martedì 19 aprile 2022
Premio internazionale "Domenico Losurdo"©: bando della Terza Edizione
lunedì 3 gennaio 2022
Premiazione dei vincitori della seconda edizione del Premio internazionale "Domenico Losurdo", venerdì 14 gennaio 2022
Registrazione della premiazione
https://uniurb-it.zoom.us/j/81835255423.
Vincitore del primo premio è Igor Shoikhedbrod, PhD, Assistant Professor of
Political Science & Law, Justice & Society alla Dalhousie University,
con un lungo saggio dal titolo From Hegel to Nietzsche: Losurdo’s Critical
Entanglements with Liberalism.
Al secondo posto Gabriele Schimmenti, con un saggio dal titolo L’arte è morta. Viva l’arte! La politicizzazione dell’estetica da Hegel a Marx.
Al terzo posto, ex aequo:
Rita Matos Coitinho, con un saggio dal titolo Imperialismo e opressão racial na metrópole. Ensaio de interpretação sociológica.
Matilde Cazzola, con I missionari dell’ordine. Pensiero e amministrazione nell'Impero britannico (secoli XVIII-XIX), monografia in corso di stampa presso la casa editrice il Mulino di Bologna.
I premi, finanziati dalla famiglia Losurdo, verranno conferiti venerdì 14 gennaio 2022, presso il Dipartimento di studi umanistici dell'Università di Urbino, Palazzo Albani, via Bramante 17. Se la situazione sanitaria lo renderà opportuno la premiazione si svolgerà on line.
L'evento sarà inaugurato da una relazione del prof. Michele Prospero, ordinario di Filosofia politica presso il Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove insegna Scienza della politica e Filosofia dell'opinione pubblica. I vincitori esporranno poi i loro lavori e li discuteranno con il Gruppo di ricerca, con i docenti ospiti e con tutti coloro che vorranno seguire la premiazione.
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Programma (venerdì 14 gennaio 2022, inizio ore 16.00)
Intervento di Federico Losurdo
Saluto del prof. Francesco Fistetti (Università di Bari)
Intervento del prof. Michele Prospero (Università “La Sapienza” di Roma).
Interventi dei vincitori del premio.
Discussione delle relazioni
Annuncio della presentazione del volume di Domenico Losurdo La questione comunista. Storia e futuro di un'idea, a cura di G. Grimaldi, Carocci, Roma 2021.
Annuncio della Terza edizione del Premio internazionale "Domenico Losurdo".
martedì 14 settembre 2021
Domenico Losurdo: "La questione comunista". Il lavoro del Gruppo di ricerca internazionale sugli archivi e gli inediti comincia a dare i suoi frutti
Domenico Losurdo: La questione comunista. Storia e futuro di un'idea, a cura di G. Grimaldi, Carocci, Roma 2021
Dopo la dissoluzione dell'URSS, il marxismo, in particolare in Occidente, è entrato in una crisi che appare irreversibile. Per uscire da questa crisi - che non è un "destino" -, Domenico Losurdo, fuori da ogni intento apologetico, articola in questo libro un bilancio storico-filosofico dell'esperienza sovietica e del marxismo nel suo complesso. Ma Losurdo compie anche un passo ulteriore: osserva il marxismo per individuare ciò che esso è capace di costruire in un futuro più o meno lontano.
martedì 23 marzo 2021
giovedì 4 marzo 2021
L'edizione tedesca del "Marxismo occidentale"
Der westliche Marxismus
Wie er entstand, verschied und auferstehen könnte
Aus dem Italienischen von Christa Herterich
Neue Kleine Bibliothek 265
Paperback, 279 Seiten
Erschienen (Anfang Februar 2021)
ISBN 978-3-89438-694-8
»Westlicher Marxismus«, mit diesem Etikett werden sehr unterschiedliche Theoretiker versehen, gemeinsam ist ihnen die Abgrenzung zum »klassischen« oder »orthodoxen« Marxismus. Domenico Losurdo argumentiert, dass dem eine Loslösung von den epochalen Emanzipationskämpfen zugrunde liegt. Dies reiche zurück bis in die Periode, »in welcher der Erste Weltkrieg und die Russische Revolution theoretisch verarbeitet wurden«. Hier und nicht erst in der Stalin-Ära sucht er den Ursprung dieses Strangs der Marx-Diskussion. »Und wenn die Risse und die darauffolgende Entfremdung«, so fragt er, »außer auf die Unterschiedlichkeit der objektiven Situation und der kulturellen Tradition zurückgingen auf die theoretischen und politischen Grenzen vornehmlich des westlichen Marxismus?« Von dieser Frage ausgehend setzt er sich auseinander mit namhaften Theoretikern von Ernst Bloch, Max Horkheimer und Theodor W. Adorno über Louis Althusser und Michel Foucault bis zu Giorgio Agamben, Alain Badiou, Slavoj Žižek, Antonio Negri und Michael Hardt. Außerdem bezieht er Hannah Arendt in seine Betrachtung mit ein.
