Acquavite e Cristianesimo
Questo studio stabilisce un nuovo parametro di riferimento
di Hans Martin Lohmann, "Die Zeit", 1. Juli 2010
Per il poeta Gottfried Benn Nietzsche era "il più grande fenomeno carismatico della storia spirituale". Ma il "fenomeno" Nietzsche non si esaurisce nell'immenso fascino delle sue opere ma si mostra soprattutto nel suo saper provocare, come nessun altro autore, le reazioni più diverse e più controverse...
sabato 3 luglio 2010
lunedì 21 giugno 2010
28 giugno-2 luglio: il seminario di Domenico Losurdo all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli
ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
Via Monte di Dio 14 - Palazzo Serra di Cassano - 80132 Napoli
tel.: 081.7642652 · fax: 081.7642654 · mail: info@iisf.it
28 giugno – 2 luglio 2010
Domenico Losurdo (Università di Urbino):
CRISI STORICHE E BILANCI FILOSOFICI
DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE ALLE CATASTROFI DEL NOVECENTO
Lunedì 28, ore 17.00: I filosofi e le due guerre mondiali.
Martedì 29, ore 17.00: Genealogia della violenza.
Mercoledì 30, ore 17.00: Genealogia della violenza e longue durée.
Giovedì 1, ore 17.00: Il «virus» rivoluzionario dal 1789 al 1917.
Venerdì 2, ore 15.30: Grandi crisi storiche e esplosioni di violenza.
Via Monte di Dio 14 - Palazzo Serra di Cassano - 80132 Napoli
tel.: 081.7642652 · fax: 081.7642654 · mail: info@iisf.it
28 giugno – 2 luglio 2010
Domenico Losurdo (Università di Urbino):
CRISI STORICHE E BILANCI FILOSOFICI
DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE ALLE CATASTROFI DEL NOVECENTO
Lunedì 28, ore 17.00: I filosofi e le due guerre mondiali.
Martedì 29, ore 17.00: Genealogia della violenza.
Mercoledì 30, ore 17.00: Genealogia della violenza e longue durée.
Giovedì 1, ore 17.00: Il «virus» rivoluzionario dal 1789 al 1917.
Venerdì 2, ore 15.30: Grandi crisi storiche e esplosioni di violenza.
venerdì 18 giugno 2010
Domenico Losurdo al Resistance Festival 2010 di Atene parla del linguaggio dell'Impero e della questione palestinese
E' il festival della gioventù internazionalista organizzato dai giovani del KOE (Communist Organisation of Greece - http://www.koel.gr/). In Grecia è appena uscita la traduzione de Il linguaggio dell'Impero [SGA].
Greece remains in the epicenter of the crisis and of the social resistances that break out all over Europe. The Resistance Festival, for the third consecutive year, gives its space to the international movements of the working people and of the youth. From Friday 18 to Sunday 20 June 2010, the Resistance Festival will become again an important tribune for the coordination and the unity of the struggles – in order that our voices will be better heard, and our resistance becomes even more effective.
mercoledì 16 giugno 2010
Un capitolo di grande attualità da Die Deutschen: La sinistra e la nazione
1. Dialettica della rivoluzione e questione nazionale
Ma non è "di destra" e comunque "antimarxista" insistere sul ruolo della questione nazionale e agitare persino la bandiera della nazione? Nono pochi a sinistra argomentano in questo modo. Bisognerebbe ricordare loro, però, che Marx ed Engels hanno sostenuto con forza i movimenti di liberazione del popolo irlandese e di quello polacco e hanno seguito con simpatia il processo di unità nazionale in Germania e in Italia. C'è una polemica istruttiva, a questo proposito: Marx bolla come "cinismo da cretini" il disprezzo che Proudhon riserva al movimento polacco impegnato nella lotta per l'indipendenza nazionale (MEW, 16, 31). Va aggiunto che in Lenin, Mao, Ho Chi Minh, Castro la categoria di nazione gioca un ruolo centrale...
Leggi tutto (in tedesco)
lunedì 14 giugno 2010
Idealismo e materialismo nel pensiero di Hegel e di Marx
La relazione di Domenico Losurdo al convegno internazionale "Il pensiero di Hegel nell'età della globalizzazione", Università di urbino, 3-5 giugno 2010.
Si tratta di un intervento molto importante. Losurdo fornisce qui un contributo originale alla ricostruzione della teoria marxista ridefinendo i concetti di materialismo e materialismo storico alla luce dell'ontologia dell'essere sociale e precisando su questa base il rapporto tra Hegel e Marx [SGA].
Parte prima
Parte seconda
lunedì 31 maggio 2010
Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce
Cronache dell'Impero 3: Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce
di Domenico Losurdo
Le nouveau crime d’Israël indigne mais n’étonne pas
In francese su VoltaireNet. Traduction Marie-Ange Patrizio
Il crimine consumato da Israele in acque internazionali a danno dei pacifisti impegnati a portare soccorso ai prigionieri rinchiusi in quell’immenso campo di concentramento che ormai è Gaza può e deve indignare, ma non può stupire: da un pezzo il governo di Tel Aviv si mostra deciso a colpire col terrore non solo le vittime dirette del suo espansionismo coloniale, ma anche coloro che osano esprimere solidarietà con le vittime e in un modo o nell’altro intralciano la terribile macchina da guerra e di oppressione cui i carnefici fanno ricorso...
La non-violenza è già alla seconda edizione. Di nuovo on line l'intervista a Domenico Losurdo
Uscito solo pochi mesi fa, La Non-violenza ha già esaurito la prima edizione ed è stato ristampato. Questo nonostante il sostanziale oscuramento da parte della stampa nazionale e in particolar modo del circuito dei media di sinistra. Ringraziamo i lettori e continuiamo con il nostro lavoro di informazione.
Proprio per questo, ripubblichiamo l'intervista rilasciata da Losurdo a Emiliano Alessandroni: ci sono stati segnalati dei problemi tecnici che adesso dovrebbero essere superati [SGA].
Proprio per questo, ripubblichiamo l'intervista rilasciata da Losurdo a Emiliano Alessandroni: ci sono stati segnalati dei problemi tecnici che adesso dovrebbero essere superati [SGA].
mercoledì 26 maggio 2010
Firenze, 29 maggio: Losurdo e Vattimo discutono con Ali Fayyad della questione mediorientale
I promotori dell'appello "Fermiamo l'aggressione all'Iran!" hanno organizzato per sabato prossimo a Firenze un importantissimo dibattito con Ali Fayyad, "ministro degli esteri" di Hezbollah e grande esperto delle problematiche dell'area geopolitica mediorientale. All'iniziativa parteciperanno anche Domenico Losurdo e Gianni Vattimo [SGA].
Chi è Ali Fayyad?
47 anni. Noto studioso di islamistica, insegna Sociologia politica all’Università libanese di Beirut. Candidato nella lista “Blocco della resistenza e dello sviluppo” nelle elezioni del giugno 2009 viene eletto nel Parlamento libanese. Tra i fondatori di Hezbollah nel 1982, ne diventa uno dei più alti esponenti, essendo presidente del suo Comitato Esecutivo. Portavoce di Hezbollah durante la guerra del luglio 2006, è considerato uno dei suoi più qualificati strateghi. Fondatore e presidente del “Consultative Center for Studies and Documentation” di Beirut.
Promotore del “Beirut International Forum for Resistences, Anti-Imperialism, Peoples’ Solidarity, and Alternatives”
Dal Brasile la cronaca della conferenza di Domenico Losurdo a Marilia
La crisi economica modifica la geopolitica
di Ramon Barbosa Franco, "Journal da Manha", 5 maggio 2010, p. 3
Marilia ha ospitato uno dei più famosi pensatori contemporanei: il filosofo italiano Domenico Losurdo. E non è stata la prima volta che il più importante studioso marxista dei nostri giorni è stato in visita in questa città...
