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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

mercoledì 1 maggio 2013

Un'intervista sulla Lotta di classe

Lotta di classe, lotte di classe

Incontro con Domenico Losurdo


Abbiamo incontrato Domenico Losurdo nell’occasione della presentazione a Pisa del suo libro La lotta di classe. Una storia politica e filosofica, Laterza 2013. Docente a Urbino di storia della filosofia e del pensiero politico, vicino all’area del Partito dei Comunisti Italiani ed alla tradizione marxista-leninista, Losurdo si è fatto conoscere nel mondo con le opere che hanno presentato documentatissime “controstorie” dell’ideologia dominante. Qui infatti Losurdo prende di mira le agiografie salottiere di Habermas e Dahrendorf e cerca le radici della lotta di classe nel pensiero di Hegel e Marx – e, quel che abbiamo voluto discutere, il suo futuro nel grande scontro geopolitico globale che oppone il gigante cinese all’impero americano.

Ormai da più parti c’è stato un “ritorno a Marx” da tutti più o meno conclamato. Anche lei nel suo libro sottolinea questo fenomeno e scrive: “ai nostri giorni i magnati del capitale e della finanza si sentono costretti talvolta a rileggersi Marx, di prima o di seconda mano” (p. 362). In effetti il numero di intellettuali, filosofi, sociologi sedicenti marxisti , alcuni dei quali discretamente popolari (come Zizek), sta progressivamente aumentando. Recentemente, addirittura sul Time si è potuto leggere un articolo che parla della vendetta di Marx e del ritorno della lotta di classe. Scavando un po’ più a fondo, però, questo ritorno a Marx appare un po’ confuso: non tutti pongono la stessa attenzione sugli stessi concetti; alcuni, ad es., arrivano a definirsi marxisti semplicemente perché attribuiscono nel nostro mondo un ruolo determinante, oltre che dominante, all’economia. Come bisogna considerare allora questa ripresa di Marx? Come un orizzonte fruttuoso che permette l’apertura di interessanti prospettive filosofiche e politiche, oppure come una prosecuzione di quella sterilizzazione del marxismo che Lukàcs denunciava nella sua Ontologia dell’essere sociale?
L’interesse per Marx si comprende molto bene. Dinanzi ad una crisi economica che infuria non sono molti gli autori che possono spiegare questa crisi. Anzi, per diverso tempo nel mondo capitalista si era detto anche che era stata superata anche l’analisi marxiana della crisi e che ormai il capitalismo era immunizzato dal fenomeno della crisi indagato da Marx. Non c’è dubbio che ci sono i tentativi di sterilizzazione di Marx, però ci troviamo in una situazione diversa rispetto a quella analizzata da Lukàcs, nel senso che nei tempi in cui parlava Lukàcs bene o male c’era una cultura marxista abbastanza ampia e diffusa, oggi invece no. Allora io credo di poter dire che, per un verso, questo interesse per Marx è senza dubbio positivo...
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