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venerdì 11 febbraio 2011

Domande e risposte su Stalin

Sono un giovane studente romano di 15 anni e da qualche tempo mi interesso di storia del novecento e politica. Ho letto il suo libro su Stalin, che ho trovato molto interessante e che mi ha permesso di comprendere il valore storico di questo personaggio, comunque le scrivo questa lettera per sottoporle alcune osservazioni e dubbi.

1) Nel suo libro non cita la testimonianza dell'ambasciatore americano Joseph E Davis:
A Sua Eccellenza il Segretario di Stato
n° 57 Mosca, 17 febbraio 1937 (Riservato)
... Con l'interprete al mio fianco, ho seguito attentamente le deposizioni; debbo confessare che ero prevenuto contro l'attendibilità delle deposizioni di questi accusati. L'unanimità delle loro confessioni, la lunga prigionia subìta con la possibilità della coercizione usata verso di loro o verso le loro famiglie suscitavano in me dei gravi dubbi. Ma giudicando con obiettività e basandomi sulla mia esperienza, sono dovuto arrivare, sia pure malvolentieri, alla conclusione che lo Stato era riuscito a dimostrare quanto desiderava o per lo meno a provare l'esistenza di una estesa cospirazione a danno del Governo Sovietico da parte di dirigenti politici … Presumere che tutto il processo fosse una montatura equivarrebbe ad ammettere l'esistenza di un creativo grande quanto Shakespeare e con la capacità di regìa di un Belasco. Lo sfondo storico e le attuali circostanze dànno inoltre una certa attendibilità alle deposizioni. Il ragionamento fatto da Sokolnikov e da Radek a giustificazione delle loro attività e il risultato ottenuto sono perfettamente logici. I particolari venuti alla luce hanno veramente confermato le accuse e il comportamento degli accusati ha avuto il suo peso nel mio giudizio....Gli accusati minori, che erano solo degli esecutori, hanno raccontato i particolari dei delitti.
Considerate le prove prodotte, penso che qualunque Tribunale di qualsiasi giurisdizione non poteva far altro che giudicare colpevoli di violazione delle leggi gli accusati.
Ho parlato con quasi tutti i membri del Corpo Diplomatico di qui e, con una sola eccezione, tutti sono del parere che è stata chiaramente dimostrato l’esistenza di un complotto per rovesciare il Governo ,,, Joseph E. Davies
Oppure la dichiarazione di un ambasciatore francese presente a Mosca in quegli anni:
"Tuchacevskij...aveva effettivamente preso il comando di un movimento che mirava a soffocare il partito e ad instaurare una dittatura militare"
Robert Coulundre Ambasciatore francese a Mosca dal 36 al 38 - 1950
Per caso non le ritiene attendibili?

2) Spesso viene rivolta a Stalin l'accusa di non tollerare linee politiche diverse dalla sue, lei è a conoscenza di persone che in alcune occasioni presero posizioni diverse da quelle del presidente senza essere epurate?
3) Il testamento politico di Lenin a mio parere conta poco niente, lo stesso Trockij nè sminuì il valore:

Vladimir Ilic non ha lasciato nessun “testamento”, e lo stesso carattere dei suoi rapporti col partito, come il carattere del partito stesso, escludevano la possibilità di un tale “testamento”. La stampa dell’emigrazione, la stampa estera borghese e quella menscevica di solito ricordano come “testamento” una lettera di Vladimir Ilic (tanto alterata da essere irriconoscibile) contenente consigli di carattere organizzativo. Il XIII Congresso ha esaminato con grande attenzione anche questa lettera, come tutte le altre, e ne ha tratto le conclusioni conformi alle condizioni e alle circostanze del momento. Qualsiasi chiacchiera sull’occultamento o sulla violazione del “testamento” è una maligna invenzione ed è interamente diretta contro l’effettiva volontà di Vladimir Ilic e gli interessi del partito da lui creato.
L. Trotski Articolo “A proposito del libro di Eastman – Dopo la morte di Lenin – Bolscevik n°16, 1° settembre 1925

Inoltre sembra che Stalin dopo essere venuto a conoscenza del testamento si dimise per due volte dalla sua carica, ma per due volti i compagni di partito, compresi Trockij , Kamanev e Zinon'ev,votarono contro tale provvedimento. Lei ne sa qualcosa?

