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domenica 5 giugno 2016

Su Togliatti e la lotta per la pace durante la Guerra fredda

Palmiro Togliatti e la lotta per la pace ieri e oggi

Palmiro Togliatti in piazza San Giovanni a Roma, 3 luglio 1964. ANSA/OLDPIX

di Domenico Losurdo
«Una delle qualità fondamentali dei bolscevichi […] uno dei punti fondamentali della nostra strategia rivoluzionaria è la capacità di comprendere ad ogni istante quale è il nemico principale e di saper concentrare tutte le forze contro questo nemico».
(P. Togliatti, Rapporto al VII Congresso dell’Internazionale Comunista)
  1. Democrazia e pace?
Conviene prendere le mosse dalla guerra fredda. Per chiarire di quali tempi si trattasse mi limito ad alcuni particolari. Nel gennaio del 1952, per sbloccare la situazione di stallo nelle operazioni militari in Corea, il presidente statunitense Harry S. Truman accarezzava un’idea radicale che trascriveva anche in una nota di diario: si poteva lanciare un ultimatum all’Unione Sovietica e alla Repubblica popolare cinese, chiarendo in anticipo che la mancata ottemperanza «significava che Mosca, San Pietroburgo, Mukden, Vladivostock, Pechino, Shangai, Port Arthur, Dalian, Odessa, Stalingrado e ogni impianto industriale in Cina e in Unione Sovietica sarebbero stati eliminati» (Sherry 1995, p. 182). Non si trattava di un sogno, raccapricciante quanto si voglia ma senza contatti con la realtà: in quegli anni l’arma atomica...

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