lunedì 21 dicembre 2009
L'intervento di Domenico Losurdo alla presentazione dell'Associazione MARX XXI
Destra e sinistra: Costanzo Preve risponde a Domenico Losurdo
I TESTI DI DOMENICO LOSURDO PRESENTI IN QUESTO SCAMBIO CON PREVE MATERIALI SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
Pubblichiamo volentieri la nota critica di Costanzo Preve all'intervista di Domenico Losurdo su destra e sinistra pubblicata poco tempo fa. Domenico Losurdo risponderà a sua volta a Costanzo Preve, che qui ringraziamo per l'attenzione, in un prossimo intervento. Intanto, ci teniamo a precisare che la polemica sull'uso delle categorie di destra e sinistra da parte di Preve indica sì un dissenso su questa questione ma al tempo stesso anche il riconoscimento del rilievo delle riflessioni di Preve, che è senza dubbio uno degli intellettuali più significativi e stimolanti del marxismo italiano. La nota di Preve è seguita da un intervento di Giovanni Di Martino [SGA].
lunedì 14 dicembre 2009
In rete nuovi interventi di Domenico Losurdo
Ecole normale superieure-Paris -Semaine de l'Histoire - "Pensees de l'histoire dans l'actualite'" -8 mars 2007 -Extract
Parte prima
Parte seconda
- Heidegger et le nazisme
Ecole normale superieure-Paris -Semaine de l'Histoire - "Pensees de l'histoire dans l'actualite'" -8 mars 2007
Il video
- "Liberalismo, neo-liberismo e democrazia nei rapporti internazionali"
Controvertice NO G8, Lecce, 9-10-11-12 GIUGNO
Venerdì 12 giugno, nell'ambito della SESSIONE 1 – LE DINAMICHE ECONOMICHE INTERNAZIONALI DELLA CRISI
19 giugno 2009
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
"Un libro del quale d'ora in avanti non sarà più possibile fare a meno": l'intellettuale marxista tedesco Robert Steigerwald interviene sul Nietzsche di Losurdo
Robert Steigerwald
domenica 6 dicembre 2009
Un consiglio a Gianni Minà
L'articolo di Gianni Minà
giovedì 3 dicembre 2009
On line numerose conferenze e interventi di Domenico Losurdo
- Milano una tranquilla storia di regime
Napoli, 9 settembre 1993
lunedì 30 novembre 2009
Che cos'è la destra, cos'è la sinistra
QUESTI MATERIALI SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.
NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.
LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.
QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].
Qualche settimana fa Domenico Losurdo ha incontrato alcuni studenti di filosofia dell'Università di Pisa per una discussione informale. I materiali di questo incontro sono molto interessanti perché chiariscono alcuni aspetti delle tesi di Losurdo e le collocano in maniera più diretta - e anche polemica - nel panorama del marxismo contemporaneo e delle sue espressioni italiane. Pubblichiamo perciò volentieri questo testo, per il quale ringraziamo gli studenti che hanno dimostrato un notevole fervore intellettuale e che con le loro domande tempestive e pertinenti hanno individuato i nodi più importanti del lavoro di Losurdo mettendoli in relazione con il clima politico e culturale del nostro tempo.
Guglielmo Califano – Guido Frilli – Bruno Settis
sabato 28 novembre 2009
Avviso ai lettori: nuovo indirizzo per il blog di Domenico Losurdo
Il vecchio indirizzo, http://domenicolosurdo.blogspot.com/ rimane comunque valido e funzionante.
venerdì 27 novembre 2009
L'edizione portoghese di Fuga dalla storia?
giovedì 26 novembre 2009
L'intervento di Domenico Losurdo al dibattito del Campo Antimperialista sull'Afghanistan
domenica 22 novembre 2009
Alcuni commenti dei lettori e una risposta sul ventennale
sabato 21 novembre 2009
Critiche americane alla «riabilitazione» di Stalin in Cina
mercoledì 18 novembre 2009
Per il ventennale della caduta del Muro di Berlino
lunedì 16 novembre 2009
Sullo “Stalin” di Domenico Losurdo. In italiano l'intervento di Hans Heinz Holz
lunedì 9 novembre 2009
Il Nietzsche di Losurdo nella "top ten" dei libri in Germania
venerdì 6 novembre 2009
Apologeta del dominio. La traduzione italiana dell'articolo di Zuckermann sul Nietzsche di Losurdo
lunedì 2 novembre 2009
Il libro su Stalin un'opera "revisionistica"?
