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lunedì 20 settembre 2010

La geopolitica di Internet

di Domenico Losurdo
(Pubblicato su «Belfagor. Rassegna di varia umanità», diretta da Carlo Ferdinando Russo, 31 luglio 2010, pp. 489-494).

Google sfida il governo della Repubblica popolare cinese: la grande stampa di «informazione» si spella le mani per applaudire il rigore morale e il coraggio di una multinazionale pronta a pagare un prezzo elevato in termini economici pur di non sottostare alle imposizioni della censura e di ribadire il diritto umano alla libera informazione. Per la verità, sia pure largamente minoritaria, si avverte anche qualche voce improntata ad una maggiore cautela: sono solo nobili motivazioni a spiegare la mossa di Google oppure agiscono anche considerazioni di altra natura? Forse, il gran gesto potrebbe essere il colpo di teatro di un’accorta campagna di public relations: volgere le spalle clamorosamente a un mercato sì assai promettente ma in cui agguerrita e vincente è la concorrenza locale può alla fine giovare all’immagine e ai profitti della multinazionale americana, spianandole la strada per un’espansione in altri paesi e a livello mondiale…E, dunque, nello scenario tratteggiato in Italia dagli organi di stampa più «anticonformisti», accanto ai diritti umani emerge il calcolo utilitario. Continua invece ad essere assente la geopolitica che pure, ad uno sguardo più attento, risulta essere l’autentica protagonista.
Per rendersene conto, facciamo un salto all’indietro di quasi sessanta anni, concentrandoci su una vicenda, qui ricostruita a partire da un recente articolo di Alessandra Farkas sul «Corriere della Sera»...


Traduit de l’italien par Marie-Ange Patrizio

A geopolítica da Internet (versione portoghese su resistir.info)

2 commenti:

Antonio Murabito ha detto...

Il dominio esercitato attraverso internet dagli USA mi lascia supporre che oltre all'embargo delle merci nei confronti di Cuba si sia aggiunto un embargo che si prefiggo il fine di isolare Cuba dal resto del mondo. Non sarebbe la censura interna cubana ad impedire il dialogo col mondo, ma l'embargo informatico che impedisce a Cuba e ai cubani di irradiarsi nel mondo. Cuba è cablata con le fibre ottiche, nonostante i tentativi di farla regredire la tecnologia e la scienza vi sono ben sviluppate. Si vuole affermare la stolida opinione che all'infuire del capitalismo non può esistere nè sviluppo nè progresso.

Elio Bonomi ha detto...

L'embargo USA contro Cuba dura fin dagli albori della Revoluciòn malgrado venga condannato ogni anno dalle Nazioni Unite. L'embargo è tanto vergognoso da impedire persino ai cittadini statunitensi di recarsi a Cuba ed ai cubani emigrati negli States non viene permesso di rimpatriare nemmeno per fare visita alle proprie famiglie. Recentemente dopo lunghe pressioni da parte del Governo cubano vengono rilasciati dei permessi ma si sono inasprite le sanzioni anche riguardo alle rimesse degli immigrati cubani. E' uno scandalo vergognoso che dovrebbe mettere alla gogna il governo USA che invece viene vigliaccamente presentatato come il modello di democrazia perfino dalla "sinistra" europea.
Un paese già vittima da oltre cinque secoli del colonialismo e dell'imperialismo, viene soffocato economicamente dalla più potente economia mondiale facendo pagare a quella popolazione un prezzo altissimo in quanto il loro paese è reo di avere scelto la via della vera independenza e della distribuzione equa delle risosrse. Quel che fa più male non è il fatto che gli USA si comportino in maniera scandalosa, questo è nel loro DNA, ma il fatto che l'Europa si accoda vergognosamente ai diktat dei padroni del mondo....