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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

giovedì 9 settembre 2010

Anche in inglese l'intervento di Losurdo sulla Cina

La traduzione è di John Catalinotto - lecturer alla City University of New York e noto intellettuale marxista
statunitense - che ringraziamo [SGA].


An educational trip to China. Reflections of a philosopher
By Domenico Losurdo
© All rights reserved. Publication or reproduction without the consent of the author is forbidden.

From July 3 to July 16, 2010, I had the privilege of visiting several cities in China and seeing some of the social realities there. (I didn't see all of China, only four cities.) Invited by the Chinese Communist Party, I was part of a delegation that also included representatives of the Communist parties of Portugal, Greece and France and the German Left Party. From Italy, in addition to me, were Vladimiro Giacché and Francesco Maringiò. The text that follows is neither diary nor narrative; it consists of reflections stimulated by an extraordinary experience...

martedì 7 settembre 2010

La superiorità morale di Gheddafi rispetto a Fini

Sia pure con ritardo, il presidente della Camera si è accorto del carattere «ducesco» del presidente del Consiglio ma naturalmente, al fine di rimuovere il più possibile il suo passato, ha preferito far ricorso ad un linguaggio diverso da quello qui da me utilizzato. Su un punto, però, la continuità con il passato è emersa più nitida che mai: mi riferisco al rifiuto di Fini di fare i conti con le infamie del colonialismo e alla sua permanente pretesa di ergersi a campione dell’Occidente contro i «barbari». E’ un atteggiamento ben funzionale alla preparazione della guerra contro l’Iran e alla campagna in corso perché Abu Mazen finisca col subire pienamente il protettorato coloniale (camuffato da «pace») che Netanyahu, con l’appoggio di Obama e anche dei nostri Fini e Berlusconi, vuole imporre al popolo palestinese.
A conferma di tutto ciò riporto una pagina del mio libro Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana, pubblicato da Laterza nel 2007 [DL]

[...] Chi assume posizione netta contro la politica di Israele è facilmente sospettato di antisemitismo; ma perché far valere a senso unico questa ermeneutica del sospetto? Si prenda, per quanto riguarda l’Italia, un politico di primo piano quale Gianfranco Fini. La sua marcia di avvicinamento allo «Stato ebraico» è iniziata diversi anni fa allorché di Mussolini ha ritenuto opportuno criticare soltanto la legislazione antisemita: «Fino al 1938, cioè fino a un minuto prima della firma delle leggi razziali [antisemite], io credo che sia molto difficile giudicare il fascismo in modo complessivamente negativo». E le leggi razziali a danno degli «indigeni» (arabi e neri) nell’impero coloniale fascista? E i massacri in Etiopia? E l’impiego massiccio di iprite e gas asfissianti, i campi di concentramento? Come si vede, del fascismo è criticato solo l’antisemitismo, mentre non c’è alcuna presa di distanza dall’espansionismo e dal razzismo coloniale. Si potrebbe pensare che dichiarazioni sopra riportate rinviino ad una fase intermedia dell’evoluzione di Fini. Non è così. Eccolo nel 2004, già vice premier, lanciarsi in una celebrazione acritica della conquista e dell’occupazione della Libia, dove «gli italiani hanno portato, insieme alle strade e al lavoro, anche quei valori, quella civiltà, quel diritto che rappresenta un faro per l’intera cultura, non soltanto per la cultura occidentale». Disgraziatamente, non si è sollevata alcuna ondata di protesta a ricordare che la vicenda decantata dall’illustre uomo politico è contrassegnata da massacri su larga scala e ha visto affacciarsi, persino in «ufficiali distinti e di animo generoso», la tentazione della «soluzione finale».
Il fatto è che l’eminente uomo politico con un passato fascista alle spalle è tutt’altro che isolato nel suo atteggiamento. Vediamo in che modo argomenta un famoso scrittore. Nel denunciare le manifestazioni filo-palestinesi e anti-israeliane, Alberto Arbasino mette in guardia contro «questo antisemitismo viscerale che scoppia e dilaga all’improvviso». Per quanto riguarda invece le «spedizioni» italiane «in Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia», si può stare tranquilli: a torto, ci siamo «addossati, in quanto italiani, tante grosse colpe». Come si vede, la stessa personalità che condanna in quanto antisemite le manifestazioni a favore del popolo palestinese, non ha difficoltà a riabilitare l’intera tradizione coloniale italiana, da Giolitti a Mussolini. Alcune domande s’impongono: l’elemento prevalente in questo atteggiamento è la rottura con l’antisemitismo o piuttosto la continuità col razzismo coloniale? Chi s’identifica con la marcia a mano armata dei coloni italiani in Libia o in Etiopia difficilmente può sollevare obiezioni nei confronti del processo di colonizzazione ed espropriazione delle terre palestinesi. […] A questo punto conviene vedere in che modo un leader arabo (Gheddafi) ha risposto a Fini: «Ora è diventato antifascista, e questa è una cosa giusta. So che ha anche chiesto scusa agli ebrei, per quello che è stato fatto dai fascisti italiani agli ebrei. Se facesse la stessa cosa anche verso i libici, chiedendo scusa ai libici, in questo caso potrebbe essere elogiato».