sabato 31 ottobre 2009
L'intervento di Hans Heinz Holz sullo Stalin di Losurdo
Dino Cofrancesco su Zizek e Losurdo
martedì 20 ottobre 2009
Barack Obama e la scalata della guerra contro l’Iran
«Esplosioni, agguati, sequestri e una raffica di misteriosi disastri aerei. Da almeno quattro anni gli apparati di sicurezza della Repubblica Islamica sono bersagliati da attacchi e incidenti. Una strategia che due reporter investigativi, l’americano Seympur Hersh e l’israeliano Ronen Bergman, riconducono a una guerra segreta che i servizi occidentali avrebbero iniziato [contro l’Iran. Si tenga presente] la decisione del Congresso di Washington di rendere pubbblica una spesa di 400 milioni di dollari a sostegno delle operazioni clandestine in Iran […] Avvenne nell’ultima fase dell’amministrazione Bush ma la Casa Binaca non ha finora chiesto a Capitol Hill di bloccare quei fondi […] Ciò che conta per i servzi occidentali è aiutare chiunque possa indebolire il potere di Khamenei […] Un tassello a parte delle “Black Operations” è quello degli incidenti aerei che dal 2002 bersagliano scienziati, militari e pasdaran, in maniera talmente misteriosa da suggerire una matrice israeliana. Si tratta di oltre una dozzina di incidenti la cui sequenza è impressionante…».
venerdì 16 ottobre 2009
Il Niezsche di Losurdo recensito su "Junge Welt"
Apologeta del dominio
Smascheramento politico di un filosofo radicalmente aristocratico: con i suoi due volumi su Nietzsche, Domenico Losurdo ha fornito una ricerca che stabilisce nuovi parametri di giudizio
di Moshe Zuckermann, "Junge Welt" 16.10.2009 / Thema / SS10/11
(Sociologo, Zuckermann insegna al Cohn Institute for the History and Philosophy of Science and Ideas dell'Università di Tel Aviv ed è stato Direttore dell'Institut für Deutsche Geschichte di Tel Aviv. Im primavera è uscito il suo Sechzig Jahre Israel. Die Genesis einer politischen Krise des Zionismus, Pahl-Rugenstein Nachfolger, Bonn 2009.)
Ci sono libri che si possono recensire solo con difficoltà: il lavoro di ricerca da essi compiuto è così ampio e lo sforzo concettuale che li caratterizza è così impressionante che si può temere di far torto alla complessità dell’opera mediante una recensione che, per sua natura, comporta un procedimento drasticamente riduttivo. Un tale libro è l’opus in due volumi di Domenico Losurdo (Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico), apparso in Italia per la prima volta nel 2002 e che ora è disponibile anche in traduzione tedesca. Si tratta di un’impresa magistrale, non a caso definita una pietra miliare nella ricezione di Nietzsche, un risultato scientifico che potrebbe rapidamente divenire un’opera di riferimento nell’ambito della storia spirituale europea. In effetti, in futuro nessuno che si occupi della dimensione politica del pensiero di Nietzsche potrà trascurare questo libro. Esso definisce nuovi parametri di giudizio e presenta coordinate analitiche troppo persuasive e troppo pregnanti perché sia lecito ignorarlo. Per questo l’opera non dev’essere qui recensita nel senso stretto del termine; mi limito ad alcune riflessioni su ciò che essa potrà significare d’ora in poi per la generale comprensione di Nietzsche e per il nostro rapporto con questo pensatore eminente e inquietante della Germania del Diciannovesimo secolo...