Leggi tutto (in portoghese)
giovedì 13 maggio 2010
Una risposta a Umberto Ruggiero su Katyn
Gentile professore Losurdo la disturbo per un chiarimento sulla questione in oggetto. Essendo comunista, da tempo sono interessato allo studio della leggenda nera e dei suoi misfatti ( presunti) con l'obiettivo principale di chiarirmi le idee io stesso innanzitutto e, nel caso sia possibile ovviamente, difendere la figura e l'opera di Stalin e più in generale del regime politico instauratosi in URSS negli anni 30-50. Approfondendo l'argomento in oggetto, ho scoperto un articolo pubblicato sulla rivista Teoria & Prassi che ho trovato molto soddisfacente. Poi però ho scoperto, leggendo il suo libro " Stalin, critica di una leggenda nera"che lei dà per assodata la responsabilità dei sovietici arrivando a dire addirittura che Stalin stesso ammise la sua responsabilità dicendo di essersi pentito ecc.ecc. Io non conosco le sue fonti ma la fonte citata da Teoria & Prassi e le sue argomentazioni non le considera importanti? gradirei un suo commento.
Ringraziandola anticipatamente per il tempo che potrà dedicare alla mia questione la saluto
Umberto Ruggiero
Caro Ruggiero,
pur di notevole interesse, il saggio riportato in «Teoria e prassi» non mi sembra in grado di mettere in crisi la tesi oggi sottoscritta anche da Putin. Sì, il saggio rinvia a un brano del diario di Goebbels che in effetti può suggerire l’ipotesi della messa in scena nazista. Letto però per intero, senza il salto segnalato nel saggio di Ella Rule con tre puntini, il brano suona in modo sensibilmente diverso: «Sfortunatamente, munizioni tedesche sono state trovate nelle fosse di Katyn. Dev’essere ancora chiarito in che modo vi sono giunte. O si tratta di munizioni vendute ai sovietici ai tempi della buona intesa [russo-sovietica], oppure sono stati gli stessi sovietici a gettare lì le munizioni. In ogni caso, è essenziale che questa circostanza rimanga segretissima. Se essa dovesse venire a conoscenza del nemico, l’intero affare di Katyn verrebbe a cadere».
Anche in altri brani del diario (9 e 14 aprile 1943) Goebbels convalida, e in modo ancora più netto, la tesi oggi corrente. In teoria, il diario dovrebbe essere di uso privato…
Con un cordiale saluto
Domenico Losurdo
Ringraziandola anticipatamente per il tempo che potrà dedicare alla mia questione la saluto
Umberto Ruggiero
Caro Ruggiero,
pur di notevole interesse, il saggio riportato in «Teoria e prassi» non mi sembra in grado di mettere in crisi la tesi oggi sottoscritta anche da Putin. Sì, il saggio rinvia a un brano del diario di Goebbels che in effetti può suggerire l’ipotesi della messa in scena nazista. Letto però per intero, senza il salto segnalato nel saggio di Ella Rule con tre puntini, il brano suona in modo sensibilmente diverso: «Sfortunatamente, munizioni tedesche sono state trovate nelle fosse di Katyn. Dev’essere ancora chiarito in che modo vi sono giunte. O si tratta di munizioni vendute ai sovietici ai tempi della buona intesa [russo-sovietica], oppure sono stati gli stessi sovietici a gettare lì le munizioni. In ogni caso, è essenziale che questa circostanza rimanga segretissima. Se essa dovesse venire a conoscenza del nemico, l’intero affare di Katyn verrebbe a cadere».
Anche in altri brani del diario (9 e 14 aprile 1943) Goebbels convalida, e in modo ancora più netto, la tesi oggi corrente. In teoria, il diario dovrebbe essere di uso privato…
Con un cordiale saluto
Domenico Losurdo
martedì 4 maggio 2010
mercoledì 28 aprile 2010
Anche in Brasile esce Il linguaggio dell'Impero
Domenico Losurdo presenterà il libro a maggio, in una serie di appuntamenti in diverse città del Brasile [SGA].
La copertina dell'edizione brasiliana de Il linguaggio dell'Impero
Il programma di presentazioni de Il linguaggio dell'Impero in Brasile
Pubblicata in Germania la Controstoria del liberalismo
La Controstoria del liberalismo, che in Italia è giunta alla quarta edizione e che è già apparsa in Brasile e Spagna, viene pubblicata in questi giorni anche in Germania, con la traduzione di Hermann Kopp). Pubblichiamo l'anticipazione su "Junge Welt" [SGA].
Domenico Losurdo, Freiheit als Privileg. Eine Gegengeschichte des Liberalismus, Papyrossa 2010
Dem Liberalismus sei Freiheit, so heißt es, der höchste Wert. Es fragt sich indes: Welche und wessen Freiheit? Historisch hat sich für den Liberalismus und seine Theoretiker die Freiheit der Privilegierten gut vertragen mit der Unfreiheit und Unterdrückung der subalternen »Rassen«, Völker und Gesellschaftsklassen. Um diese These zu belegen, widmet sich Domenico Losurdo sowohl den bekannten liberalen Vordenkern wie John Locke oder Alexis de Tocqueville als auch weniger bekannten Autoren aus dieser Denkschule. Zugleich bezieht er stets die konkreten sozialpolitischen Verhältnisse der liberalen Gesellschaften Europas und der USA in seine Darstellung ein. So entsteht ein neues Bild jener politischen Tradition, die einerseits zum ersten Mal in der Geschichte die Einschränkung staatlicher Macht einfordert, dies andererseits aber nur für einen engen Kreis Privilegierter gelten lässt. Indem er dessen problematische und beunruhigende Aspekte aufzeigt, schreibt Losurdo die Geschichte des Li15beralismus als unkonventionelle »Gegengeschichte«.01Domenico Losurdo, Prof. Dr. phil., geb 1941. Lehrt Philosophie an der Universität Urbino.
Eine Zwillingsgeburt, "Junge Welt", 20 April 2010 Nr. 91
Se il pdf non risulta leggibile fare clic qua (ringraziamo Horst Mueller per averci fornito questa ulteriore versione dell'intervento di Losurdo - SGA)
Domenico Losurdo, Freiheit als Privileg. Eine Gegengeschichte des Liberalismus, Papyrossa 2010
Dem Liberalismus sei Freiheit, so heißt es, der höchste Wert. Es fragt sich indes: Welche und wessen Freiheit? Historisch hat sich für den Liberalismus und seine Theoretiker die Freiheit der Privilegierten gut vertragen mit der Unfreiheit und Unterdrückung der subalternen »Rassen«, Völker und Gesellschaftsklassen. Um diese These zu belegen, widmet sich Domenico Losurdo sowohl den bekannten liberalen Vordenkern wie John Locke oder Alexis de Tocqueville als auch weniger bekannten Autoren aus dieser Denkschule. Zugleich bezieht er stets die konkreten sozialpolitischen Verhältnisse der liberalen Gesellschaften Europas und der USA in seine Darstellung ein. So entsteht ein neues Bild jener politischen Tradition, die einerseits zum ersten Mal in der Geschichte die Einschränkung staatlicher Macht einfordert, dies andererseits aber nur für einen engen Kreis Privilegierter gelten lässt. Indem er dessen problematische und beunruhigende Aspekte aufzeigt, schreibt Losurdo die Geschichte des Li15beralismus als unkonventionelle »Gegengeschichte«.01Domenico Losurdo, Prof. Dr. phil., geb 1941. Lehrt Philosophie an der Universität Urbino.