lunedì 6 settembre 2010

Domande e risposte sulla Cina e su Mao

Gentile e caro professore, abbiamo letto con attenzione e piacere i suoi scritti sul viaggio in Cina e stiamo ancora discutendo sul suo “Destra e sinistra” e ci permettiamo di chiederle qualche chiarimento in merito ai gruppi dirigenti e, quindi, alla necessità di nuovi. Lei pensa che il maoismo sia un ciclo chiuso? Non era Mao a dire che avremo bisogno di mille rivoluzioni culturali? E’ superata la visione di Deng Siao Ping che affermava che il gatto sia rosso o nero, basta che prenda i topi? In un altro passo lei dice che intorno al 2050potremo assistere al superamento da parte della Cina degli Usa dal punto di vista dei beni di consumo. Una prospettiva del genere pone però, immediatamente, il problema dell’ambiente e dell’accaparramento delle risorse energetiche e delle materia prime.
In “Stella rossa sulla Cina”, anni anni fa Edgar Snow rivolge a Mao una domanda precisa, perché la Cina rossa non crea con gli stati dell’Unione Sovietica, gli stati sovietici. La risposta di Mao fu che non appariva possibile finché i popoli dell'uno e dell’altro stato non fossero stati d’accordo e unitari nell’avviare questo processo
Questo modo concreto rifiuta la maniera utopica e idealistica di affrontare i problemi. Questa costante deve essere tenuta sempre presente e pensiamo che rappresenti una critica indiretta al troskismo sulla sottovalutazione della questione nazionale. Basti pensare alle critiche che furono rivolte da molti alla Russia staliniana contro lo slogan della grande guerra patriottica che invece riteniamo intuizione geniale che riuscì a cementare i grandi popoli dell’Urss in difesa del socialismo.
Giorgio Lindi - Sergio Angeloni - Massimo Gianfranceschi - Giulia Severi - Elena Vatteroni - Marry Rasetto - Letizia Lindi - Iacopo Simi - Arianna Ussi - Ferdinando Giannarelli - Daniele Maffione - Romeo Buffoni

Cari compagni e amici,
cerco di rispondere sinteticamente ai problemi enormi che sollevate, rinviando per l’eventuale approfondimento ad altri miei testi:
1) Non si può ridurre l’eredità di Mao, che ha diretto la Cina per tre decenni, agli anni della Rivoluzione culturale. Comunque, anche in quegli anni il Partito Comunista Cinese ha tenuto presente il problema dello sviluppo delle forze produttive e si è impegnato a inseguire e raggiungere i paesi più avanzati: è un punto che la sinistra occidentale ha sempre ignorato (si veda in questo blog il mio saggio «Come nacque e come morì il marxismo occidentale»).
2) Ma il problema dello sviluppo delle forze produttive non si può risolvere solo facendo appello all’entusiasmo politico di massa. Questo entusiasmo non può essere di durata infinita. E, dunque, soprattutto in un paese del Terzo Mondo occorre saper introdurre la tecnologia e il management più avanzati: ciò comporta un compromesso con le forze capitaliste, ma queste possono essere tenute sotto controllo: E’ necessario altresì il ricorso agli incentivi materiali e a un’adeguata organizzazione del lavoro, facendo valere sul serio il principio socialista della retribuzione secondo il lavoro realmente erogato. C’è un problema di efficienza anche per un paese che intende avanzare sulla via del socialismo: è questo il significato dello slogan di Deng Xiaoping, così spesso frainteso e vilipeso.
3) Lo sviluppo della Cina comprometterà l’equilibrio ecologico del pianeta? In realtà, non pochi osservatori hanno messo in evidenza che in Cina la principale fonte di inquinamento è l’agricoltura (e la zootecnia). Se poi pensiamo ai paesi più arretrati del Terzo Mondo, dove è la legna sottratta alla campagna e ai boschi ad alimentare il fuoco destinato a cuocere gli alimenti e a riscaldare l’ambiente, ci rendiamo conto del contributo essenziale fornito dal sottosviluppo alla crisi ecologica. Ad alleviare e risolvere questa crisi può contribuire lo sviluppo della tecnologia verde, un settore in cui la Cina è all’avanguardia (rinvio a tale proposito al cap. VIII, § 6 del mio libro sulla non-violenza).
4) Infine. Siamo d’accordo che la causa dell’universalismo e dell’internazionalismo è avanzata concretamente nel Novecento attraverso le lotte di liberazione nazionale e anticoloniale. Di questo esaltante capitolo di storia i due momenti epici per eccellenza sono stati in Europa la battaglia di Stalingrado (e la Grande guerra patriottica) e in Asia la Lunga Marcia (e la Guerra di resistenza contro l’aggressione giapponese): a tale proposito rinvio ovviamente al mio libro su Stalin.
Domenico Losurdo

Una recensione a Die Deutschen sui "Marxistische Blätter"

Wie hälst du`s mit der Nation?
di Sabine Kebir, "Marxistische Blätter" 4/10

Domenico Losurdo: Die Deutschen. Sonderweg eines unverbesserlichen Volkes? Mit einem Vorwort von Andreas Wehr, Kai Homilius Verlag, Berlin 2010, 110 Seiten, 7,50 Euro

Der „deutsche Sonderweg“ ist wohl der bedeutendste Topos der Selbstkritik, den eine Mehrheit der Deutschen heute teilt. Bürgerliche Kreise verstehen darunter vor allem, dass Deutschland Ort der Entwicklung des meist rassistischen – vor allem antisemitischen – Denkens gewesen ist, das schließlich zum Holocaust führte. Linke verbinden mit dem deutschen Sonderweg zudem noch die Vorstellung, dass der extreme Rassismus auf die starken antidemokratischen Traditionen Deutschlands zurückzuführen ist. Beides hat zur Einengung des Nationsbegriffs auf deutsche Ethnizität geführt, was bis heute in Teilen des Staatsbürgerrechts wirksam ist. Dies und der im Holocaust gipfelnde Rassismus ist der Grund, weshalb sich in Deutschland auch Linke vom Nationenbegriff distanzieren und schnell relativ unkritische Positionen gegenüber der Globalisierung und der konkreten Entwicklung der Europäischen Union einnehmen. Dabei gibt es kaum ein Land der Welt, in dem sich, trotz aller Globalisierungstendenzen, die Menschen geschlossen oder in verschiedene Gruppen geteilt, nicht durchaus einer Nation zugehörig fühlen...

venerdì 3 settembre 2010

Stato ed economia privata: un articolo del New York Times sulla Cina

Su segnalazione di Vladimiro Giacchè, che ringraziamo, rinviamo a questo articolo uscito sul NYT il 29 agosto [SGA].