Leggi tutto in tedesco
Leggi tutto in italiano
Il libro su Stalin recensito dalla rivista dell'ANPI
su "Patria Indipendente" n. 8, 27 settembre 2009, p. 63
Denso e preciso nelle argomentazioni, riferimenti, citazioni, Stalin di Domenico Losurdo ha molti pregi. Innanzi tutto rilancia il discorso su Stalin senza nessuna accondiscendenza verso la solita demonizzazione che oramai accompagna il suo nome. Senza nessun sentenza o giudizio morale o moraleggiante...
Leggi tutto
mercoledì 14 ottobre 2009
Come nacque e come morì il «marxismo occidentale»
("Wie der «westliche Marxismus» geboren wurde und gestorben ist", in Erich Hahn, Silvia Holz-Markun (eds.), Die Lust am Widerspruch. Theorie der Dialektik-Dialektik der Theorie. Symposium aus Anlass des 80. Geburtstag von Hans Heinz Holz, Trafo, Berlin, 2008, pp. 35-60. In corso di pubblicazione in Italia)
Nella foto: Louis Althusser
1. Il «marxismo occidentale» e la rimozione della questione coloniale
Perché, dopo aver goduto una straordinaria fortuna sino a diventare la koiné degli anni ’60 e ’70, il marxismo è caduto in Occidente in una crisi così profonda? Certo, in questa vicenda hanno giocato un ruolo essenziale gli avvenimenti storici che tutti conosciamo, culminati nel crollo dell’Unione Sovietica e del «campo socialista». E, tuttavia, pur ineludibile, questo tipo di spiegazione non è esaustivo: occorre approfondire l’analisi, concentrando l’attenzione sulle debolezze intrinseche che il marxismo rivela in Occidente anche negli anni in cui la sua egemonia sembra incontrastata. Ciò è più che mai vero per l’Italia...
Leggi tutto
lunedì 12 ottobre 2009
Tutte sbagliate le "profezie terroristiche" dell'Occidente sulla Cina
On July 21, 2009, the Chinese Academy of Social Sciences published an article series titled The Western World’s Five Major Failed Predictions about China. The following is the translation of the entire article series.
The Western World’s Five Major Failed Predictions about China (Abstract)
By reporters Li Bo and Xi Ping
In the past 60 years, since the new China was founded, especially during the recent 31 years after the implementation of the “reform and open-door policy,” China has created a miracle in the history of mankind. There has never been any other country that could rapidly lead a society with so large a population from poverty and being backward to prosperity in such a short time! As we walk on our path, in addition to acclamations and praise, we have also heard criticism and curses, as well as a variety of “terror predictions.” However, after all, history will not change because of curses and so-called “predictions.”
It is a general impression that the western world’s comments on China are always negative. Nonetheless, that was not the case at the very beginning. During the era of the Enlightenment Movement in France, Chinese were considered a group of gentle people with high morality, living in a country permeated with an artistic atmosphere.
In 1895, Wilhelm II of Germany gave a painting The Yellow Peril to Nicholas II of Russia as a gift. This was the origin of the “Yellow Peril” theory...
Leggi tutto
Altro che Nobel! In Iran, Obama è come Bush e di fatto la guerra è già iniziata
Nulla di nuovo sotto il sole. Da Il Linguaggio dell’Impero, p. 6:
[...] Un problema peculiare pongono le cosiddette «esecuzioni extragiudiziarie»: è noto il ricorso sistematico di Israele all’eliminazione fisica ovvero all’assassinio dei palestinesi accusati o sospettati di compiere azioni terroristiche. Si tratta di una pratica essa stessa terroristica? Tanto più lecita è la domanda, se si riflette sul fatto che, «in perfetta identità di vedute con Washington», i servizi segreti israeliani hanno il compito di «eliminare», assieme ai «capi dei gruppi palestinesi ovunque si trovino» anche gli «scienziati iraniani impegnati nel progetto per la Bomba» e persino coloro che in altri Paesi sono «sospettati di collaborare con l’Iran» . Come si vede, la licenza di uccidere è assai ampia: a provocare la condanna a morte basta il sospetto del coinvolgimento anche indiretto nel progetto rimproverato all’Iran di… voler rincorrere Israele per quanto riguarda l’armamento nucleare!
