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lunedì 9 febbraio 2015

Una petizione contro la censura contro l'editoria progressista nelle biblioteche universitarie

Petizione contro la censura maccartista nelle biblioteche universitarie,
inviata al Presidente dell’Università di Parigi “Paris 1”, Professor Philippe Boutry

Poco tempo fa, un lettore della biblioteca Pierre Mendès France dell’Università di Parigi “Paris 1 – Sorbonne”, dopo aver proposto l’acquisto dell’edizione francese di un’opera di Geoffrey Roberts (professore all’Università di Cork, in Irlanda), « Les guerres de Staline » [Le guerre di Stalin], pubblicato nel 2014 presso le edizioni Delga ed edito nel 2006 dalle Edizioni dell’Università di Yale, ha ricevuto la risposta seguente:
«L’opera proposta, benché scritta da un accademico, non ci sembra a priori presentare la neutralità storica e scientifica necessaria alla sua eventuale acquisizione nelle nostre collezioni. E neppure gli altri titoli pubblicati dall’editore».
Da noi contattata, la direzione di questa biblioteca ha accumulato delle risposte evasive, tanto sull’opera incriminata quanto sulle condizioni alle quali un editore possa far acquistare le opere che pubblica. Ora, una semplice consultazione degli scaffali della biblioteca dedicati alla storia della Russia sovietica (l’URSS) nel XXo secolo ha dimostrato che, da più di quindici anni, sono stati sistematicamente acquisiti i volumi di pubblicisti propagandisti quali Bernard-Henri Lévy e André Glucksmann, e persino di negazionisti dichiarati, come Ernst Nolte. Nello stesso periodo, non sono state acquistate opere scientifiche pubblicate in francese come quelle di Arno Mayer, Michael Carley, ecc. Assente anche Alexander Werth, autore del celebre « La Russie en guerre » [La Russia in guerra], riedito nel 2011.

Tale censura emerge in un contesto particolare. Per esempio, il 21 gennaio 2015, in occasione della celebrazione del settantesimo anniversario della liberazione del lager di Auschwitz, il ministro degli Esteri polacco, Grzegorz Schetyna, ha sostenuto, per giustificare il mancato invito della Russia, che erano stati gli Ucraini, e non l’Armata sovietica, a liberare il campo di sterminio. L’8 gennaio, il Primo ministro ucraino, Arseni Iatseniouk, aveva affermato, senza venire contraddetto più dell’altro, che l’Unione Sovietica aveva aggredito la Germania nel giugno 1941!

Queste menzogne grossolane non hanno provocato la minima reazione ufficiale. Passività che è resa innanzitutto possibile dall’ignoranza storica in cui versa l’opinione pubblica: ecco uno dei risultati della censura che si è estesa fino alle istituzioni universitarie. A lungo tacita o subdola, essa ha ormai raggiunto un livello tale che una biblioteca universitaria, quella di “Paris 1 Sorbonne”, non si nasconde neanche più per giustificare il divieto che colpisce un accademico di chiara fama e addirittura l’intero catalogo di un editore progressista.

Noi firmatari esigiamo che venga posto un termine a questa violazione caratterizzata della deontologia scientifica e che la Biblioteca Pierre Mendès France dell’Università “Paris 1 Sorbonne” rispetti il pluralismo delle pubblicazioni scientifiche messe a disposizione degli studenti e degli altri frequentatori. Questa esigenza vale per la biblioteca in questione come per tutte le altre biblioteche universitarie.

No alla censura maccartista nelle biblioteche universitarie!

Il dossier completo su questa censura e la corrispondenza che la concerne è disponibile all’indirizzo http://www.historiographie.info/debats.html
Godefroy Clair, “Ingénieur d’études” all’Università Paris 8
Annie Lacroix-Riz, prof.ssa emerita di storia contemporanea, Univ. Paris 7
Aymeric Monville, Direttore delle edizioni Delga
Domenico Losurdo, prof. emerito di Storia della filosofia, Univ. di Urbino
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Parigi, 3 febbraio 2015

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