China Fortifies State Businesses to Fuel Growth
New York Times, Sunday, 29 Aug 2010
By: Michael Wines
 
During its decades of rapid growth, China thrived by allowing once-suppressed private entrepreneurs to prosper, often at the expense of the old, inefficient state sector of the economy.
Now, whether in the coal-rich regions of Shanxi Province, the steel mills of the northern industrial heartland, or the airlines flying overhead, it is often China’s state-run companies that are on the march...

Riflessioni sulla storia dell'Urss

Riceviamo queste considerazioni dal compagno Marcello Grassi - fino al 2004 professore di Medicina interna alla Sapienza e iscritto per 40 anni al PCI - e volentieri le pubblichiamo [SGA].

La storia dell’Urss e la storiografia contemporanea

di Marcello Grassi

A proposito di storia sovietica importanti contributi sono venuti dai seguenti storici anglosassoni, docenti di prestigiose università, che hanno attinto alle fonti documentarie, accessibili dopo la perestroika e il crollo dell’URSS...
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lunedì 30 agosto 2010

In Belgio un'intervista (in olandese) a Domenico Losurdo

Cher professeur Losurdo!

Voici l'interview que vous m'avez accordé fin décembre 2009 chez vous à Colbordolo. Je viens de le publier (en néerlandais).
Le texte trouve un grand écho dans la gauche flamande: des centaines de lecteurs en peu de jours (selon les statistiques). On en parle beaucoup et on partage le lien sur "facebook". La plupart des commentaires sont enthousiastes.
C'était le bon moment pour la publication, puisque vous participez à l'évènement "Manifiesta" en Belgique fin septembre: on connait votre nom de l'affiche de Manifietsa, donc la curiosité est grande.
Merci encore pour la très belle conversation et l'acceuil chaleureux!
Salutations cordiales,
Marc-Antoon De Schryver

da www.dewereldmorgen.be

Cina e Israele: riceviamo e pubblichiamo

Volentieri pubblichiamo questa e-mail del lettore Gianni Scotto [SGA].

Caro Prof. Losurdo,

le mie congratulazioni, non solo e non tanto per la completezza e la chiarezza della sua risposta (non sono il miglior giudice), peraltro tali da soddisfare abbondandantemente i miei interrogativi (e da permettermi di pormene altri su basi migliorate). Quello che invece sono in grado di apprezzare appieno è l'importanza che lei attribuisce ad una richiesta evidentemente alquanto grezza. Ha trovato il tempo, e anche rapidamente, per dare rilievo a dubbi che mi pare di poter collocare nella media di una popolazione di sinistra in cerca di radici, e refrattaria alle narcotiche e variopinte ricompense oggi abbondantemente offerte a chi si unisce al coro nelle messe funebri per il comunismo.
Speriamo che questa popolazione non sia troppo immaginaria; il dubbio sorge anche per la scarsità di interventi "di base" in blog come il suo. Spero di leggere altri contributi, da parte di chi non trova risposte e si trova in profondo disagio nel mercato della sinistra italiana attuale.
Gianni Scotto

sabato 28 agosto 2010

La Cina e Israele. Una lettera

Egregio Prof. Losurdo,
mi chiamo Gianni Scotto, vivo e lavoro a Genova. Da circa due anni consulto il suo sito web, e pochi altri, se voglio conoscere sinteticamente punti di vista geopolitici seri, di ispirazione comunista e pertanto estremamente impopolari.
Sulla Palestina, e soprattutto sulla Cina, fonti di questo tipo (non specialistiche) non sono certo né numerose né note alla maggioranza degli utenti di internet, e a maggior ragione al "grande pubblico", magari genericamente di sinistra.
Suppongo che la notizia accessibile al link riportato sotto possa essere oggetto della sua attenzione. Non è improbabile che ne sia già al corrente, ma sarebbe interessante conoscere la sua opinione in merito. Ho letto ciò che lei pensa di Israele e, da pochi giorni, il resoconto del suo viaggio in Cina, e quello di Vladimiro Giacché. L'urto fra quegli articoli e questa apologia cinese del sionismo, per me, è stato forte.
Più che una risposta personale a me, credo che sarebbe utile una sua valutazione pubblica.
Nel caso, se lo ritiene opportuno, può citare la mia segnalazione.
Cordiali saluti, Gianni Scotto

Prima di entrare nel merito dei problemi sollevati da questa lettera, conviene chiarire un punto, che dovrebbe ormai essere acquisito per chi si riconosce nella storia del movimento comunista: la politica estera di un paese che si richiama al socialismo non è in alcun modo vincolante per le forze rivoluzionarie che sono all’opposizione in altri paesi; d’altro canto, queste darebbero prova di infantilismo se pretendessero di dettare la politica estera dei partiti comunisti che hanno conquistato il potere...

In spagnolo e portoghese le riflessioni di Losurdo al ritorno dalla Cina

Un viaje instructivo a China. Reflexiones de un filósofo
Traducción: Pável Blanco Cabrera - Revisado por La Haine http://www.lahaine.org/

Uma viagem instrutiva à China. Reflexões de um filósofo
Tradução de Margarida Ferreira da http://www.odiario.info/

domenica 22 agosto 2010

Hegel e la difesa dello Stato sociale

Un articolo di Sabine Kebir per "der Freitag" del 19 agosto, nel quale l'autrice si richiama a Hegel e la libertà dei moderni (Editori Riuniti) [SGA].