Eine Zwillingsgeburt, "Junge Welt", 20 April 2010 Nr. 91
Se il pdf non risulta leggibile fare clic qua (ringraziamo Horst Mueller per averci fornito questa ulteriore versione dell'intervento di Losurdo - SGA)
A proposito di Katyn
La Katyn soviétique et la "Katyn" états-unienne et sud-coréenne
Par Domenico Losurdo
Par Domenico Losurdo
mercoledì 21 aprile 2010
140 anni dalla nascita di Lenin
Il 22 aprile ricorre il 140° anniversario della nascita di Lenin. E’ merito del quotidiano tedesco «Junge Welt» di richiamare l’attenzione in modo solenne su questa data: io stesso vi contribuisco con un articolo riprodotto in questo mio blog. Ma, poiché l’ideologia dominante (anche a «sinistra») ama contrapporre Gandhi campione della non-violenza a Lenin votato al culto della violenza, sottopongo qui all’attenzione del lettore due paginette del mio ultimo libro, che dimostrano come le cose stiano in modo radicalmente diverso. In occasione del primo conflitto mondiale Gandhi si vanta di essere il «reclutatore capo» al servizio dell’esercito britannico e celebra le virtù della vita militare. Qual è invece l’atteggiamento assunto dal grande rivoluzionario russo? [D.L.]
Das sind doch keine Kriege. Lenin, die »zivilisatorischen« Missionen des Westens und die »Herrenvolk democracy«
Domenico Losurdo, "Junge Welt", 22 April 2010
Versione francese: Lénine et Gandhi, da lafauteadiderot.net
Da La non-violenza. Una storia fuori dal mito:
Allo scoppio della guerra, pur partendo da posizioni assai diverse, Lenin rende omaggio agli ambienti del «pacifismo inglese» e in particolare a E. D. Morel, un «borghese eccezionalmente onesto e coraggioso», membro dell’Associazione contro la coscrizione e autore di un saggio che smaschera la «democratica» ideologia della guerra agitata dal governo britannico. In questo momento, al pacifismo il dirigente bolscevico risulta ben più vicino di Gandhi, collocato su posizioni antitetiche...
martedì 20 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010
La cronaca della presentazione della Non-violenza a Urbino e un'intervista a Losurdo
Losurdo: “Non-violenza rischia di essere manipolazione”
"Il Ducato", Silvia Saccomanno, 13. apr, 2010
URBINO – Sulla diffusione della non-violenza secondo Losurdo “è normale che dopo l’esperienza terribile di due guerre mondiali questo ideale ha acquisito forza sia a livello generale che, nello specifico, tra i giovani”. Quello a cui bisogna stare attenti, però, secondo il filosofo, è “il rischio di trasformare [...]
Leggi tutto, ascolta la presentazione e l'intervista
"Il Ducato", Silvia Saccomanno, 13. apr, 2010
URBINO – Sulla diffusione della non-violenza secondo Losurdo “è normale che dopo l’esperienza terribile di due guerre mondiali questo ideale ha acquisito forza sia a livello generale che, nello specifico, tra i giovani”. Quello a cui bisogna stare attenti, però, secondo il filosofo, è “il rischio di trasformare [...]
Leggi tutto, ascolta la presentazione e l'intervista
Sul "Giornale di Brescia" una nuova recensione della Non-violenza
Losurdo indaga il «lato oscuro» della non violenza
Svestire dall'aura di sacralità la non-violenza - e con essa il movimento non violento - per sottoporla ad un'analisi storica. Comprenderla nel suo sviluppo storico così da evitare la sua riduzione ad ideologia capace persino di giustificare le aggressioni militari. Sono questi i compiti che si è assunto Domenico Losurdo, saggista e docente di Storia della filosofia all'Università di Urbino, nel suo ultimo lavoro «La non violenza. Una storia fuori dal mito». La sua analisi parte dalle origini nord-americane del movimento non violento - il primo manifesto del 1818 è della cristiana American Peace Society - fino alle odierne «rivoluzioni colorate», passando da Tolstoj, Gandhi, Martin Luther King e il Dalai Lama. Costante è il confronto con il movimento antimilitarista e anticolonialista socialista e con le posizioni di teologi cristiani come Niebuhr e Bonhoeffer...
Leggi tutto
Svestire dall'aura di sacralità la non-violenza - e con essa il movimento non violento - per sottoporla ad un'analisi storica. Comprenderla nel suo sviluppo storico così da evitare la sua riduzione ad ideologia capace persino di giustificare le aggressioni militari. Sono questi i compiti che si è assunto Domenico Losurdo, saggista e docente di Storia della filosofia all'Università di Urbino, nel suo ultimo lavoro «La non violenza. Una storia fuori dal mito». La sua analisi parte dalle origini nord-americane del movimento non violento - il primo manifesto del 1818 è della cristiana American Peace Society - fino alle odierne «rivoluzioni colorate», passando da Tolstoj, Gandhi, Martin Luther King e il Dalai Lama. Costante è il confronto con il movimento antimilitarista e anticolonialista socialista e con le posizioni di teologi cristiani come Niebuhr e Bonhoeffer...
Leggi tutto
giovedì 15 aprile 2010
Gianni Vattimo recensisce su "La Stampa" il libro di Losurdo sulla non-violenza
Un articolo sul libro di Losurdo è uscito anche su "Notizie Radicali", a firma di Valter Vecellio. L'articolo non è in realtà una recensione ma una rassegna dell'indice dei nomi citati nel libro, con l'intento di denunciare l'assenza, nella contro-storia di Losurdo, di Marco Pannella e di altri esponenti del Partito Radicale. Insomma, ai radicali non interessa tanto entrare nel merito del concetto di non-violenza e della sua storia quanto rivendicare di essere stati, nel nostro paese, i primi campioni di questa tendenza. Sbagliano però a lamentarsi di questa presunta trascuratezza. Nel suo libro Losurdo denuncia infatti la trasformazione graduale e tutta politica dell'ideale della non-violenza in una vera e propria "ideologia della guerra". E' difficile capire a chi - tra gli altri - si riferisce? A seguire gli articoli apparsi su "Il Resto del Carlino" e "Il Messaggero" per la presentazione del libri di Losurdo a Urbino [SGA].
L’anima violenta della non violenza
Quale pacifismo? Teorie e pratiche, dalla kantiana pace perpetua a Gandhi e Luther King, in un saggio di Losurdo
Gianni Vattimo, La Stampa - TuttoLibri, 10 aprile 2010
Se il tratto specifico del pensiero critico è la messa in discussione delle mitologie che condizionano le opinioni correnti, i libri recenti di Domenico Losurdo sono certamente un ottimo esempio di questo tipo di pensiero. Losurdo, che è professore di filosofia all'università di Urbino, ha pubblicato nel 2008 per Carocci un illuminante libro sulla «leggenda nera» di Stalin decostruendo con larghissima informazione storica gran parte degli elementi che hanno dominato la nostra storiografia sul periodo staliniano e sulla figura di Stalin. E proponendo la tesi (ragionevole) che Stalin per gran parte della sua vita di statista - che comprende gli anni della lotta decisiva contro il nazismo, della quale l'Occidente deve essergli grato - praticò la violenza in modi non molto diversi, eticamente, da quelli propri degli altri stati della sua epoca.
Ora Losurdo, in un nuovo saggio per Laterza, si dedica alla decostruzione – mai pregiudizialmente ostile ma anzi piena di autentica simpatia per il nocciolo essenziale – della non violenza. Per far questo fornisce una storia dettagliata delle teorie e pratiche pacifiste e non violente, a cominciare dalle origini nella idea kantiana della pace perpetua, e dai primi movimenti pacifista sorti nel Nordamerica ottocentesco intriso di fondamentalismo biblico, della eredità puritana e degli ideali della rivoluzione anti-inglese del 1776...