Domenico Losurdo, Prof. Dr. phil., 1941-2018. Lehrte bis zu seiner Emeritierung an der Universität Urbino/Italien. Zahlreiche Bücher, so über Hegel, Nietzsche, Gramsci oder Stalin, begründeten sein Renommee als international geachteter Philosoph und Historiker.
martedì 2 marzo 2021
L'edizione inglese di "Democrazia o bonapartismo"
The history of the advent of universal suffrage is a fraught one. As late as the mid-twentieth century, it was still impeded by forms of censitary, racial and sexual discrimination, which proved especially stubborn in countries with the most rooted liberal traditions. Moreover, no sooner had universal suffrage been achieved that it was subject to internal depletion that reduced the exercise of political rights to the acclamation of a leader vested with very wide powers.
In and through a complex historical process, Bonapartism has assumed its current “soft” form, involving orderly competition and succession and resorting to the iron fist only in emergency situations. The electoral system most conducive to this regime seems to be one involving single-member constituencies. Cutting out organized parties with programmes and, courtesy also of the concentration of the mass media, depriving the subaltern classes of any political expression, it reduces “democracy” to a contest between competing leaders, who are the exclusive interpreters of local realities or interests, over and above which towers the figure of the nation’s charismatic leader. The United States represents the primary country-laboratory of the “soft Bonapartism” that has also emerged in Italy, and which seems set to become the political regime of our time.
lunedì 22 febbraio 2021
venerdì 29 gennaio 2021
venerdì 15 gennaio 2021
Premiazione dei vincitori della prima edizione del Premio internazionale "Domenico Losurdo", giovedì 28 gennaio 2021 suZoom
> Gruppo di
ricerca interuniversitario “Domenico Losurdo”
> Università
degli studi di Urbino “Carlo Bo”, Dipartimento di studi umanistici
> Istituto
italiano per gli studi filosofici
> Internationale
Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denken
> "Materialismo
Storico. Rivista di filosofia, storia e scienze umane”
Avevamo indetto lo scorso anno un concorso, sollecitando studiosi e ricercatori a confrontarsi con il pensiero, l’opera e il metodo di Domenico Losurdo e a inviarci monografie, tesi o saggi inediti.
La commissione valutatrice ha concluso i suoi lavori e sono risultati vincitori ex aequo del primo premio il dott. Giovanni Andreozzi e il dott. Bernardo Paci.
I premi sono finanziati dalla famiglia Losurdo. Il secondo e il terzo, previsti dal bando, non sono stati assegnati.
I premi verranno conferiti il 28 gennaio 2021, in occasione di un seminario che dovrà purtroppo svolgersi on line e non presso l'Università di Urbino, come avremmo voluto.
Il seminario sarà inaugurato da una relazione del prof. Fortunato Cacciatore, dell'Università della Calabria. I vincitori esporranno poi i loro lavori e li discuteranno con il Gruppo di ricerca, con i docenti ospiti e con tutti coloro che vorranno seguire i lavori.
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Programma (inizio ore 16.00)
Link Zoom:
https://uniurb-it.zoom.us/j/86508184866?pwd=TndhSVBTd05JREVSRSsrZTVoN3NiUT09
Apertura del
seminario
Giorgio Grimaldi, coordinatore del Gruppo di ricerca internazionale “Domenico
Losurdo”
Intervento
di Federico Losurdo. Saluti di Massimiliano Marotta
Assegnazione
del premio
I giudizi della commissione saranno esposti da Stefano G. Azzarà e Emiliano
Alessandroni
Fortunato
Cacciatore (Università della Calabria)
“Cosmopolitismo e internazionalismo: ai limiti della politica”
Giovanni
Andreozzi
“Hegel dopo Losurdo: libertà e ontologia dell'essere sociale”
Bernardo
Paci
“La concezione neoliberale della storia: la saldatura tra neoliberismo e
revisionismo storico in Friedrich von Hayek”
Discussione delle relazioni
Sintesi
delle attività del Gruppo di ricerca (pubblicazioni effettuate e in corso,
nuove iniziative)
Stefano G.