In francese e portoghese la recensione di Hans-Martin Lohmann sul Nietzsche di Losurdo

Eau de vie et Christianisme
Traduit de la version italienne par Marie-Ange Patrizio

Aguardente e cristianismo

domenica 15 agosto 2010

Manovre pericolose degli Stati Uniti nel Mar Giallo

da People's Daily on line
PLA General:US engaging in gunboat diplomacy

The United States will dispatch the aircraft carrier USS George Washington to the waters west of South Korea (the Yellow Sea) to participate in a series of U.S.-South Korean joint military drills, a spokesperson for the United States Department of Defense recently announced during a press conference. This is a 180-degree turn from the statements made by an official from the Pentagon in mid-July.

The Chinese government has reiterated that it firmly opposes the activities of foreign naval ships in the Yellow Sea and other offshore areas of China that affect China's security interests and urged relevant sides to pay serious attention to China's concerns and stance...
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sabato 24 luglio 2010

Un istruttivo viaggio in Cina. Riflessioni di un filosofo

Il testo può essere liberamente riprodotto indicando però la fonte www.domenicolosurdo.it. Se viene tradotto in una lingua straniera fateci dare un'occhiata prima di pubblicarlo.
Segnaliamo un refuso nel testo: il volume dei Selected Works di Deng Xiaoping al quale si fa riferimento è il 2 e non il 3, come erroneamente indicato [SGA].

di Domenico Losurdo

Un voyage instructif en Chine
Réflexions d’un philosophe
(Traduit de l’italien par Marie-Ange Patrizio)

Dal 3 al 16 luglio ho avuto il privilegio di visitare alcune città e realtà della Cina, nell’ambito di una delegazione invitata dal Partito comunista cinese, della quale facevano parte altresì esponenti dei partiti comunisti del Portogallo, della Grecia e della Francia e della Linke tedesca; per l’Italia, oltre al sottoscritto, hanno partecipato al viaggio Vladimiro Giacché e Francesco Maringiò. Il testo che segue non è un diario o una cronaca; si tratta di riflessioni stimolate da un’esperienza straordinaria.

1. La prima cosa che colpisce nel corso del colloquio con gli esponenti del Partito comunista cinese e con i dirigenti delle fabbriche, delle scuole e dei quartieri visitati è l’accento autocritico, anzi la passione autocritica di cui danno prova i nostri interlocutori. Su questo punto, netta è la rottura con la tradizione del socialismo reale. I comunisti cinesi non si stancano di sottolineare che lungo è il cammino da percorrere e numerosi e giganteschi sono i problemi da risolvere e le sfide da affrontare, e che comunque il loro paese è ancora parte integrante del Terzo Mondo.

Per la verità, nel corso del nostro viaggio il Terzo Mondo non l’abbiamo mai incontrato...

Una recensione alla Non-violenza

di Boris Bellone, su "L'antifascista", rivista dell'ANNPIA di Torino

I movimenti pacifisti che predicano la non-violenza, nascono ufficialmente negli Stati Uniti all'inizio dell'800, proprio mentre era in corso la guerra d'indipendenza dalla Gran Bretagna. Losurdo riesce ad immergerci nella Storia e nei grandi cambiamenti dovuti alle Rivoluzioni e alle guerre. Cambiamenti violenti che promettono sempre la fine della violenza. E la speranza della fine delle guerre coinvolge lo stesso Kant che nel 1795 pubblica il saggio "Per la pace perpetua"...

sabato 3 luglio 2010

Su "Die Zeit" una recensione entusiastica del Nietzsche di Domenico Losurdo

Acquavite e Cristianesimo
Questo studio stabilisce un nuovo parametro di riferimento
di Hans Martin Lohmann, "Die Zeit", 1. Juli  2010

Per il poeta Gottfried Benn Nietzsche era "il più grande fenomeno carismatico della storia spirituale". Ma il "fenomeno" Nietzsche non si esaurisce nell'immenso fascino delle sue opere ma si mostra soprattutto nel suo saper provocare, come nessun altro autore, le reazioni più diverse e più controverse...

lunedì 21 giugno 2010

28 giugno-2 luglio: il seminario di Domenico Losurdo all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Via Monte di Dio 14 - Palazzo Serra di Cassano - 80132 Napoli
tel.: 081.7642652 · fax: 081.7642654 · mail: info@iisf.it

28 giugno – 2 luglio 2010
Domenico Losurdo (Università di Urbino):
CRISI STORICHE E BILANCI FILOSOFICI
DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE ALLE CATASTROFI DEL NOVECENTO

Lunedì 28, ore 17.00: I filosofi e le due guerre mondiali.
Martedì 29, ore 17.00: Genealogia della violenza.
Mercoledì 30, ore 17.00: Genealogia della violenza e longue durée.
Giovedì 1, ore 17.00: Il «virus» rivoluzionario dal 1789 al 1917.
Venerdì 2, ore 15.30: Grandi crisi storiche e esplosioni di violenza.

venerdì 18 giugno 2010

Domenico Losurdo al Resistance Festival 2010 di Atene parla del linguaggio dell'Impero e della questione palestinese

E' il festival della gioventù internazionalista organizzato dai giovani del KOE (Communist Organisation of Greece - http://www.koel.gr/). In Grecia è appena uscita la traduzione de Il linguaggio dell'Impero [SGA].