“La non-violenza” di Domenico Losurdo, e la cancellazione dei radicali
di Valter Vecellio, Notizie Radicali, lunedì 12 aprile 2010
E’ uscito da pochi giorni un libro, che chi scrive ha acquistato con una certa curiosità, che poi si è trasformata via via, in disappunto e fastidio. Il libro è stato scritto da un professore di filosofia di Urbino, si chiama Domenico Losurdo. Il professor Losurdo qualche anno fa ha pubblicato un poderoso volume su Stalin, la cui tesi fondamentale è che il dittatore georgiano, nella gestione del potere, praticò la violenza in modi non molto diversi, eticamente parlando, da quelli che erano propri di altri governi e altri stati...
mercoledì 7 aprile 2010
Ancora una recensione al Nietzsche di Losurdo in Germania
L'autore della recensione, Ishay Landa, è Visiting Senior Lecturer of History al Dipartimento di "History, Philosophy and Judaic Studies" alla Open University of Israel. E' autore di: The Overman in the Marketplace, Nietzschean Heroism in PopularCulture, Lexington Books [SGA].
Una nuova immagine di Nietzsche
di Ishai Landa, "Kommune", 2/2010
«Si può persino partire dal presupposto che, a causa del suo ritratto ricco di dettagli e pressoché completo e della sua tagliente qualità analitica, Nietzsche, il ribelle aristocratico si affermerà nell'ambito degli studi nietzscheani come un'opera di riferimento»...
Una nuova immagine di Nietzsche
di Ishai Landa, "Kommune", 2/2010
«Si può persino partire dal presupposto che, a causa del suo ritratto ricco di dettagli e pressoché completo e della sua tagliente qualità analitica, Nietzsche, il ribelle aristocratico si affermerà nell'ambito degli studi nietzscheani come un'opera di riferimento»...
giovedì 1 aprile 2010
Contro la storiografia del "Sonderweg": esce in Germania un nuovo libro di Domenico Losurdo sulla storia tedesca
Il libro è disponibile, per adesso, solo in lingua tedesca. La presentazione avverrà il 9 aprile a Berlino [SGA].
Domenico Losurdo
Die DEUTSCHEN
Sonderweg eines unverbesserlichen Volkes?
Kai Homilius Verlag, Berlin, 2010
„Deutschland denken heißt Auschwitz denken" – dieses Verdikt von Günter Grass fasst den Antipatriotismus der meisten Linken und zunehmend auch der politischen Eliten treffend zusammen.
Ignoriert wird dabei, dass in Geschichte und Gegenwart der Deutschen mächtige fortschrittliche Strömungen zu finden sind. Verdrängt wird, dass der Faschismus keineswegs eine exklusiv deutsche Erscheinung war und ist und dass das Dritte Reich keineswegs nur deutsche Wurzeln hat.
Der Knüppel vom „deutschen Sonderweg" dient dazu, die Bundesrepublik in einer Vasallenrolle gegenüber den USA zu halten.
Aus dem Inhalt:
Ein in alle Ewigkeit reaktionäres Deutschland?
Die internationalen Ursprünge des Nazismus,
Selbstgeißelung oder Neudefinition der nationalen Identität?
Die sozialistische Bewegung und die Theorie des Sonderwegs
Patriotismus versus Chauvinismus
ISBN: 978-3-89706-415-7, Compact-Taschenbuch, 112 S., 7,50€
Domenico Losurdo
Jahrgang 1941, ist einer der wichtigsten zeitgenössischen Philosophen Italiens.
Er lehrt an der Universität von Urbino und ist Vorsitzender der Internationalen Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denken.
Sul "Jornal do Brasil" una lunga recensione del Nietzsche di Losurdo
Il libro in Brasile è intanto rapidamente giunto alla seconda edizione [SGA].
No labòratorio de Nietzsche
Haron Gamal e Rafael Haddock-Lobo, Jornal do Brasil, 22 marzo 2010
RIO - Dentre as muitas epígrafes existentes no livro Nietzsche: o rebelde aristocrata, de Domenico Losurdo, a primeira é muito reveladora. Diz o seguinte: “Quem não o pode reivindicar? Dize-me apenas de que precisas e te encontrarei uma citação de Nietzsche. Pela Alemanha e contra a Alemanha, pela paz e contra a paz, pela literatura e contra a literatura” (Tucholsky).
A biografia intelectual e o balanço crítico do filósofo alemão serão discutidos exaustivamente nas 1105 páginas do livro. O historiador e filósofo italiano parte da formação do pensamento de Nietzsche, seus primeiros anos de juventude, sua judeofobia, o namoro com as idéias do musicista Wagner, abordando depois a maturidade intelectual do autor de O nascimento da tragédia, suas obras e a relação delas com o contexto histórico do período, mostrando que muitas das ideias e posições assumidas pelo filósofo, que se cristalizaram em aforismos...
Leggi tutto (in portoghese)
giovedì 25 marzo 2010
Diversi siti parlano della non-violenza
Il libro di Domenico Losurdo sta già suscitando interesse e discussioni. L'intervista rilasciata a Marie-Ange Patrizio è stata ripresa da molti siti e blog, alcuni dei quali nell'America Latina. Uno di questi siti che qui sotto indichiamo è particolarmente vicino al fronte di resistenza dell'Honduras.
voselsoberano hondudiario antimilitaristas panoramacatolico
Ringraziamo inoltre l'amico Fulvio Grimaldi per aver raccomandato la lettura de La non-violenza nel suo seguitissimo blog Mondocane.
Sono importanti segnali di un'attenzione simpatetica diffusa. Un'attenzione, però, che stenta purtroppo ad affermarsi nella sinistra italiana. E questo nonostante il rilievo politico generale del libro e nonostante proprio la sinistra italiana - visto il suo tracollo ideologico, prima ancora che organizzativo ed elettorale - abbia più di un motivo per confrontarsi con i problemi che il libro pone [SGA].
voselsoberano hondudiario antimilitaristas panoramacatolico
Ringraziamo inoltre l'amico Fulvio Grimaldi per aver raccomandato la lettura de La non-violenza nel suo seguitissimo blog Mondocane.
Sono importanti segnali di un'attenzione simpatetica diffusa. Un'attenzione, però, che stenta purtroppo ad affermarsi nella sinistra italiana. E questo nonostante il rilievo politico generale del libro e nonostante proprio la sinistra italiana - visto il suo tracollo ideologico, prima ancora che organizzativo ed elettorale - abbia più di un motivo per confrontarsi con i problemi che il libro pone [SGA].
lunedì 22 marzo 2010
Anche in portoghese l'intervista sulla non-violenza
A não-violência: o mito e as realidades
por Domenico Losurdo, entrevistado por Marie-Ange Patrizio
Na obra agora lançada em Itália, La non-violenza. Una storia fuori dal mito, o professor Domenico Losurdo explora o conceito de não-violência e a sua utilização actual. Afastando-se das ideias feitas, ele mostra as ambivalências do conceito. Muitas vezes a exigência pacifista pode também constituir uma fuga à responsabilidade e torna-se uma roupagem de propaganda para toda a espécie de ingerências...
Ancora un'intervista sulla non-violenza
Da "Il Ducato", periodico dell'Istituto per la formazione al giornalismo dell'Università di Urbino, marzo 2010
venerdì 12 marzo 2010
La nonviolenza: interviste e recensioni
E' stata pubblicata anche in spagnolo l'intervista a Domenico Losurdo sulla non-violenza:
Entrevista al profesor, filósofo e historiador comunista Domenico Losurdo
La no violencia, mito y realidades
Un libro que sale a la venta hoy en Italia, « La non-violenza. Una storia fuori dal mito », del profesor Domenico Losurdo explora el concepto de no violencia y su uso en la historia contemporánea. Dejando de lado las ideas preconcebidas, muestra también sus ambigüedades. Lo que a menudo ha sido una exigencia de carácter pacifista, también puede ser una manera de huir de las responsabilidades y se convierte hoy en un disfraz de la propaganda para justificar todo tipo de injerencias. El profesor Domenico Losurdo responde a las preguntas de Marie-Ange Patrizio sobre este tema...