Azzarà
Annuncio del
volume Domenico Losurdo tra filosofia, storia e politica, La scuola di
Pitagora editrice, Napoli 2020
Paolo
Ercolani, Emanuela Susca
Annuncio della nuova edizione di G.W.F. Hegel, Le filosofie del diritto, a cura di Domenico Losurdo, La scuola di
Pitagora, Napoli 2020Annuncio della nuova edizione di G.W.F. Hegel, Le filosofie del diritto, a cura di Domenico Losurdo, La scuola di
Pitagora, Napoli 2020
Emiliano Alessandroni
Annuncio del volume Hegel e la Rivoluzione d'Ottobre, con testi di Domenico
Losurdo su “L'Urss con le lenti Hegel”,
prefazione di Giovanni Sgrò, postfazione di Stefano G. Azzarà: di prossima
pubblicazione
Emiliano Alessandroni
Annuncio
della Seconda edizione del Premio internazionale "Domenico Losurdo"
Giorgio
Grimaldi e Federico Losurdo
venerdì 11 dicembre 2020
Domenico Losurdo tra filosofia, politica e storia: un volume di studi
Una presentazione del volume su letture
Gruppo di ricerca internazionale "Domenico Losurdo"
Università di Urbino "Carlo Bo", Dipartimento di studi umanistici
A cura di S.G. Azzarà, P. Ercolani e E. Susca
venerdì 4 dicembre 2020
Imperialismo e questione europea: un'antologia di testi di Domenico Losurdo
A cura di Emiliano Alessandroni. Presentazione di Stefano G. Azzarà
Quali caratteristiche deve possedere oggi un movimento di emancipazione per essere considerato tale? Quale l’antagonista contro cui occorrerebbe concentrare le energie? Che cosa dovremmo intendere per imperialismo?
Questa raccolta di scritti di Domenico Losurdo contribuisce a gettare una luce chiarificatrice su alcuni nodi irrisolti del nostro presente: l’eredità della tradizione coloniale e del nazifascismo, la democrazia moderna, l’identità politica dell’Unione europea. Le critiche al “populismo”, all’“economicismo”, all’“antimperialismo barocco”, concettualmente debitrici della lezione di Hegel (di cui l’autore è stato illustre studioso), forniscono gli strumenti analitici con cui affinare la nostra prospettiva della conflittualità, affrancarsi da una raffigurazione meccanicista delle contraddizioni sociali e acquisire, da un punto di vista sia spaziale che temporale, uno sguardo ben più ampio e profondo – ovvero una visione dialettica – sui grandi conflitti che hanno infiammato e seguiteranno ad infiammare i nostri tempi.
Domenico Losurdo ha insegnato Storia della filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino. Fra le sue pubblicazioni, che spesso sono state tradotte in più lingue e hanno talvolta suscitato un dibattito internazionale, ricordiamo quelle più recenti: Nietzsche, il ribelle aristocratico, Bollati Boringhieri, Torino 2002; Controstoria del liberalismo, Laterza, Roma-Bari 2005; Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana, Laterza, Roma-Bari 2007; Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci, Roma 2008; La non-violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, Roma-Bari 2010. Per i nostri tipi ha pubblicato Marx e il bilancio storico del Novecento, 2009; Hegel e la libertà dei moderni, 2011; Fuga dalla storia? La rivoluzione russa e la rivoluzione cinese oggi, 2012; Rivoluzione d’ottobre e democrazia nel mondo, 2014.
giovedì 19 dicembre 2019
Premio di filosofia, storia e politica "Domenico Losurdo" 2020
A causa del protrarsi dell'emergenza sanitaria nazionale ci troviamo costretti a rinviare i lavori del Premio Domenico Losurdo 2020, la cui conclusione era prevista per il 24 giugno con la premiazione.
Questo ci offre l'opportunità di riaprire le candidature e di prorogare le scadenze. Già numerosi contributi erano arrivati: speriamo adesso che ne arrivino altri.
Il termine per l'invio dei titoli e degli abstract è spostato al 29 giugno. Quello per la consegna dei testi al 21 settembre.
Fissiamo la data della premiazione al 26 novembre, sperando di non doverla più spostare.