Greece remains in the epicenter of the crisis and of the social resistances that break out all over Europe. The Resistance Festival, for the third consecutive year, gives its space to the international movements of the working people and of the youth. From Friday 18 to Sunday 20 June 2010, the Resistance Festival will become again an important tribune for the coordination and the unity of the struggles – in order that our voices will be better heard, and our resistance becomes even more effective.




mercoledì 16 giugno 2010

Un capitolo di grande attualità da Die Deutschen: La sinistra e la nazione

da: Die Deutschen. Sonderweg eines unverbesserlichen Volkes?, Homilius, Berlin, 2010


1. Dialettica della rivoluzione e questione nazionale

Ma non è "di destra" e comunque "antimarxista" insistere sul ruolo della questione nazionale e agitare persino la bandiera della nazione? Nono pochi a sinistra argomentano in questo modo. Bisognerebbe ricordare loro, però, che Marx ed Engels hanno sostenuto con forza i movimenti di liberazione del popolo irlandese e di quello polacco e hanno seguito con simpatia il processo di unità nazionale in Germania e in Italia. C'è una polemica istruttiva, a questo proposito: Marx bolla come "cinismo da cretini" il disprezzo che Proudhon riserva al movimento polacco impegnato nella lotta per l'indipendenza nazionale (MEW, 16, 31). Va aggiunto che in Lenin, Mao, Ho Chi Minh, Castro la categoria di nazione gioca un ruolo centrale...
Leggi tutto (in tedesco)

Una nuova recensione per Nietzsche der aristokratische Rebell

Recensione dDi Wolfgang Jordan, Fachbuch Journal, 2/2010, pp. 56-7.


lunedì 14 giugno 2010

Idealismo e materialismo nel pensiero di Hegel e di Marx

La relazione di Domenico Losurdo al convegno internazionale "Il pensiero di Hegel nell'età della globalizzazione", Università di urbino, 3-5 giugno 2010.
Si tratta di un intervento molto importante. Losurdo fornisce qui un contributo originale alla ricostruzione della teoria marxista ridefinendo i concetti di materialismo e materialismo storico alla luce dell'ontologia dell'essere sociale e precisando su questa base il rapporto tra Hegel e Marx [SGA].

Parte prima



Parte seconda

lunedì 31 maggio 2010

Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce

Cronache dell'Impero 3: Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce
di Domenico Losurdo

Le nouveau crime d’Israël indigne mais n’étonne pas
In francese su VoltaireNet. Traduction Marie-Ange Patrizio


Il crimine consumato da Israele in acque internazionali a danno dei pacifisti impegnati a portare soccorso ai prigionieri rinchiusi in quell’immenso campo di concentramento che ormai è Gaza può e deve indignare, ma non può stupire: da un pezzo il governo di Tel Aviv si mostra deciso a colpire col terrore non solo le vittime dirette del suo espansionismo coloniale, ma anche coloro che osano esprimere solidarietà con le vittime e in un modo o nell’altro intralciano la terribile macchina da guerra e di oppressione cui i carnefici fanno ricorso...

La non-violenza è già alla seconda edizione. Di nuovo on line l'intervista a Domenico Losurdo

Uscito solo pochi mesi fa, La Non-violenza ha già esaurito la prima edizione ed è stato ristampato. Questo nonostante il sostanziale oscuramento da parte della stampa nazionale e in particolar modo del circuito dei media di sinistra. Ringraziamo i lettori e continuiamo con il nostro lavoro di informazione.
Proprio per questo, ripubblichiamo l'intervista rilasciata da Losurdo a Emiliano Alessandroni: ci sono stati segnalati dei problemi tecnici che adesso dovrebbero essere superati [SGA].







mercoledì 26 maggio 2010

Firenze, 29 maggio: Losurdo e Vattimo discutono con Ali Fayyad della questione mediorientale

I promotori dell'appello "Fermiamo l'aggressione all'Iran!" hanno organizzato per sabato prossimo a Firenze un importantissimo dibattito con Ali Fayyad, "ministro degli esteri" di Hezbollah e grande esperto delle problematiche dell'area geopolitica mediorientale. All'iniziativa parteciperanno anche Domenico Losurdo e Gianni Vattimo [SGA].




Chi è Ali Fayyad?
47 anni. Noto studioso di islamistica, insegna Sociologia politica all’Università libanese di Beirut. Candidato nella lista “Blocco della resistenza e dello sviluppo” nelle elezioni del giugno 2009 viene eletto nel Parlamento libanese. Tra i fondatori di Hezbollah nel 1982, ne diventa uno dei più alti esponenti, essendo presidente del suo Comitato Esecutivo. Portavoce di Hezbollah durante la guerra del luglio 2006, è considerato uno dei suoi più qualificati strateghi. Fondatore e presidente del “Consultative Center for Studies and Documentation” di Beirut.
Promotore del “Beirut International Forum for Resistences, Anti-Imperialism, Peoples’ Solidarity, and Alternatives”

Domenico Losurdo in Germania per l'edizione tedesca della Controstoria del liberalismo


Dal Brasile la cronaca della conferenza di Domenico Losurdo a Marilia


La crisi economica modifica la geopolitica
di Ramon Barbosa Franco, "Journal da Manha", 5 maggio 2010, p. 3
Marilia ha ospitato uno dei più famosi pensatori contemporanei: il filosofo italiano Domenico Losurdo. E non è stata la prima volta che il più importante studioso marxista dei nostri giorni è stato in visita in questa città...
Leggi tutto (in portoghese)

giovedì 13 maggio 2010

Una risposta a Umberto Ruggiero su Katyn

Gentile professore Losurdo la disturbo per un chiarimento sulla questione in oggetto. Essendo comunista, da tempo sono interessato allo studio della leggenda nera e dei suoi misfatti ( presunti) con l'obiettivo principale di chiarirmi le idee io stesso innanzitutto e, nel caso sia possibile ovviamente, difendere la figura e l'opera di Stalin e più in generale del regime politico instauratosi in URSS negli anni 30-50. Approfondendo l'argomento in oggetto, ho scoperto un articolo pubblicato sulla rivista Teoria & Prassi che ho trovato molto soddisfacente. Poi però ho scoperto, leggendo il suo libro " Stalin, critica di una leggenda nera"che lei dà per assodata la responsabilità dei sovietici arrivando a dire addirittura che Stalin stesso ammise la sua responsabilità dicendo di essersi pentito ecc.ecc. Io non conosco le sue fonti ma la fonte citata da Teoria & Prassi e le sue argomentazioni non le considera importanti? gradirei un suo commento.
Ringraziandola anticipatamente per il tempo che potrà dedicare alla mia questione la saluto
Umberto Ruggiero