Il terrorismo Usa-Israele continua a infuriare tra l’indifferenza o il plauso della grande stampa d’informazione, che per un altro verso non si stanca di esibire la sua nobile dedizione alla causa dei diritti dell’uomo. Adesso ci si è messa pure l'Accademia di Svezia... [SGA]
mercoledì 7 ottobre 2009
Ancora su Israele, l'antisemitismo e l'antisemitismo antiarabo
[…] A sottolineare la preoccupante somiglianza col ragime razzista bianco di infausta memoria è una parte considerevole della stessa comunità ebraica sud-africana, sono in primo luogo gli «eroi ebraici» della lotta contro il regime bianco di segregazione e oppressione razziale . D’altro canto, gli stessi circoli governativi israeliani finiscono col rivelare il modello che agisce alle loro spalle...
Leggi tutto
Pianetta mette poi in guardia contro «le teorie della cospirazione», che in passato hanno avuto un ruolo importante nella diffusione dell'antisemitismo. Va notato, tuttavia, come ai giorni nostri queste teorie prendano di mira in primo luogo l’islam e siano spesso messe in circolazione dagli amici più acritici di Israele, come ad esempio Oriana Fallaci [SGA]:
[…] Com’è noto, la denuncia del complotto ebraico attraversa in profondità la storia della giudeofobia e dell’antisemitismo. Questo motivo non è scomparso, ma ora prende di mira l’islam: è in pieno svolgimento «il più squallido complotto»...
Leggi tutto
martedì 6 ottobre 2009
Sergio Romano sul discorso di Ahmadinejad all'ONU
IL DISCORSO DI AHMADINEJAD ALL' ASSEMBLEA DELL' ONU
"Corriere della Sera", 29 settembre 2009, p. 55
Riguardo all' intervento di Ahmadinejad e Gheddafi all' Onu, un lettore scrive che certi personaggi non dovrebbero essere autorizzati a servirsi del proprio seggio per minacciare e calunniare un altro Paese o per attaccare l' Onu stessa (Corriere, 25 settembre). Io penso invece che per raggiungere la pace qualche volta bisogna dar voce anche al più atroce «nemico». D' altro canto...
Leggi tutto
FRASI DI AHMADINEJAD
"Corriere della sera", 1 Ottobre 2009
Caro Romano, mi preme di contestare il suo «breve saggio» relativamente benevolo sul discorso di Ahmadinejad all’Assemblea dell’Onu...
Leggi tutto
AHMADINEJAD ALL’ONU COME LEGGERE LE SUE PAROLE
"Corriere della sera", Lunedi' 5 Ottobre 2009
Contrariamente al lettore Silvano Stoppa ( Corriere , 29 settembre), lei non si dichiara d’accordo con la delegazione italiana che ha abbandonato l’aula dell’Assemblea dell’Onu a seguito delle affermazioni di Ahmadinejad contro Israele. Eppure tali affermazioni sono espressione di un evidente antisemitismo e incitamento all’odio...
Caro Pianetta,
Nella traduzione dalla versione inglese la frase «antisemita» del discorso di Ahmadinejad è la seguente: «Ancora più pericoloso è che certi circoli (in inglese: parties), facendo uso del loro potere e della loro ricchezza, cerchino d’imporre un clima d’intimidazione e d’ingiustizia nel mondo e agiscano con prepotenza, mentre rappresentano se stessi, grazie alle loro enormi risorse mediatiche, come difensori della libertà, della democrazia e dei diritti umani». È un’allusione a quegli ambienti ebraici che negli scorsi anni hanno strenuamente difeso, negli Stati Uniti e in Europa, le posizioni del governo israeliano? E’ possibile. E’ una manifestazione di antisemitismo?...