Leggi tutto (dal sito Rebelion)
Nel frattempo, è uscita anche la prima recensione:
Entrevista al profesor, filósofo e historiador comunista Domenico Losurdo
La no violencia, mito y realidades
Un libro que sale a la venta hoy en Italia, « La non-violenza. Una storia fuori dal mito », del profesor Domenico Losurdo explora el concepto de no violencia y su uso en la historia contemporánea. Dejando de lado las ideas preconcebidas, muestra también sus ambigüedades. Lo que a menudo ha sido una exigencia de carácter pacifista, también puede ser una manera de huir de las responsabilidades y se convierte hoy en un disfraz de la propaganda para justificar todo tipo de injerencias. El profesor Domenico Losurdo responde a las preguntas de Marie-Ange Patrizio sobre este tema...
Leggi tutto (dal sito Rebelion)
Nel frattempo, è uscita anche la prima recensione:
"Il Roma", 9 marzo 2010
mercoledì 10 marzo 2010
Fermare l'aggressione all'Iran! Un nuovo appello
Fermare l’aggressione all’Iran! Denuclearizzare l’intero Medio Oriente! Porre fine all’assedio di Gaza e al martirio del popolo palestinese!
Arrêter l’agression contre l’Iran! trad. fr. par Marie-Ange Patrizio
Domenico Losurdo, Gianni Vattimo, Danilo Zolo, Margherita Hack, Lucio Manisco...
adesioni: giulemanidalliran@alice.it
Sin da quando G.W. Bush definì l’Iran uno “Stato canaglia” è in corso contro questo paese dalla storia plurimillenaria e il suo governo una brutale campagna di demonizzazione; una campagna fondata sulla menzogna che con tutta evidenza serve a spianare la strada all’aggressione militare.
Tutti ricordiamo come fu preparata la guerra all’Iraq. Mentre le sanzioni e l’embargo provocavano mezzo milione di morti (anzitutto bambini, a causa dell’assenza di medicinali, latte e beni di prima necessità), l’Iraq era accusato di accumulare “armi di distruzione di massa”. Come dimenticare la grande messa in scena con cui Colin Powell, per giustificare quella che sarà la più grande carneficina dopo il Vietnam, giunse a ingannare l’assemblea dell’ONU mostrando la famigerata “pistola fumante”?
Gli Stati Uniti, che difendono la loro supremazia mondiale con migliaia e migliaia di testate nucleari e la più imponente macchina bellica di tutti i tempi, giustificano le terribili sanzioni da imporre all’Iran e l’eventuale attacco militare con l’argomento secondo cui la Repubblica islamica cercherebbe di dotarsi della bomba atomica per poter attaccare Israele. L’accusa è sdegnosamente respinta da Tehran, e comunque ancora una volta la Casa Bianca usa due pesi e due misure. E’ infatti noto che Israele possiede centinaia di testate nucleari, buona parte delle quali puntate sull’Iran e ognuna delle quali potrebbe radere al suolo Tehran...
mercoledì 3 marzo 2010
E' uscito "La non-violenza", il nuovo libro di Domenico Losurdo
Pubblichiamo un'intervista di Marie-Ange Patrizio a Domenico Losurdo, nella quale vengono esposti alcuni dei temi più importanti del libro. Nei prossimi giorni Domenico Losurdo realizzerà un'intervista per la PdCI TV [SGA].
Non-violenza, lotta per la pace e «rivoluzioni colorate»
Un’intervista a Domenico Losurdo
di Marie-Ange Patrizio
D. Il tema della non-violenza ci fa subito pensare a Gandhi: qual è il giudizio che esprimi su questa grande personalità storica?
R. Occorre distinguere due fasi nell’evoluzione di Gandhi. Nel corso della prima egli non pensa affatto a un’emancipazione generale dei popoli coloniali. Chiama invece la potenza coloniale, la Gran Bretagna, a non confondere il popolo indiano, che al pari degli inglesi può vantare un’antica civiltà e origini razziali «ariane», coi neri, anzi coi «rozzi cafri, la cui occupazione è la caccia e la cui sola ambizione è di radunare un certo numero di capi di bestiame al fine di acquistare una moglie per poi trascorrere un’esistenza di indolenza e nudità». Pur di conseguire la cooptazione nella razza dominante, nel popolo dei signori (ariani e bianchi), agli inizi del Novecento Gandhi chiama i suoi connazionali a mettersi al servizio dell’esercito imperiale impegnato in una feroce repressione a danno degli zulù...
lunedì 1 marzo 2010
La RTV Svizzera intervista Domenico Losurdo su Stalin
Intervista su Stalin di Sabrina Faller a Domenico Losurdo per la trasmissione "Foglio volante" della Radiotelevisione della Svizzera italiana, inserto del 24 febbraio 2010, ore 18.00 (audio)
giovedì 25 febbraio 2010
Gandhi, Liebknecht e la non-violenza
All’immediata vigilia ormai della pubblicazione del mio libro, conviene porre termine al «concorso» scherzoso che era stato indetto a proposito della partenità di due citazioni.
La prima – come diversi amici hanno indovinato – è ripresa da Gandhi, il quale è ben lungi dall’essere il santone votato ad una non-violenza incondizionata, rappresentato dall’agiografia oggi imperante. I lettori del libro vedranno che in certe occasioni Gandhi ha proceduto a una celebrazione della guerra e della vita militare in termini ancora più enfatici.
La seconda citazione – ammetto che era molto difficile indovinarlo – è ripresa da Karl Liebknecht, il campione della causa dell’antimilitarismo (e del socialismo) tra Otto e Novecento. Sottoposto a processo per alto tradimento e accusato di istigare la sedizione e la ribellione violenta nell’esercito tedesco, Liebknecht aveva controbattuto:
Io dovrei stimolare la violenza? Io che con tutte le mie forze mi impegno a sviluppare al massimo l’agitazione pianificata contro la guerra e ogni violenza? […] La violenza viene difesa mediante questa accusa contro i tentativi di eliminazione della violenza. Così stanno in realtà le cose.
Io voglio la pace, il pubblico ministero vuole invece la violenza.
Scoppiata la prima guerra mondiale e chiamato al fronte, Liebknecht si atteggia nel modo che abbiamo già visto. Piuttosto che inchinarsi al «fato» della guerra (l’espressione è del riformista Filippo Turati), Liebknecht finisce col salutare con entusiasmo la rivoluzione d’ottobre e col fondare il Partito comunista tedesco, chiamato a emulare in Germania l’impresa dei bolscevichi russi: sarà poi assassinato assieme a Rosa Luxemburg.
Oggi che si infittiscono le guerre e le minacce di guerra messe in atto dall’imperialismo, il mio libro («La non-violenza. Una storia fuori dal mito») vuol anche essere una rivendicazione dell’attualità del movimento antimilitarista.
Domenico Losurdo
Su "Aufklärung und Kritik" una nuova recensione del Nietzsche di Losurdo
di Helmut Walther, "Aufklärung und Kritik", 1/2010, pp. 295-9
La recensione-saggio di Walther, che al libro di Losurdo non risparmia le critiche (una grave sottovalutazione della carica illuministica e dissacratoria di Nietzsche, viene detto) e i riconoscimenti (rigore della contestualizzazione storica, «stupenda ampiezza di letture», demistificazione della leggenda di Elisabeth quale protagonista della fascistizzazione di un filosofo in sé politicamente innocente...), così si conclude:
«Nel complesso si tratta di un libro assai informativo, appassionante e di agevole lettura […], da raccomandare molto sia agli amici che agli avversari di Nietzsche e, al di là di essi, a tutti coloro che provano interesse per le correnti spirituali e politiche del XIX secolo»... [SGA].