Caro Ruggiero,
pur di notevole interesse, il saggio riportato in «Teoria e prassi» non mi sembra in grado di mettere in crisi la tesi oggi sottoscritta anche da Putin. Sì, il saggio rinvia a un brano del diario di Goebbels che in effetti può suggerire l’ipotesi della messa in scena nazista. Letto però per intero, senza il salto segnalato nel saggio di Ella Rule con tre puntini, il brano suona in modo sensibilmente diverso: «Sfortunatamente, munizioni tedesche sono state trovate nelle fosse di Katyn. Dev’essere ancora chiarito in che modo vi sono giunte. O si tratta di munizioni vendute ai sovietici ai tempi della buona intesa [russo-sovietica], oppure sono stati gli stessi sovietici a gettare lì le munizioni. In ogni caso, è essenziale che questa circostanza rimanga segretissima. Se essa dovesse venire a conoscenza del nemico, l’intero affare di Katyn verrebbe a cadere».
Anche in altri brani del diario (9 e 14 aprile 1943) Goebbels convalida, e in modo ancora più netto, la tesi oggi corrente. In teoria, il diario dovrebbe essere di uso privato…
Con un cordiale saluto
Domenico Losurdo

Martedì 18 maggio presentazione del libro sulla non-violenza a Perugia

martedì 4 maggio 2010

La non-violenza: un'intervista

Intervista realizzata da Emiliano Alessandroni il 2 aprile 2010. Da materialismostorico.it [SGA].

mercoledì 28 aprile 2010

Anche in Brasile esce Il linguaggio dell'Impero

Domenico Losurdo presenterà il libro a maggio, in una serie di appuntamenti in diverse città del Brasile [SGA].

La copertina dell'edizione brasiliana de Il linguaggio dell'Impero


Il programma di presentazioni de Il linguaggio dell'Impero in Brasile

Il linguaggio dell'Impero pubblicato in Grecia

La copertina dell'edizione greca de Il linguaggio dell'Impero

Pubblicata in Germania la Controstoria del liberalismo

La Controstoria del liberalismo, che in Italia è giunta alla quarta edizione e che è già apparsa in Brasile e Spagna, viene pubblicata in questi giorni anche in Germania, con la traduzione di Hermann Kopp). Pubblichiamo l'anticipazione su "Junge Welt" [SGA].

Domenico Losurdo, Freiheit als Privileg. Eine Gegengeschichte des Liberalismus, Papyrossa 2010

Dem Liberalismus sei Freiheit, so heißt es, der höchste Wert. Es fragt sich indes: Welche und wessen Freiheit? Historisch hat sich für den Liberalismus und seine Theoretiker die Freiheit der Privilegierten gut vertragen mit der Unfreiheit und Unterdrückung der subalternen »Rassen«, Völker und Gesellschaftsklassen. Um diese These zu belegen, widmet sich Domenico Losurdo sowohl den bekannten liberalen Vordenkern wie John Locke oder Alexis de Tocqueville als auch weniger bekannten Autoren aus dieser Denkschule. Zugleich bezieht er stets die konkreten sozialpolitischen Verhältnisse der liberalen Gesellschaften Europas und der USA in seine Darstellung ein. So entsteht ein neues Bild jener politischen Tradition, die einerseits zum ersten Mal in der Geschichte die Einschränkung staatlicher Macht einfordert, dies andererseits aber nur für einen engen Kreis Privilegierter gelten lässt. Indem er dessen problematische und beunruhigende Aspekte aufzeigt, schreibt Losurdo die Geschichte des Li15beralismus als unkonventionelle »Gegengeschichte«.01Domenico Losurdo, Prof. Dr. phil., geb 1941. Lehrt Philosophie an der Universität Urbino.
 
Eine Zwillingsgeburt, "Junge Welt", 20 April 2010 Nr. 91


















Se il pdf non risulta leggibile fare clic qua (ringraziamo Horst Mueller per averci fornito questa ulteriore versione dell'intervento di Losurdo - SGA)


A proposito di Katyn

La Katyn soviétique et la "Katyn" états-unienne et sud-coréenne
Par Domenico Losurdo

mercoledì 21 aprile 2010

140 anni dalla nascita di Lenin

Il 22 aprile ricorre il 140° anniversario della nascita di Lenin. E’ merito del quotidiano tedesco «Junge Welt» di richiamare l’attenzione in modo solenne su questa data: io stesso vi contribuisco con un articolo riprodotto in questo mio blog. Ma, poiché l’ideologia dominante (anche a «sinistra») ama contrapporre Gandhi campione della non-violenza a Lenin votato al culto della violenza, sottopongo qui all’attenzione del lettore due paginette del mio ultimo libro, che dimostrano come le cose stiano in modo radicalmente diverso. In occasione del primo conflitto mondiale Gandhi si vanta di essere il «reclutatore capo» al servizio dell’esercito britannico e celebra le virtù della vita militare. Qual è invece l’atteggiamento assunto dal grande rivoluzionario russo? [D.L.]

