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lunedì 18 agosto 2014

Antisemita! Una sistematica criminalizzazione e diffamazione verso chi ha firmato l'appello "Una Norimberga per Israele"

L’appello («Una Norimberga per Israele») per porre fine all’interminabile martirio di Gaza e del popolo palestinese è oggetto di una campagna all’insegna della disinformazione, della diffamazione e del terrorismo ideologico. Non sono stupito. Mi limito qui a riprendere quanto avevo riferito e scritto in un libro pubblicato già 7 anni fa (Il linguaggio dell’Impero, Laterza, 2007, pp. 162 e 120) [DL].
Alla fine del 1948, in occasione della visita di Begin negli Usa, in una lettera aperta al «New York Times» firmata anche da Albert Einstein, Arendt chiama alla mobilitazione contro il responsabile della strage di Deir Yassin, facendo notare che il partito da lui diretto risulta «strettamente imparentato coi partiti nazionalsocialisti e fascisti»
[…]
Allorché, nel 1963, pubblica Eichmann a Gerusalemme, coi suoi strali contro il sionismo e contro il tentativo di Israele di strumentalizzare il processo a carico del criminale nazista in senso antiarabo, Hannah Arendt diviene il bersaglio di un’odiosa campagna internazionale che pretende di bollarla in quanto antisemita. In Francia, il settimanale «Nouvel Observateur», nel pubblicare stralci del libro (scelti con perfidia), si chiede dell’autrice: Est-elle nazie? E’ nazista? Siamo in presenza di un capo d’imputazione dal quale nessuno è al riparo, paradossalmente neppure il governo israeliano. Contro le forze dell’ordine da esso inviate, gli esponenti più fanatici del fondamentalismo ebraico non esitano a gridare: «Siete come i nazisti, odiate gli ebrei». Così nel 1996, ma questo fenomeno si è manifestato su scala ancora più larga nel 2005, in occasione del ritiro da Gaza...

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