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martedì 21 giugno 2016

Gianni Cadoppi de ""Il caffè geopolitico" su "Un mondo senza guerre"

Vorrei sottolineare l’importanza del saggio di Domenico Losurdo “Comprendere la Cina” pubblicato dal sito “Caffè Geopolitico” che ho condiviso l’altro ieri. Questo scritto è un estratto di un libro appena edito da Carrocci “Un mondo senza guerre. L'idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente” che combatte l’illusione che nell’epoca del dominio imperialista sia possibile una ondo completamente pacificato. Nel 1989 quando con la caduta del Muro di Berlino per alcuni era finita la storia, venendo a mancare la controparte dell'Occidente, la pace sembrava a portata di mano. La guerra fredda è finita (forse) ma è stata sostituita da uno stllicidio di guerre calde: Panamà, Jugoslavia, Caucaso, Irak, Somalia, Afganistan, Ucraina, Libia, Siria ecc. Oltretutto l'Impero ha ripristinato la Guerra Fredda contro quei paesi (Russia e Cina) che mettono in discussione l'ordine mondiale fondato sul dominio americano. I pericoli di guerra in realtà si fanno sempre più concreti. Il libro di Losurdo non solo è un’eccellente proposta di lettura per i militanti ma direi è indispensabile per chiunque voglia impostare in maniera corretta un moderno movimento per la pace. Questo libro ne è la premessa teorica e argomentativa.
Ma veniamo alla parte che riguarda più specificamente la Cina cui vorremmo contribuire con un nostro commento. Come al solito gli USA appoggiano tutti gli elementi conflittuali in Asia, fedeli alla propria funzione di Impero del Kaos, opponendosi all’ascesa pacifica della Cina. Il grande paese asiatico è sempre riuscito a stabilire accordi pacifici con i paesi confinanti nonostante l’ostilità degli USA che hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote ad eventuali soluzioni pacifiche delle controversie. La Cina ha risolto in maniera positiva i negoziati con 12 dei 14 paesi confinanti.
Ora vediamo un po’ di storia delle contese del Mar Cinese Meridionale. Nel 1938 la Francia invase le isole Paracels (Xisha) e il governo cinese (del Kuomintang) protestò per l'invasione del proprio territorio. Il Giappone, che era in guerra con la Cina, inviò una nota diplomatica alla Francia per protestare a sua volta contro l'invasione francese del territorio cinese. I giapponesi hanno ricordato ai francesi che sia la Francia che il Regno Unito avevano riconosciuto che le isole erano parte della Cina nel 1900 e di nuovo nel 1921. Il territorio cinese lo poteva invadere solo il paese del Sol Levante, sostennero, dato che era in guerra con la Cina!!! Nel mese di aprile del 1939, puntualmente il Giappone invase le isole Paracels. Il Giappone non le riconosceva come francesi ma come appartenenti al territorio cinese e dunque possibile preda di guerra.
Quando il Giappone invase le isole Spratlys (Nansha) nel marzo 1939, gli Stati Uniti non protestarono perché le Spratlys, come affermò ufficialmente il governo americano, non facevano parte delle Filippine, che allora erano una colonia degli Stati Uniti.
Durante la seconda guerra mondiale con la Dichiarazione del Cairo del 1943 sottoscritta dalle potenze Occidentali e dalla Repubblica di Cina, allora dominata dal Kuomintang, si stabilì che una volta battuto il Giappone le isole sarebbero tornate alla Cina. La Dichiarazione venne poi sottoscritta anche dall’URSS a Postdam nel 1945. In questo stesso anno le forze giapponesi arrendendosi, firmarono a Taiwan un accordo con la Repubblica di Cina rinunciando alle rivendicazioni su Taiwan, le Spratlys e Paracels. Ancora nel 1952, il Giappone ha firmato un trattato con la Repubblica di Cina (Taiwan) per riconoscere la sovranità cinese sulle Paracels e Spratlys. E’ singolare che il Giappone non si senta vincolato dalla firma di quell’accordo dato che non ha più relazioni diplomatiche con Taiwan ossia la Repubblica di Cina.
A San Francisco nel dopo guerra gli americani proposero non solo la restituzione alla Cina di Taiwan e di Senkaku-Diaoyu, strappategli dal Giappone nel 1895 ma anche di Okinawa. Chang Kai-sheck si pentì amaramente di non avere insistito con gli americani su questa rivendicazione. Occorre dire che il Trattato di San Francisco. che non faceva menzione delle Isole del Mare Cinese Meridionale fu firmato nel 1952 senza che vi partecipassero nè la Repubblica di Cina nè la Repubblica Popolare. In ogni caso dagli anni '70 la stessa Repubblica di Cina (Taiwan) ha sempre rivendicato le Diaoyu e le altre isole come parte integrante del territorio cinese.
Poi la Cina divenne comunista e non se ne fece più niente. Insomma finché a Pechino c'era il Kuomintang che aveva (come vincitore della guerra) un seggio al consiglio di sicurezza nessuno metteva in dubbio la sovranità cinese. E' bastato che andassero al potere i comunisti per cambiare tutto.
Per altro la Cina occupa attualmente solo sette isole delle Spratlys contro le ventuno del Vietnam, le nove delle Filippine, le cinque della Malesia e una di Taiwan.
Nel 1977 il Vietnam avviò un processo di pulizia etnica contro le minoranze etniche, tra cui la cinese-vietnamita. 250.000 persone sono state costretti a lasciare il Vietnam ricevendo asilo in Cina. Non parliamo poi delle provocazioni alla frontiera e dell’invasione della Cambogia. Inoltre il Vietnam non ha più riconosciuto. come aveva fatto in precedenza Ho Chi Minh, la sovranità cinese sulle Paracels. Nel marzo 1979 la Cina ha attaccato il Vietnam annunciando al mondo che non aveva intenzione di occupare il paese, ma distruggere le installazioni militari lungo il confine. Tre settimane più tardi, avendo raggiunto gli obiettivi, l'Esercito Popolare di Liberazione si ritirò. Nessuna nazione al di fuori del blocco sovietico ha criticato la Cina per questo e il confine è rimasto pacifico da allora. Questa è stata l’ultima azione militare, peraltro del utto limitata, condotta dalla Cina negli ultimi quaranta anni. Gli americani possono dire altrettanto?

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