Das sind doch keine Kriege. Lenin, die »zivilisatorischen« Missionen des Westens und die »Herrenvolk democracy«
Domenico Losurdo, "Junge Welt", 22 April 2010

Versione francese: Lénine et Gandhi, da lafauteadiderot.net

Da La non-violenza. Una storia fuori dal mito:
Allo scoppio della guerra, pur partendo da posizioni assai diverse, Lenin rende omaggio agli ambienti del «pacifismo inglese» e in particolare a E. D. Morel, un «borghese eccezionalmente onesto e coraggioso», membro dell’Associazione contro la coscrizione e autore di un saggio che smaschera la «democratica» ideologia della guerra agitata dal governo britannico. In questo momento, al pacifismo il dirigente bolscevico risulta ben più vicino di Gandhi, collocato su posizioni antitetiche...

domenica 18 aprile 2010

La cronaca della presentazione della Non-violenza a Urbino e un'intervista a Losurdo

Losurdo: “Non-violenza rischia di essere manipolazione”
"Il Ducato", Silvia Saccomanno, 13. apr, 2010

URBINO – Sulla diffusione della non-violenza secondo Losurdo “è normale che dopo l’esperienza terribile di due guerre mondiali questo ideale ha acquisito forza sia a livello generale che, nello specifico, tra i giovani”. Quello a cui bisogna stare attenti, però, secondo il filosofo, è “il rischio di trasformare [...]
Leggi tutto, ascolta la presentazione e l'intervista

Sul "Giornale di Brescia" una nuova recensione della Non-violenza

Losurdo indaga il «lato oscuro» della non violenza

Svestire dall'aura di sacralità la non-violenza - e con essa il movimento non violento - per sottoporla ad un'analisi storica. Comprenderla nel suo sviluppo storico così da evitare la sua riduzione ad ideologia capace persino di giustificare le aggressioni militari. Sono questi i compiti che si è assunto Domenico Losurdo, saggista e docente di Storia della filosofia all'Università di Urbino, nel suo ultimo lavoro «La non violenza. Una storia fuori dal mito». La sua analisi parte dalle origini nord-americane del movimento non violento - il primo manifesto del 1818 è della cristiana American Peace Society - fino alle odierne «rivoluzioni colorate», passando da Tolstoj, Gandhi, Martin Luther King e il Dalai Lama. Costante è il confronto con il movimento antimilitarista e anticolonialista socialista e con le posizioni di teologi cristiani come Niebuhr e Bonhoeffer...
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giovedì 15 aprile 2010

Gianni Vattimo recensisce su "La Stampa" il libro di Losurdo sulla non-violenza

Un articolo sul libro di Losurdo è uscito anche su "Notizie Radicali", a firma di Valter Vecellio. L'articolo non è in realtà una recensione ma una rassegna dell'indice dei nomi citati nel libro, con l'intento di denunciare l'assenza, nella contro-storia di Losurdo, di Marco Pannella e di altri esponenti del Partito Radicale. Insomma, ai radicali non interessa tanto entrare nel merito del concetto di non-violenza e della sua storia quanto rivendicare di essere stati, nel nostro paese, i primi campioni di questa tendenza. Sbagliano però a lamentarsi di questa presunta trascuratezza. Nel suo libro Losurdo denuncia infatti la trasformazione graduale e tutta politica dell'ideale della non-violenza in una vera e propria "ideologia della guerra". E' difficile capire a chi - tra gli altri - si riferisce? A seguire gli articoli apparsi su "Il Resto del Carlino" e "Il Messaggero" per la presentazione del libri di Losurdo a Urbino [SGA].

L’anima violenta della non violenza
Quale pacifismo? Teorie e pratiche, dalla kantiana pace perpetua a Gandhi e Luther King, in un saggio di Losurdo
Gianni Vattimo, La Stampa - TuttoLibri, 10 aprile 2010

Se il tratto specifico del pensiero critico è la messa in discussione delle mitologie che condizionano le opinioni correnti, i libri recenti di Domenico Losurdo sono certamente un ottimo esempio di questo tipo di pensiero. Losurdo, che è professore di filosofia all'università di Urbino, ha pubblicato nel 2008 per Carocci un illuminante libro sulla «leggenda nera» di Stalin decostruendo con larghissima informazione storica gran parte degli elementi che hanno dominato la nostra storiografia sul periodo staliniano e sulla figura di Stalin. E proponendo la tesi (ragionevole) che Stalin per gran parte della sua vita di statista - che comprende gli anni della lotta decisiva contro il nazismo, della quale l'Occidente deve essergli grato - praticò la violenza in modi non molto diversi, eticamente, da quelli propri degli altri stati della sua epoca.
Ora Losurdo, in un nuovo saggio per Laterza, si dedica alla decostruzione – mai pregiudizialmente ostile ma anzi piena di autentica simpatia per il nocciolo essenziale – della non violenza. Per far questo fornisce una storia dettagliata delle teorie e pratiche pacifiste e non violente, a cominciare dalle origini nella idea kantiana della pace perpetua, e dai primi movimenti pacifista sorti nel Nordamerica ottocentesco intriso di fondamentalismo biblico, della eredità puritana e degli ideali della rivoluzione anti-inglese del 1776...

“La non-violenza” di Domenico Losurdo, e la cancellazione dei radicali
di Valter Vecellio, Notizie Radicali, lunedì 12 aprile 2010

E’ uscito da pochi giorni un libro, che chi scrive ha acquistato con una certa curiosità, che poi si è trasformata via via, in disappunto e fastidio. Il libro è stato scritto da un professore di filosofia di Urbino, si chiama Domenico Losurdo. Il professor Losurdo qualche anno fa ha pubblicato un poderoso volume su Stalin, la cui tesi fondamentale è che il dittatore georgiano, nella gestione del potere, praticò la violenza in modi non molto diversi, eticamente parlando, da quelli che erano propri di altri governi e altri stati...


mercoledì 7 aprile 2010

Martedì 13 aprile la presentazione della Non-violenza a Urbino

Ancora una recensione al Nietzsche di Losurdo in Germania

L'autore della recensione, Ishay Landa, è Visiting Senior Lecturer of History al Dipartimento di "History, Philosophy and Judaic Studies" alla Open University of Israel. E' autore di: The Overman in the Marketplace, Nietzschean Heroism in PopularCulture, Lexington Books [SGA].

