, Smat spa

Tony Phillips, Executive Director

Fausto Tufano insegnante Milano Italia

Fausto Tufano docente Milano Italia

Valentino Ballabio, pensionato, Vimercate, Italia

Franca Santucci, impiegata, Milano, Italia

Alessandra Marchi, ricercatrice precaria, Università di Cagliari/Casa Museo A. Gramsci, Ghilarza, Italia

Luca Minici, studente, Torino, Italia



Elena Bellini, freelance, Padova, Italia

Antonino Salerno, musicista, Torino, Italia

Vito Nicola Volpe, docente di Lettere Scuola media superiore, Casamassima (Bari), Italia

Nicola Napoli, operaio Skf, Bari

Rodrigo Sarruge Molina, dottorando in Pedagogia, Torino-Campinas, Italia/Brasie

Ermanno Semprebene, impiegato, Roma, Italia

Gianni Ingrosso, fotografo Web-design, Torino, Italia

Giannella Sanna

Giovanna Sanna, pensionata, Milano, Italia

Maria Andreotti, insegnante in pensione, responsabile Ass. Italia- Nicaragua, Lecco, Italia

Fausto Tufano, docente, Milano, Italia

Gian Paolo Renello, docente, Università di Salerno, Italia

Joséphine Errante, biologa, già docente Università di Torino, Italia

Giada Baldi, Dottoranda di ricerca in Storia, Università di Torino, Italia

"Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese" di Torino

Marco Benevento, Roma

Giovanni, Sommei, Certified Management Consultant, Perugia, Italia

Nadia Volanti, psicologa, Bolzano, Italia

Giorgio Vaccari, amministratore di società informatica, Bolzano, Italia

Renato Caputo, insegnante e ricercatore indipendente, Roma, Italia

Michelotto Gianni, infermiere, Verona

Lucio Apollonio, arredatore, Hanau, Germania

Maria Umbertina Gioia, Giornalista, La Habana, Cuba

Sebastiano Comis, Pordenone

Marino Tambuscio pensionato, Assemblea federale Sel Savona, Vado Ligure- Italia

Paolo Pavan, architetto, Padova

Domenico Stimolo ("Lettera Memoria e Libertà”), Catania

María Magdalena Niveyro., Médica Cardióloga (UNNE), Argentina

Vincenzo Cesarano, Pozzuolo del Friuli (Udine)

Francesco Correale, Ingénieur de recherche CNRS Équipe Monde Arabe et Méditerranée (EMAM), Tours, Francia

Dianora Tondini, Casalinga, Milano, Italia

Giuseppe Maimone, Ph.D. in History of Asia and Africa, Catania- Italy

Alicia Campos, University Lecturer, Madrid, Spain

Carla Maurizi, impiegata, Bruxelles

Mario Carucci, Confederazione Unitaria di Base, Roma

Franco Boni, pensionato, Milano, Italia

Michele Biancalana, geometra, Passignano sul Trasimeno (PG), Italia

Daniela Testa, impiegata/studentessa, Roma, Italia

Ardeico Cristini, tecnico antincendio, Brescia, Italia

Franco Fuselli, geologo, Genova, Italia

Marina Criscuoli, casalinga, Genova, Italia

Elizabeth Beckham, Irthlingborough Northants, England

Giulia Maria Blanda, studentessa, Palermo, Italia

Flavio Pessina, dirigente museale, Bergamo, Italia

Alessandra Tebaldi, medico ospedaliero, Bergamo, Italia

Felon Icardi, studentessa in Scienze Politiche, Passignano sul Trasimeno(PG), Italia

Luca Paindelli, studente, Milano, Italia

Patrizia Cavallotti, grafica, Milano, Italia

Mauro Rubichi, presidente dell'Associazione Italia-Nicaragua di Livorno

Maurizio Fratta Magione

Andrea Deledda, nutrizionista, Cagliari, Italia

Lee Roberts, Kyle of Lochalsh, Scotland

Alessandra Bergamo, laureata in psicologia, Trieste

Clara Cutugno, impiegata, Nichelino (Torino) - Italia

Comitato spontaneo di cittadini per il verde, Lamezia Terme

Angela Amendola Casalinga, Lamezia Terme

Daniela Costabile, Docente di Italiano e Latino, Liceo Campanella, Lamezia Terme

Docenti contro la legge Aprea

Piero Deola

Raffaele Simonetti, pensionato, Milano, Italia

Julia Campa, impiegata, Torino, Italia

Rosina Franzè, docente in pensione

Maurizio Cerboneschi, direttivo PRC Piombino LI, C.lo Vittorio Corallini, Coordinatore Circolo Bolivariano "Alessio Martelli", Piombino Alta Maremma - Italia

Paolo Portaluri
Dante Bedini, insegnante di Filosofia e storia, Oderzo (Treviso) - Italia
Maria Fittipaldi, impiegata azienda USL, Ferrara distretto di Cento, Italia
Laura Baldini, libraia, Pisa
Marta Saccani
Luigi Raspatelli, impiegato, Foggia, Italia
Cristiana Fiamingo, Docente di Storia dell’Africa (Università di Milano), Milano, Italia
Marco Penno, ingegnere informatico, Torino
Giorgio Ottonello, architetto, Torino, Italia
Matteo Cortese, cooperante, Torino, Italia
Marilena Castiglione, disoccupata (ex libraia), Roma, Italia
Morena Bacchi, infermiera specializzata in urgenze ed emergenze, Torino
Michela Barin impiegata Padova Italia
Andrea De Lotto
Francesca Guidetti, Ferrara
Ilaria Scanu, studentessa, Chieri (TO), Italia
Alireza Najafi, Studente di scienze politiche, Torino, Italia
Marta Vertone, Project Manager, Microsoft, Seattle, WA, USA
Marina Minicuci, giornalista
Cristian Pintus artigiano edile Villanova D'albenga Italia
Emilio Zucchetti, studente, Roma, Italia
Ernesto C. Sferrazza Papa, Dottorando in Filosofia (Università di Torino, Italia
Valentina Ersilia Matrascia, Roma
Meri Lucii
Elio Rindone, professore di Storia e filosofia in pensione, Roma, Italia
Elisa Marini, insegnante, Campo San Martino (PD), Italia
Bianca Alessi, impiegata statale, Foligno (Pg) 
Matteo Sonza, educatore professionale, Chieri, Italia
Francesca Pinto, pensionata, Trieste, Italia
Roberto Solari, impiegato, Spinea (VE), Italia
Maria Ripamonti, pensionata, Gorgonzola, Italia
Maria Antonia Dal Bello, pensionata, Treviso, Italia
Anna Milazzo
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