Consultare il bando cliccando sulla locandina
domenica 1 luglio 2018
Domenico Losurdo 1941-2018. Grazie di tutto
Sono giunti moltissimi messaggi e telefonate e non è possibile ricordare tutti. Facciamo un'eccezione per i carissimi amici e compagni prof.ri Giuseppe Cacciatore, Roberto Finelli e Francesco Fistetti [SGA].
Giorgio Cremaschi È morto il compagno Domenico Losurdo, un grande comunista, un grande filosofo, un grande militante del movimento operaio e rivoluzionario. Nella migliore tradizione marxista, Losurdo ha sempre unito lo studio, la ricerca scientifica e la produzione intellettuale ad altissimo livello, con l'impegno politico e sociale concreto a fianco degli sfruttati e degli oppressi. In questi anni di dominio del pensiero unico imperialista, costante è stata la sua lotta intellettuale e politica contro le ideologie, le bugie e le mistificazioni del potere. Questo suo impegno ci mancherà, il suo insegnamento ci resterà. Personalmente e come militante di Potere al Popolo condivido il dolore dei suoi familiari, delle compagne e dei compagni del PCI di cui era fondatore e dirigente, di tutte e tutti coloro che hanno condiviso il suo impegno e la sua lotta.
Danilo Alessandroni ... E' con profondo dolore che vi comunico la morte del compagno DOMENICO LOSURDO, un grande intellettuale comunista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, una intera vita spesa a tenere alta la bandiera del comunismo, dell'internazionalismo, della difesa dei popoli e dei paesi del Terzo Mondo, della lotta all'imperialismo americano e ad ogni discriminazione a cominciare da quella razziale.
Nucleo de Estudos do materialismo Histório e Geográfico: Ontem perdemos, inesperadamente, Domenico Losurdo. Seguramente o maior e mais criativo intelectual italiano desde Antonio Gramsci. Losurdo foi autor de dezenas de títulos, traduzido para diversos idiomas, tendo dezessete obras traduzidas para o português e publicadas no Brasil. Em meio à profunda crise que assola o pensamento crítico em todo o mundo, Losurdo dedicou-se à análise filosófica, aprofundando-se no conhecimento da dialética de Hegel e Marx, a partir da qual valorizou e enriqueceu o marxismo ocidental sem jamais deixar de destacar a importância da contribuição legada por gigantes como Lênin e Gramsci ao pensamento contemporâneo. Avesso às simplificações, Losurdo produziu obra densa, marcada pelo rigor teórico e adequação ao tempo presente, tornando-se autor de referência para estudiosos em diversos países do mundo. Acostumados a receber Losurdo sempre em auditórios lotados por um público entusiasmado, nós brasileiros recebemos a notícia de seu desaparecimento com profundo pesar. Nosso Núcleo de Estudos do Materialismo Histórico e Geográfico, em particular, recentemente recebera com grande satisfação a mensagem de Losurdo em que aceitava ser seu consultor externo. Teria sido uma grande alegria e enriquecedora experiência contar com as observações desta grande personalidade do marxismo do século XXI. À família e aos amigos, gostaríamos de transmitir nossas emocionadas condolências. De nossa parte, faremos aquilo que sabemos ser a melhor homenagem a este grande amigo: seguir estudando e traduzindo seus textos, dar continuidade à renovação do marxismo e à luta por um mundo socialista. Domenico Losurdo: Presente! Núcleo de Estudos do Materialismo Histórico e Geográfico (GCN/UFSC). Florianópolis, 29 de junho de 2018."
JUGOCOORD: In memoria di Domenico Losurdo
sur son dernier ouvrage paru en France, La lutte des classes, une histoire politique et philosophique : Lutte des classes : Losurdo contre la pensée binaire, d'Eric Le Lann
l'entretien de Valère Staraselski avec Domenico Losurdo à la fête de l'Humanité 2007
Le sens du vingtième siècle. Entretien entre Domenico Losurdo et Stefano G. Azzara publié dans l'ouvrage L'humanité commune, Mémoire de Hegel, critique du libéralisme et reconstruction du matérialisme historique chez Domenico Losurdo.