Leggi tutto (in tedesco)
sabato 20 febbraio 2010
La presentazione del libro su Stalin a Tolentino
Anche nella sezione dedicata a: Dibattiti, interviste e recensioni in rete [SGA].
Presentazione di: Stalin. Storia e critica di una leggenda nera.
Domenico Losurdo, Docente ordinario di storia della filosofia dell'Università di Urbino;
Aldo Bernardini, Docente di diritto internazionale Università degli studi di Teramo.
TOLENTINO - SALA NERPITI, Venerdì 5 febbraio 2010
Presentazione di: Stalin. Storia e critica di una leggenda nera.
Domenico Losurdo, Docente ordinario di storia della filosofia dell'Università di Urbino;
Aldo Bernardini, Docente di diritto internazionale Università degli studi di Teramo.
TOLENTINO - SALA NERPITI, Venerdì 5 febbraio 2010
Gli Stati Uniti preparano la guerra contro l'Iran
Riceviamo questo comunicato stampa di Fosco Giannini, coordinatore dell'area dell'Ernesto e già senatore del PRC, e volentiero lo pubblichiamo [SGA].
di Fosco Giannini, Direzione Nazionale PRC
VENTI DI GUERRA
Gli Usa ed altri governi occidentali minacciano la guerra contro l'Iran perché questo paese starebbe lavorando per dotarsi di armi nucleari. Dunque sul piano del principio è posta la questione della punizione bellica contro ogni paese volto al riarmo atomico. Ciò vuol dire che gli Usa bombarderanno anche Israele?
Sale un vento di guerra contro l’Iran. Sale innanzitutto dal governo e dall’esercito israeliano. Sale dagli USA: per Hillary Clinton “ogni opzione è ormai possibile”, anche l’intervento bellico. Il governo Berlusconi è pronto ad allinearsi, militarmente, con gli USA ed Israele. Come viene argomentata questa minaccia ? Buona parte del mondo occidentale e capitalistico afferma che “ l’Iran sta allestendo il suo programma nucleare, la sua bomba atomica”. Gran parte della stampa e dei media di questa parte del mondo – quella che orienta l’80% dei lettori – ripete a pappagallo l’argomentazione USA e di Israele : “ L’Iran sta preparando la bomba. Non può farlo! Occorre la guerra!”.
La verità è accuratamente, ipocritamente, criminalmente nascosta a centinaia di milioni di persone e solo pochi giornali di bassissima tiratura la raccontano, invano. La verità è che se anche l’Iran si dotasse domani di un ordigno atomico, sarebbe l’ultimo – tra i grandi Paesi – ad arrivarci...
martedì 16 febbraio 2010
"Win for Life": un piccolo concorso tra i lettori in attesa del nuovo libro di Losurdo
Giovedì 4 marzo sarà in libreria l’ultimo libro di Domenico Losurdo:
La non-violenza. Una storia fuori dal mito
Laterza, Roma-Bari, pp. 286, € 22
E’ un libro che confuta luoghi comuni consolidati e che anzi contiene novità clamorose. Per darvene un’idea indiciamo tra i lettori una gara scherzosa: chi sono le due grandi personalità del Novecento che hanno pronunciato le dichiarazioni qui sotto riportate? Dopo le prime risposte e i primi interventi, daremo la parola all’autore per le sue puntualizzazioni. In palio, una copia omaggio del libro di Losurdo.
I lettori sono pregati di inviare le loro risposte nei commenti al post oppure direttamente a domenico.losurdo@uniurb.it [SGA].
Prima dichiarazione«Abbiamo un senso più profondo del dovere e perciò per noi dovrebbe essere più facile arruolarsi come volontari. Non siamo sopraffatti dalla paura allorché centinaia di migliaia di uomini muoiono di fame o di pestilenza […] Perché mai dovremmo temere la morte che forse può sopraggiungere sul campo di battaglia?».
Seconda dichiarazione
Non posso descriverti il mio stato morale. Involontario strumento di una forza che odio dal profondo dell’anima! […] Sopra noi l’inferno è scatenato. Io non sparerò […] Tutti sono completamente stufi del macello […] Tutti i pericoli non hanno importanza; soltanto l’uccidersi a vicenda, questo io non lo posso [tollerare]: questo è troppo […] Io non tirerò anche se mi fosse ordinato di tirare. Mi si potrebbe per questo fucilare. Altri sono del mio parere […] Mi sono di nuovo provvisoriamente liberato del mio fucile. Così vado senz’armi al lavoro, perciò mi sento interiormente libero».
Un'intervista a Costanzo Preve
ATTENZIONE!!!
I TESTI DI DOMENICO LOSURDO PRESENTI IN QUESTO SCAMBIO CON PREVE SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
I TESTI DI DOMENICO LOSURDO PRESENTI IN QUESTO SCAMBIO CON PREVE SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
Riceviamo da Costanzo Preve un'intervista da lui rilasciata nello scorso luglio. Le cose che vengono dette nell'intervista riguardano ovviamente Preve e il suo intervistatore e non esprimono il punto di vista di questo blog. Riteniamo però che diversi passaggi possano contribuire a illustrare alcune posizioni esposte nel dibattito su destra e sinistra. Preve stesso segnala in particolare le risposte 9-10 dell'intervista (pp. 12-14) dedicate all'Iran e all'elezione di Ahmadinejad. Volentieri perciò pubblichiamo [SGA].
sabato 13 febbraio 2010
Pubblicato anche in Germania l'intervento di Losurdo e Vattimo che denuncia i venti di guerra contro l'Iran
Il testo, che ha ricevuto notevoli apprezzamenti, è ora disponibile in tre lingue [SGA]:
di Domenico Losurdo e Gianni Vattimo, «il manifesto» del 9 febbraio, p. 10
Iran, un appel qui alimente le feu de la guerre (trad. fr. par Marie-Ange Patrizio)
Kriegsfeuer nicht nähren. Replik auf den Appell »Für Meinungsfreiheit und das Ende der Gewalt im Iran«, "Junge Welt", 13.02.2010 (Übersetzung aus dem Italienischen: Arnold Schölzel)
giovedì 11 febbraio 2010
Un nuovo intervento di Costanzo Preve. Continua il dialogo con Domenico Losurdo
ATTENZIONE!!!
I TESTI DI DOMENICO LOSURDO PRESENTI IN QUESTO SCAMBIO CON PREVE SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
I TESTI DI DOMENICO LOSURDO PRESENTI IN QUESTO SCAMBIO CON PREVE SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
Riceviamo da Costanzo Preve e volentieri pubblichiamo. Con queste riflessioni, che chiariscono tutta una serie di passaggi, si conclude il dialogo tra Preve e Domenico Losurdo sul tema destra-sinistra [SGA].
Sempre su Sinistra e Destra
Sempre su Sinistra e Destra
Rilievi fraterni alla risposta a Costanzo Preve di Domenico Losurdo
di Costanzo Preve
Ho letto con attenzione e con gratitudine la risposta di Domenico Losurdo ai miei rilievi. Con attenzione, perché il suo contenuto si situa ad un livello molto superiore al consueto chiacchiericcio, in cui il signor Tartaglia sostituisce il signor Gramsci, e la signora Rosy Bindi sostituisce la signora Rosa Luxemburg. Con gratitudine, perché bisogna sempre essere grati a chi accetta di misurarsi sulla base di argomenti storici e filosofici di lungo periodo. Su questa base non ci sono vanità, vinti o vincitori, ma vincono sempre tutti i partecipanti al dialogo.