Una nuova immagine di Nietzsche
di Ishai Landa, "Kommune", 2/2010

«Si può persino partire dal presupposto che, a causa del suo ritratto ricco di dettagli e pressoché completo e della sua tagliente qualità analitica, Nietzsche, il ribelle aristocratico si affermerà nell'ambito degli studi nietzscheani come un'opera di riferimento»...


giovedì 1 aprile 2010

Contro la storiografia del "Sonderweg": esce in Germania un nuovo libro di Domenico Losurdo sulla storia tedesca


Il libro è disponibile, per adesso, solo in lingua tedesca. La presentazione avverrà il 9 aprile a Berlino [SGA].

Domenico Losurdo
Die DEUTSCHEN
Sonderweg eines unverbesserlichen Volkes?
Kai Homilius Verlag, Berlin, 2010

„Deutschland denken heißt Auschwitz denken" – dieses Verdikt von Günter Grass fasst den Antipatriotismus der meisten Linken und zunehmend auch der politischen Eliten treffend zusammen.
Ignoriert wird dabei, dass in Geschichte und Gegenwart der Deutschen mächtige fortschrittliche Strömungen zu finden sind. Verdrängt wird, dass der Faschismus keineswegs eine exklusiv deutsche Erscheinung war und ist und dass das Dritte Reich keineswegs nur deutsche Wurzeln hat.
Der Knüppel vom „deutschen Sonderweg" dient dazu, die Bundesrepublik in einer Vasallenrolle gegenüber den USA zu halten.

Aus dem Inhalt:
Ein in alle Ewigkeit reaktionäres Deutschland?
Die internationalen Ursprünge des Nazismus,
Selbstgeißelung oder Neudefinition der nationalen Identität?
Die sozialistische Bewegung und die Theorie des Sonderwegs
Patriotismus versus Chauvinismus

ISBN: 978-3-89706-415-7, Compact-Taschenbuch, 112 S., 7,50€

Domenico Losurdo
Jahrgang 1941, ist einer der wichtigsten zeitgenössischen Philosophen Italiens.
Er lehrt an der Universität von Urbino und ist Vorsitzender der Internationalen Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denken.

Sul "Jornal do Brasil" una lunga recensione del Nietzsche di Losurdo

Il libro in Brasile è intanto rapidamente giunto alla seconda edizione [SGA].

No labòratorio de Nietzsche
Haron Gamal e Rafael Haddock-Lobo, Jornal do Brasil, 22 marzo 2010

RIO - Dentre as muitas epígrafes existentes no livro Nietzsche: o rebelde aristocrata, de Domenico Losurdo, a primeira é muito reveladora. Diz o seguinte: “Quem não o pode reivindicar? Dize-me apenas de que precisas e te encontrarei uma citação de Nietzsche. Pela Alemanha e contra a Alemanha, pela paz e contra a paz, pela literatura e contra a literatura” (Tucholsky).
A biografia intelectual e o balanço crítico do filósofo alemão serão discutidos exaustivamente nas 1105 páginas do livro. O historiador e filósofo italiano parte da formação do pensamento de Nietzsche, seus primeiros anos de juventude, sua judeofobia, o namoro com as idéias do musicista Wagner, abordando depois a maturidade intelectual do autor de O nascimento da tragédia, suas obras e a relação delas com o contexto histórico do período, mostrando que muitas das ideias e posições assumidas pelo filósofo, que se cristalizaram em aforismos...
Leggi tutto (in portoghese)

giovedì 25 marzo 2010

Diversi siti parlano della non-violenza

Il libro di Domenico Losurdo sta già suscitando interesse e discussioni. L'intervista rilasciata a Marie-Ange Patrizio è stata ripresa da molti siti e blog, alcuni dei quali nell'America Latina. Uno di questi siti che qui sotto indichiamo è particolarmente vicino al fronte di resistenza dell'Honduras.
voselsoberano hondudiario antimilitaristas panoramacatolico

Ringraziamo inoltre l'amico Fulvio Grimaldi per aver raccomandato la lettura de La non-violenza nel suo seguitissimo blog Mondocane.

Sono importanti segnali di un'attenzione simpatetica diffusa. Un'attenzione, però, che stenta purtroppo ad affermarsi nella sinistra italiana. E questo nonostante il rilievo politico generale del libro e nonostante proprio la sinistra italiana - visto il suo  tracollo ideologico, prima ancora che organizzativo ed elettorale - abbia più di un motivo per confrontarsi con i problemi che il libro pone [SGA].

lunedì 22 marzo 2010

Domenico Losurdo martedì 23 marzo a Bellinzona


Anche in portoghese l'intervista sulla non-violenza

A não-violência: o mito e as realidades
por Domenico Losurdo, entrevistado por Marie-Ange Patrizio

Na obra agora lançada em Itália, La non-violenza. Una storia fuori dal mito, o professor Domenico Losurdo explora o conceito de não-violência e a sua utilização actual. Afastando-se das ideias feitas, ele mostra as ambivalências do conceito. Muitas vezes a exigência pacifista pode também constituir uma fuga à responsabilidade e torna-se uma roupagem de propaganda para toda a espécie de ingerências...

Ancora un'intervista sulla non-violenza

Da "Il Ducato", periodico dell'Istituto per la formazione al giornalismo dell'Università di Urbino, marzo 2010