Dialectique, histoire et conflit. Entretien avec Domenico Losurdo pour Chinese Social Sciences Today
" Après la catastrophe et au-delà de l'hagiographie : l'héritage permanent du libéralisme ". Conclusion du livre Contre-histoire du libéralisme, un de ses ouvrages majeurs.
sur le livre Gramsci, du libéralisme au communisme critique : "De Gramsci à Losurdo : grandeur de la philosophie politique révolutionnaire", d'Eric Le LannMarcos Aurelio da Silva "É com grande pesar que recebo a notícia da morte de Domenico Losurdo, de cujo pensamento me aproximei fortemente nos últimos anos, tendo mesmo viajado à Itália para um pós-doutorado em 2015, oportunidade a qual lhe sou imensamente grato. Suas ideias filosóficas e políticas, bem como os contatos e convívio com seus alunos na Itália, em especial Emiliano Alessandroni e Stefano G. Azzarà, mas também Gianni Fresu, hoje no Brasil, têm sido de enorme importância para meus estudos sobre Gramsci, minha intervenção política no mundo e ainda meu trabalho como geógrafo. Um gigante do pensamento que, com seu amplo e rico trabalho, continuará a travar ao nosso lado a importantíssima batalha cultural.
Nucleo de Estudos do materialismo Histório e Geográfico: Ontem perdemos, inesperadamente, Domenico Losurdo. Seguramente o maior e mais criativo intelectual italiano desde Antonio Gramsci. Losurdo foi autor de dezenas de títulos, traduzido para diversos idiomas, tendo dezessete obras traduzidas para o português e publicadas no Brasil. Em meio à profunda crise que assola o pensamento crítico em todo o mundo, Losurdo dedicou-se à análise filosófica, aprofundando-se no conhecimento da dialética de Hegel e Marx, a partir da qual valorizou e enriqueceu o marxismo ocidental sem jamais deixar de destacar a importância da contribuição legada por gigantes como Lênin e Gramsci ao pensamento contemporâneo. Avesso às simplificações, Losurdo produziu obra densa, marcada pelo rigor teórico e adequação ao tempo presente, tornando-se autor de referência para estudiosos em diversos países do mundo. Acostumados a receber Losurdo sempre em auditórios lotados por um público entusiasmado, nós brasileiros recebemos a notícia de seu desaparecimento com profundo pesar. Nosso Núcleo de Estudos do Materialismo Histórico e Geográfico, em particular, recentemente recebera com grande satisfação a mensagem de Losurdo em que aceitava ser seu consultor externo. Teria sido uma grande alegria e enriquecedora experiência contar com as observações desta grande personalidade do marxismo do século XXI. À família e aos amigos, gostaríamos de transmitir nossas emocionadas condolências. De nossa parte, faremos aquilo que sabemos ser a melhor homenagem a este grande amigo: seguir estudando e traduzindo seus textos, dar continuidade à renovação do marxismo e à luta por um mundo socialista. Domenico Losurdo: Presente! Núcleo de Estudos do Materialismo Histórico e Geográfico (GCN/UFSC). Florianópolis, 29 de junho de 2018."
Losurdo. Con la crisi prima e col crollo poi del «socialismo reale», in Occidente e in Italia in modo particolare la sinistra ha smarrito ogni reale autonomia. Sul piano storico ha sostanzialmente desunto dai vincitori il bilancio storico del Novecento. Due sono i punti centrali di tale bilancio: per larghissima parte della sua storia, la Russia sovietica è il paese dellorrore e persino della follia criminale. Per quanto riguarda la Cina, il prodigioso sviluppo economico che si verifica a partire dalla fine degli anni 70 non ha nulla a che fare col socialismo ma si spiega soltanto con la conversione del grande paese asiatico al capitalismo. A partire da questi due capisaldi ogni tentativo di costruire una società post-capitalistica è oggetto di totale liquidazione e persino di criminalizzazione, e lunica possibile salvezza risiede nella difesa o nel ristabilimento del capitalismo. E paradossale, ma sia pure con sfumature e giudizi di valore talvolta diversi, questo bilancio viene spesso sottoscritto dalla sinistra, compresa quella «radicale».