Per questa ragione chiedo a Losurdo un’ultima ospitalità. Ultima perché un dibattito non può continuare all’infinito, non certo perché si possa pretendere di “esaurire” un tema interminabile. Interminabile, perché non può terminare se non alla fine del ciclo storico che stiamo vivendo. Ed esso è ben lontano dal terminare. Questa “epoca di gestazione e di trapasso” (Hegel) probabilmente è appena incominciata...
martedì 9 febbraio 2010
Iran, un appello che alimenta il fuoco di guerra
di Domenico Losurdo e Gianni Vattimo, «il manifesto» del 9 febbraio, p. 10
Iran, un appel qui alimente le feu de la guerre (trad. fr. par Marie-Ange Patrizio)
«Il manifesto» di sabato 6 febbraio ha pubblicato un Appello «Per la libertà di espressione e la fine della violenza in Iran». A firmarlo, assieme a intellettuali inclini a legittimare o a giustificare tutte le guerre e gli atti di guerra (blocchi e embarghi) scatenate e messi in atto dagli Usa e da Israele, ce ne sono altri che in più occasioni, invece, hanno partecipato attivamente alla lotta per la pace e per la fine dell’interminabile martirio imposto al popolo palestinese. Purtroppo a dare il tono all’Appello sono i primi:
«Il manifesto» di sabato 6 febbraio ha pubblicato un Appello «Per la libertà di espressione e la fine della violenza in Iran». A firmarlo, assieme a intellettuali inclini a legittimare o a giustificare tutte le guerre e gli atti di guerra (blocchi e embarghi) scatenate e messi in atto dagli Usa e da Israele, ce ne sono altri che in più occasioni, invece, hanno partecipato attivamente alla lotta per la pace e per la fine dell’interminabile martirio imposto al popolo palestinese. Purtroppo a dare il tono all’Appello sono i primi:
1) Sin dall’inizio si parla di «risultati falsificati dell’elezione presidenziale del 12 giugno 2009» e di «frode elettorale». A mettere in dubbio o a ridicolizzare questa accusa è stato fra gli altri il presidente brasiliano Lula. Perché mai dovremmo prestar fede a coloro che regolarmente, alla vigilia di ogni aggressione militare, fanno ricorso a falsificazioni e manipolazioni di ogni genere? Chi non ricorda le «prove» esibite da Colin Powell e Tony Blair sulle armi di distruzione di massa (chimiche e nucleari) possedute da Saddam Hussein?
2) L’Appello prosegue contrapponendo la violenza del regime iraniano alla «non-violenza» degli oppositori. In realtà vittime si annoverano anche tra le forze di polizia. Ma è soprattutto grave un’altra rimozione: da molti anni l’Iran è il bersaglio di attentati terroristici compiuti sia da certi movimenti di opposizione sia dai servizi segreti statunitensi e israeliani. Per quanto riguarda questi ultimi attentati, ecco cosa scriveva G. Olimpio sul «Corriere della Sera» già nel 2002 (7 giugno): «in perfetta identità di vedute con Washington», i servizi segreti israeliani hanno il compito di «eliminare», assieme ai «capi dei gruppi palestinesi ovunque si trovino», anche gli «scienziati iraniani impegnati nel progetto per la Bomba» e persino coloro che in altri Paesi sono «sospettati di collaborare con l’Iran».
3) L’Appello si sofferma con forza sulla brutalità della repressione in atto in Iran, ma non dice nulla sul fatto che questo paese è sotto la minaccia non solo di aggressione militare, ma di un’aggressione militare che è pronta ad assumere le forme più barbare: sul «Corriere della Sera» del 20 luglio 2008 un illustre storico israeliano (B. Morris) evocava tranquillamente la prospettiva di «un’azione nucleare preventiva da parte di Israele» contro l’Iran. In quale mondo vivono i firmatari dell’Appello: possibile che non abbiano letto negli stessi classici della tradizione liberale (Madison, Hamilton ecc.) che la guerra e la minaccia di guerra costituiscono il più grave ostacolo alla libertà?
Mentre non è stupefacente che a firmare (o a promuovere) l’Appello siano gli ideologi delle guerre scatenate da Washington e Tel Aviv, farebbero bene a riflettere i firmatari di diverso orientamento: l’etica della responsabilità impone a tutti di non contribuire ad alimentare il fuoco di una guerra che minaccia il popolo iraniano nel suo complesso e che, nelle intenzioni di certi suoi promotori, non deve esitare all’occorrenza a far ricorso all’arma nucleare.
lunedì 8 febbraio 2010
Due commenti sulla Cina, il Dalai Lama, gli USA e altro
di Jean Pestieau, professeur émérite de physique de l'Université catholique de Louvain, associé à l'Institut d'Etudes marxistes, Bruxelles
Cher Domenico Losurdo,
Excellent, votre article ci-dessous! Je voudrais faire un commentaire appuyant son contenu.
Durant près de 4 semaines, en octobre et novembre 2009, j'ai séjourné dans le Nord de l'Inde, notamment à Delhi et Kolkata. Tous les journaux relayaient une campagne anti-chinoise et pro-étasunienne d'une ampleur exceptionnelle.
Le premier prétexte était la guerre en Afghanistan et surtout au Pakistan avec la Chine mise au banc des accusés! Le second prétexte était la rumeur selon laquelle la Chine voulait détourner le Brahmapoutre dans l'Himalaya afin d'avoir plus d'eau sur son territoire et priver ainsi l'Inde de l'eau précieuse de l'Himalaya. Les informations suggérant que les glaciers de l'Himalaya auraient disparu dès 2035 ne faisaient qu'ajouter plus de crédit aux attaques insensées contre la Chine.
Les Etats-Unis, visiblement, excitent la polémique en coulisse. C'est, dans ces circonstances, que le Dalaï-Lama vint à la une des journaux lors des célébrations des 50 ans de sa fuite du Tibet pour rejoindre l'Inde fin octobre 1959.
Le Dalaï-Lama est présenté comme le champion de la non violence (ce qui a un écho très profond en Inde qui est sous l'influence de la théorie de la non violence de Gandhi) qui doit faire face au totalitarisme communiste chinois! En même temps ce Dalaï-Lama laisse dire que, si c'était lui qui était au poste de commande au Tibet, l'Inde continuerait à avoir l'eau de l'Himalaya.
On peut certainement dire que le Dalaï-Lama est un pion des Etats-Unis pour empêcher l'Inde et la Chine de s'unir pour le meilleur développement de la région.
Salutations amicales,
Jean Pestieau
Cher Domenico Losurdo,
J'ai lu avec beaucoup de plaisir "Fuir l'histoire" l'été dernier.
Je peux encore ajouter ceci. Depuis que le Népal est devenu une république, l'Inde a plus de difficulté à faire accepter le Népal comme son protectorat et les Etats-Unis voient leur subversion freinée dans l'Himalaya.
Le premier ministre Prachandra du Népal entre août 2008 et mai 2009 est également le leader du "Parti communiste unifié du Népal (maoïste)". Il n'a pu garder son poste de premier ministre parce qu'il voulait révoquer le chef de l'armée du Népal, un royaliste réactionnaire notoire pro-indien et pro-US, et parce qu'il voulait que le Népal améliore ses relations avec la Chine. Cela était intolérable pour les Etats-Unis et l'Inde.
C'est pourquoi la lutte de classes est à un niveau très élevé aujourd'hui au Népal. Ici aussi, les moines et autres acolytes du Dalaï-Lama, forment un bastion de subversion, avec des assises économiques fortes, plus encore qu'en Inde.
Cordialement
Jean Pestieau
Cher Domenico Losurdo,
Excellent, votre article ci-dessous! Je voudrais faire un commentaire appuyant son contenu.
Durant près de 4 semaines, en octobre et novembre 2009, j'ai séjourné dans le Nord de l'Inde, notamment à Delhi et Kolkata. Tous les journaux relayaient une campagne anti-chinoise et pro-étasunienne d'une ampleur exceptionnelle.