"Blaterare 'si può', ma occorre avere il senso della misura. Si dice che in questo 'testamento' il compagno Lenin proponesse al congresso che, data la 'rudezza' di Stalin, si dovesse pensare a sostituirlo con un altro compagno nella carica di segretario generale. È assolutamente vero; sì, io sono rude, compagni nei riguardi di coloro che in modo rude e perfido distruggono e scindono il partito. Questo non l'ho nascosto, né lo nascondo. Forse ci vorrebbe una certa dolcezza nei riguardi degli scissionisti, ma non da me la otterrete. Alla prima seduta dell'assemblea plenaria del CC dopo il XIII Congresso ho chiesto all'assemblea plenaria del CC di esimermi dalla carica di segretario generale. Il congresso stesso ha discusso la questione. Ogni delegazione l'ha discussa, e tutte le delegazioni, all'unanimità, compresi Trotzki, Kamenev e Zinoviev, hanno imposto al compagno Stalin di restare al suo posto. Che cosa potevo dunque fare? Fuggire dal mio posto? Non è nel mio carattere; non sono mai fuggito da nessun posto e non ho il diritto di farlo, poiché questa sarebbe una diserzione. Come ho già detto prima, non sono libero di disporre di me; quando il partito impone una cosa devo sottomettermi. Un anno dopo ho di nuovo chiesto all'assemblea plenaria di essere esonerato dalla carica, ma di nuovo mi è stato imposto di restare. Che cosa dunque potevo fare?
Quanto alla pubblicazione del 'testamento', il congresso ha deciso di non pubblicarlo, perché era indirizzato al congresso e non era destinato alla stampa... L'opposizione punta tutte le sue carte sul 'testamento' di Lenin. Ma basta solo leggerlo questo 'testamento' per comprendere che le loro carte valgono nulla. Al contrario, il 'testamento' di Lenin è fatale per gli attuali capi dell'opposizione. È un fatto, invero, che Lenin nel suo 'testamento' accusa Trotzki di 'non bolscevismo', e degli errori di Kamenev e Zinoviev al tempo dell'Ottobre dice che non si tratta di errori 'casuali'. Che cosa significa ciò? Significa che politicamente non si può aver fiducia né in Trotzki, che è malato di 'non bolscevismo', né in Kamenev e Zinoviev, i cui errori non sono 'casuali' e possono ripetersi e si ripeteranno. È caratteristico il fatto che nel 'testamento' non vi sia né una parola, né un accenno agli errori di Stalin. Si parla solo della rudezza di Stalin. Ma la rudezza non è né può essere un difetto della linea o della posizione politica di Stalin" (Stalin, Opere complete, vol. X, pp. 185-189).

3) Un'altra accusa che si fa a Stalin è quella di non aver usufruto della democrazia popolare propria di uno stato socialista; però da ciò che riferisce la giornalista americana Anna Lee Strong alla costituzione sovietica del '36 ci fu un contributo sostanziale del popolo sovietico. Nel suo libro non fa mai riferimento a questo, forse la giornalista in questione non è una fonte imparziale?

Il progetto…. della Costituzione fu presentato al popolo stampato in 60 milioni di copie. Questo progetto fu discusso in 527 mila assemblee, cui presero parte 36 milioni di persone. Per mesi e mesi ogni giornale fu pieno di lettere dei lettori sul progetto di Costituzione; furono proposti circa 154 mila emendamenti…..
Da “L’era di Stalin”

4) Dopo la Seconda Guerra mondiale , i paesi liberati dall'Armata Rossa erano a maggioranza comunista o il socialismo venne imposto? Sembra che ci furono delle elezioni per determinare quale dovesse essere il futuro del paese,ma queste elezioni alla fine furono truccate per far vincere i comunisti, sa qualcosa in proposito?

5) Lo scrittore Aleksandr Solgenitsin venne internato in un Gulag , da quel che sembra, solo per aver criticato Stalin in una lettera intercettata. Non mi sembra verosimile che sia stato incarcerato solo per questo motivo, lei conosce meglio i fatti?

Spero che tra tutte i suoi impegni riesca a rispondere a queste domande, comunque la ringrazio in anticipo e le chiedo se ha in programma la scrittura di un nuovo libro.
Cordiali Saluti, Andrea Mingo

DL
1) In più occasioni il mio libro accenna al fatto che diplomatici e uomini di Stato occidentali hanno avallato la versione di Stalin. Ma sui diversi capi d'accusa contro Stalin io mi sono preoccupato di far intervenire nuove testimonianze, comprese quelle di Trotskij e dei suoi seguaci!
2) Almeno sul piano militare è significativa la testimonianza che io riporto nelle prime pagine del libro:
A giudicare dalla testimonianza dell’ammiraglio Nikolai Kusnezov, il leader supremo [Stalin] «apprezzava in modo particolare quei compagni che ragionavano con la loro testa e non esitavano ad esprimere il loro punto di vista senza compromessi».
E' presumibile che anche sulla Costituzione si sia sviluppato un ampio dibattito. La situazione comincia a cambiare con con l'attentato terroristico che costa la vita a quello strettissimo collaboratore di Stalin che era Kirov
3) Sul «Testamento» di Lenin, mi sono già espresso su questo blog. Qualunque sia il significato di quel «Testamento», non spetta a un leader scegliere il suo successore...
4) Occorre fare opportune distinzioni. Non c'è dubbio che il Partito comunista e l'Urss godessero di largo o larghissimo consenso in un paese come la Cecoslovacchia; più problematica era la situazione della Polonia.
5) Non ho particolare informazioni sul caso specifico. Ma si può fare una considerazione di carattere generale: La spregiudicatezza e la strapotenza multimediale dell'Occidente trasformano anche un singolo caso di «dissenso» in una campagna e in un'agitazione politica martellanti, che vanno ben al di là dell'«opinione». Anche questa circostanza ha reso difficile nel «socialismo reale» il passaggio dallo stato dì eccezione alla normalità, fermo restando che non si devono perdere di vista gli errori e i limiti ideologici e politici dei gruppi dirigenti di ogni singolo paese e del movimento comunista nel suo complesso.

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