Altre correnti del pensiero dominante indicano il rimedio alle tragedie del Novecento non già nel relativismo, ma, al contrario, nel recupero della saldezza delle norme morali, sacrificate da comunisti e nazisti sullaltare del machiavellismo e della Realpolitik (Aron e Bobbio) ovvero della filosofia della storia e della presunta necessità storica (Berlin e Arendt). Nella sinistra e nella stessa sinistra radicale (si pensi a «Empire» di Hardt e Negri) è divenuta un punto di riferimento soprattutto Arendt. Rimossa o sottoscritta è la liquidazione a cui lei procede di Marx e della rivoluzione francese con la connessa celebrazione della rivoluzione americana (e il conseguente indiretto omaggio al mito genealogico che trasfigura gli Usa quale «impero per la libertà», secondo la definizione cara a Jefferson, che pure era proprietario di schiavi). In questo caso ancora più assordante è il silenzio sulla tradizione colonialista e imperialista alle spalle delle tragedie del Novecento. Arendt condanna lidea di necessità storica nella rivoluzione francese, e soprattutto in Marx e nel movimento comunista; dimentica però che il movimento comunista si è formato nel corso della lotta contro la tesi del carattere ineluttabile e provvidenziale dellassoggettamento e talvolta dellannientamento delle «razze inferiori» ad opera dellOccidente, si è formato nel corso della lotta contro il «partito del destino», secondo le definizione cara a Hobson, il critico inglese dellimperialismo, letto e apprezzato da Lenin. Arendt contrappone negativamente la rivoluzione francese, sviluppatasi allinsegna dellidea di necessità storica, alla rivoluzione americana, che trionfa allinsegna dellidea di libertà. In realtà lidea di necessità storica agisce con modalità diverse in entrambe le rivoluzioni: se in Francia viene considerata ineludibile anche lemancipazione degli schiavi, che è in effetti è sancita dalla Convenzione giacobina, negli Usa il motivo del Manifest Destiny consacra la conquista dellOvest, inarrestabile nonostante la riluttanza e la resistenza dei pellerossa, già agli occhi di Franklin destinati dalla «Provvidenza» ad essere spazzati via.
Arendt muore nel 1975, non ancora settantenne. In questa morte precoce cè un elemento paradossale di fortuna sul piano filosofico. Solo successivamente intervengono gli sviluppi storici che falsificano totalmente la piattaforma teorica della filosofa scomparsa: a partire dalla presidenza Reagan sono proprio gli Stati Uniti a impugnare la bandiera della filosofia della storia contro lUrss e i paesi che si richiamano al comunismo, destinati a finire nella «spazzatura della storia» e comunque collocati ai giorni nostri lo proclamano Obama e Hillary Clinton «dalla parte sbagliata della storia». Più longevi ma meno fortunati sul piano filosofico sono i devoti di Arendt, che continuano a ripetere la vecchia filastrocca, senza accorgersi del radicale rovesciamento di posizioni che nel frattempo si è verificato sul piano mondiale.
Subalterna sul piano del bilancio storico così come delle categorie filosofiche, la sinistra (compresa quella radicale) è chiaramente incapace di procedere a un«analisi concreta della situazione concreta». Tanto più, se teniamo presente che alla catastrofe teorico-politica ha contribuito ulteriormente una mossa sciagurata, quella che contrappone negativamente il «marxismo orientale» al «marxismo occidentale». Alle spalle di questa mossa agisce una lunga e infausta tradizione. In Italia, subito dopo la rivoluzione dottobre, Filippo Turati, che continua a fare professione di marxismo, non riesce a vedere nei Soviet nullaltro che lespressione politica di un«orda» barbarica (estranea e ostile allOccidente). A partire dagli anni 70 del secolo scorso, la divaricazione tra marxisti orientali e marxisti occidentali ha visto contrapporsi da un lato marxisti che esercitano il potere e dallaltro marxisti che sono allopposizione e che si concentrano sempre più sulla «teoria critica», sulla «decostruzione», anzi sulla denuncia del potere e dei rapporti di potere in quanto tali, e che progressivamente nella loro lontananza dal potere e dalla lotta per il potere ritengono di individuare la condizione privilegiata per la riscoperta del marxismo «autentico». E una tendenza che ai giorni nostri raggiunge il suo apice nella tesi formulata da Holloway, in base alla quale il problema reale è di «cambiare il mondo senza prendere il potere»! A partire da tali presupposti, cosa si può capire di un partito come il Partito comunista cinese che, gestendo il potere in un paese-continente, lo libera dalla dipendenza economica (oltre che politica), dal sottosviluppo e dalla miseria di massa, chiude il lungo ciclo storico caratterizzato dallassoggettamento e annientamento delle civiltà extra-europee ad opera dellOccidente colonialista e imperialista, dichiarando al tempo stesso che tutto ciò è solo la prima tappa di un lungo processo allinsegna della costruzione di una società post-capitalistica?.jpg)