Leggi tutto
In italiano! Le interviste su Nietzsche rilasciate da Domenico Losurdo a Reinhard Jellen
"Junge Welt", 12.09.2009 / Wochenendbeilage / Seite 1 (Beilage)
Interview: Reinhard Jellen
«Se si vogliono schiavi, si è stolti a educarli da padroni»
"Telepolis", 19.09.2009
«L’ultimo Nietzsche è dogmatico»
"Telepolis", 20.09.2009
martedì 22 settembre 2009
Ancora un'intervista di Domenico Losurdo su Nietzsche
L'intervista in due parti, che integra quella uscita su "Junge Welt", è stata rilasciata a Reinhard Jellen e pubblicata sulla rivista telematica Telepolis.Parte prima
"Will man Sklaven, so ist man ein Narr, wenn man sie zu Herren erzieht"
Parte seconda
"Der späte Nietzsche ist dogmatisch"
Nei prossimi giorni sarà disponibile la traduzione italiana dell'intervista
mercoledì 16 settembre 2009
E' uscita la terza ristampa del libro su Stalin!
In 10 mesi questo libro ha avuto dunque ben tre edizioni, a dimostrazione che esiste ancora in questo Paese uno spazio per la cultura critica.
Da Domenico Losurdo un ringraziamento sincero ai suoi lettori.
"Nietzsche rivela il segreto dell'accumulazione capitalistica": l'intervista di Domenico Losurdo su "Junge Welt"
[...] Warum ist für Sie die Philosophie Friedrich Nietzsches so interessant, daß sie ihm eine 1100seitige Monographie widmen?
Dafür gibt es zwei Gründe. Der erste ist persönlicher Natur. Nachdem ich der großen philosophischen Epoche, die von Kant bis zu Marx reicht, eine Reihe von Untersuchungen gewidmet und außerdem ein Buch über Heidegger geschrieben hatte, verspürte ich das Bedürfnis, die Rekonstruktion der geistigen Geschichte Deutschlands mit einer intensiven Beschäftigung mit Nietzsche gewissermaßen zu vervollständigen. Die vor kurzem vom Argument-Verlag veröffentliche Monographie bildet das Gegenstück zu meiner Monographie »Hegel und das deutsche Erbe« von 1989...
Leggi tutto
Nei prossimi giorni sarà disponibile la traduzione italiana dell'intervista.
sabato 5 settembre 2009
Risposta a un lettore su Stalin
Premetto che è lungi da me paragonare l'Unione sovietica al nazismo, tuttavia credo che il patto con la Germania sia stato un errore politico fondamentale, non solo perché gettò, come era ovvio, confusione tra i partiti comunisti di mezza Europa, ma soprattutto perché, come viene giustamente sostenuto anche nel pezzo citato, l'obiettivo principale di Hitler non era l'Europa, ma l'Urss, di conseguenza era chiaro che quel patto sarebbe stato solamente un tentativo di Hitler di ingannare Stalin e che sarebbe stato puntualmente disatteso, come poi è avvenuto.
Condivido l'opinione sull'atteggiamento decisamente miope delle potenze europee, Gran Bretagna in testa, circa la politica della Germania e le loro responsabilità nel non aver arrestato per tempo l'espansione nazista, ma anzi nell'averla agevolata, tuttavia non si può non riconoscere parimenti una responsabilità da parte sovietica nel non aver tentato una via diplomatica con Usa e Gran Bretagna, visto che dalla Germania non ci si poteva aspettare altro che un'invasione, iniziativa che invece quantomeno non sarebbe partita dai paesi anglosassoni.
Domenico Losurdo:
Non c’è dubbio che l’Alleanza tra Urss e democrazie occidentali sarebbe stata la strategia ideale per fronteggiare il Terzo Reich e il nazifascismo. E’ la linea proposta dal VII Congresso dell’Internazionale Comunista nel 1935. Negli anni immediatamente successivi, però, c’è l’espansione del nazi-fascismo in Spagna, Etiopia, Austria, Albania, l’aggravarsi dell’aggressione giapponese in Cina e ai confini dell’Urss, lo smembramento della Cecoslovacchia, il tutto con la complicità o passività delle democrazie occidentali e della Polonia, che ostinatamente rifiutano le proposte di allenza provenienti da Mosca. E’ a questo punto, in questa situazione tragica, che l’Urss si decide al patto con la Germania.