Le premier prétexte était la guerre en Afghanistan et surtout au Pakistan avec la Chine mise au banc des accusés! Le second prétexte était la rumeur selon laquelle la Chine voulait détourner le Brahmapoutre dans l'Himalaya afin d'avoir plus d'eau sur son territoire et priver ainsi l'Inde de l'eau précieuse de l'Himalaya. Les informations suggérant que les glaciers de l'Himalaya auraient disparu dès 2035 ne faisaient qu'ajouter plus de crédit aux attaques insensées contre la Chine.
Les Etats-Unis, visiblement, excitent la polémique en coulisse. C'est, dans ces circonstances, que le Dalaï-Lama vint à la une des journaux lors des célébrations des 50 ans de sa fuite du Tibet pour rejoindre l'Inde fin octobre 1959.
Le Dalaï-Lama est présenté comme le champion de la non violence (ce qui a un écho très profond en Inde qui est sous l'influence de la théorie de la non violence de Gandhi) qui doit faire face au totalitarisme communiste chinois! En même temps ce Dalaï-Lama laisse dire que, si c'était lui qui était au poste de commande au Tibet, l'Inde continuerait à avoir l'eau de l'Himalaya.
On peut certainement dire que le Dalaï-Lama est un pion des Etats-Unis pour empêcher l'Inde et la Chine de s'unir pour le meilleur développement de la région.
Salutations amicales,
Jean Pestieau
Cher Domenico Losurdo,
J'ai lu avec beaucoup de plaisir "Fuir l'histoire" l'été dernier.
Je peux encore ajouter ceci. Depuis que le Népal est devenu une république, l'Inde a plus de difficulté à faire accepter le Népal comme son protectorat et les Etats-Unis voient leur subversion freinée dans l'Himalaya.
Le premier ministre Prachandra du Népal entre août 2008 et mai 2009 est également le leader du "Parti communiste unifié du Népal (maoïste)". Il n'a pu garder son poste de premier ministre parce qu'il voulait révoquer le chef de l'armée du Népal, un royaliste réactionnaire notoire pro-indien et pro-US, et parce qu'il voulait que le Népal améliore ses relations avec la Chine. Cela était intolérable pour les Etats-Unis et l'Inde.
C'est pourquoi la lutte de classes est à un niveau très élevé aujourd'hui au Népal. Ici aussi, les moines et autres acolytes du Dalaï-Lama, forment un bastion de subversion, avec des assises économiques fortes, plus encore qu'en Inde.
Cordialement
Jean Pestieau
giovedì 4 febbraio 2010
Il Dalai Lama e Obama: l’incontro tra i due Premi Nobel della menzogna
di Domenico Losurdo
La notizia è ora ufficiale. Tra breve il Dalai Lama sarà ricevuto da Obama alla Casa Bianca. L’incontro tra queste due anime gemelle era inevitabile: a venti anni di distanza l’uno dall’altro (1989 e 2009) hanno ricevuto entrambi il Premio Nobel per la pace, ed entrambi hanno conseguito questo riconoscimento ad maiorem Dei gloriam, o per essere più esatti a maggior gloria della «nazione eletta» da Dio. Il 1989 era l’anno in cui gli Usa conseguivano il trionfo nella guerra fredda e si apprestavano a smembrare l’Unione Sovietica, la Jugoslavia e – così essi speravano – anche la Cina. In queste condizioni ad essere incoronato come campione della pace non poteva che essere il monaco intrigante che già da trent’anni, incoraggiato e finanziato dalla Cia, si batteva per staccare dalla Cina un quarto del suo territorio (il Grande Tibet).
Nel 2009 la situazione era cambiata in modo radicale: i dirigenti di Pechino erano riusciti ad evitare la tragedia che si voleva infliggere al loro paese; invece di essere ricacciato nei decenni terribili della Cina, oppressa, umiliata e spesso condannata in massa alla morte per inedia, della «Cina crocifissa» di cui parlano degli storici, un quinto della popolazione mondiale aveva conosciuto uno sviluppo prodigioso, mentre chiari risultavano il declino e il discredito che colpivano la superpotenza solitaria che nel 1989 aveva creduto di avere il mondo nelle sue mani...Leggi tutto
Le Dalaï Lama et Obama. La rencontre entre deux Prix Nobel du mensonge: trad. fr. di Marie-Ange Patrizio
Dalai Lama & Obama: O encontro entre dois Prémio Nobel da mentira
Su questo argomento rinviamo a un capitolo di un libro di Losurdo che sarà in libreria dal prossimo 4 marzo:
Domenico Losurdo: La non-violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, Roma-Bari 2010 [SGA].
Le Dalaï Lama et Obama. La rencontre entre deux Prix Nobel du mensonge: trad. fr. di Marie-Ange Patrizio
Dalai Lama & Obama: O encontro entre dois Prémio Nobel da mentira
Su questo argomento rinviamo a un capitolo di un libro di Losurdo che sarà in libreria dal prossimo 4 marzo:
Domenico Losurdo: La non-violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, Roma-Bari 2010 [SGA].
domenica 31 gennaio 2010
«Contro l’autofobia della sinistra»: Andreas Wehr recensisce "Fuga dalla storia?"
Flucht aus der Geschichte è l'edizione tedesca di Fuga dalla storia ed è stata pubblicata lo scorso anno da Neue Impulse Verlag. Riportiamo qui la recensione di Andreas Wehr appena uscita su "Junge Welt". La recensione è ovviamente in tedesco: speriamo di poterla rendere presto disponibile anche in italiano [SGA].
« [...] Il fatto che il libro sia per la prima volta [nell’attuale edizione ampliata] apparso in Brasile è tutt’altro che casuale. Il presidente della Società Internazionale per la filosofia dialettica, Domenico Losurdo, è lì un autore molto noto, e la sinistra latino-americana è impegnata a cercare una via per superare il capitalismo in modo molto più intenso e privo di pregiudizi di quella sinistra, ancora assai impacciata, all’opera in Europa dopo la svolta epocale. E’ arrivata l’ora che anche la sinistra europea dismetta finalmente il saio del penitente. L’ampia diffusione di questo libro può essere d’aiuto...
Gegen linken Selbsthaß
In »Flucht vor der Geschichte?« zieht der italienische Philosoph Domenico Losurdo eine vorläufige Bilanz der sozialistischen Bewegung und gibt nebenbei Anstöße für die Programmdiskussionen in der europäischen Linken
von Andreas Wehr, "Junge Welt", 28.01.2010, Ss. 10-11.
In der Zeitschrift iz3w war über die Politik der Sandinisten in Nicaragua zu lesen: »Aber Ortegas Verrat ist eine politische Tragödie für alle, die auf der ganzen Welt ihre Hoffnung auf eine partizipatorische Demokratie in Nicaragua setzten.«1 Da ist er also wieder, der Verratsvorwurf, der regelmäßig an die Stelle einer nüchternen politischen Bewertung tritt. Dieses Denken ist in der Linken noch immer nicht überwunden. Und so gilt auch Leo Trotzkis Werk »Die verratene Revolution« weiterhin als ein Schlüsselbuch zur Deutung der Geschichte der Sowjetunion.
Für den italienischen Historiker und Philosophen Domenico Losurdo gehört aber dieses Denken in Kategorien des »Verrats« überwunden...
martedì 26 gennaio 2010
Sull'ultimo numero di "Marxismo Oggi" una discussione sullo Stalin di Losurdo
Leggi il saggio di Stefano G. Azzarà: La storia del Novecento e il socialismo reale di fronte al postmodernismo storiografico (da: materialismostorico.it)
Iscriviti a:
Post (Atom)


