L’atteggiamento in particolare dell’Inghilterra ben si spiega. Non si tratta di singole personalità «miopi» (Chamberlain). Circoli importanti dell’imperialismo britannico comprendevano un punto essenziale: l’alleanza con l’Urss (e i comunisti) avrebbe significato sì la sconfitta del progetto hitleriano di edificare le «Indie tedesche» in Europa orientale, ma questa sconfitta avrebbe trascinato anche il crollo dell’India coloniale britannica e dell’Impero britannico nel suo complesso, come in effetti è avvenuto! Ancora oggi non mancano gli storici inglesi che rimpiangono il mancato accordo tra Impero britannico e Impero germanico…
La firma del patto con la Germania non mette fine all’azione dell’Urss e di Stalin per indebolire il Terzo Reich: rinvio a tale proposito alle pp. 183-187 del mio libro.
giovedì 3 settembre 2009
L'anniversario dell'invasione nazista della Polonia riaccende la polemica su Stalin. Anche a sinistra domina ormai la Dottrina Truman
L'anniversario dell'invasione nazista della Polonia è stato occasione, nei giorni scorsi, di numerosi interventi pubblici in ambito storiografico. Sia nelle celebrazioni ufficiali che nelle ricostruzioni giornalistiche, l'interesse dominante non è stato però quello di richiamare alla memoria la barbarie del Terzo Reich quanto quello di puntare l'indice contro Stalin e l'Urss.La Dottrina Truman è diventata lingua comune nell'opinione pubblica: nazismo e comunismo sono stati due mostri totalitari gemelli e il patto di non aggressione firmato da Molotov e von Ribbentrop lo dimostra in maniera lampante. Fino a qualche anno fa, questo genere di argomentazioni era il cavallo di battaglia di intellettuali come Indro Montanelli. Oggi è una tesi condivisa da "il manifesto" (e questo non stupisce affatto) e ripresa persino da aree culturali che si richiamano alla storia del movimento operaio: "essere stati comunisti", si potrebbe dire.
E' il sintomo di quanto siano arretrati i rapporti di forza politico-sociali e di quanto lunga e incerta, ingrata e minoritaria, sarà la resistenza culturale di coloro che, in questo paese, ritengono ancora importante un approccio materialistico alla realtà storica.
Per contribuire al dibattito in corso, ripubblichiamo uno stralcio dal libro di Domenico Losurdo su Stalin.
SGA
Stalin, il nazismo e la guerra
di Domenico Losurdo
(da Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci, Roma 2008)
[...] Nella gara per giungere ad un compromesso o ad un’intesa col nuovo regime insediatosi a Berlino, Stalin arriva decisamente ultimo. E’ del 20 luglio 1933 il Concordato tra la Germania e la Santa Sede, che garantisce la fedeltà dei cattolici tedeschi al nuovo «governo formatosi in conformità alla Costituzione» (verfassungsmässig gebildete Regierung): un riconoscimento che avviene a poca distanza di tempo dal varo delle leggi eccezionali, col ricorso al terrore, e dall’emergere dello Stato razziale, con le prime misure a carico dei funzionari di «origine non ariana»...
Leggi tutto
Versione francese
giovedì 20 agosto 2009
I DUE VOLTI DEL DALAI LAMA: il mite tibetano e il suo regime antidemocratico

Portatore di luce con lati oscuri
"Stern", n° 32 del 30.07.2009, pp. 27-39
Durante la sua visita in Germania di questa settimana il Dalai Lama verrá di nuovo festeggiato come un salvatore. La guida del Tibet é riconosciuta come simbolo di tolleranza. Tuttavia voci critiche dalla comunitá dei tibetani in esilio in India richiedono inutilmente libertá religiosa e democrazia.
Di Tilman Müller e Janis Vougioukas
Trad. it. di Ercole Erculei
Arriva sempre preceduto da una grossa colonna di auto, come un presidente di stato. Guardie del corpo lo circondano, star del cinema e boss di aziende fanno benevolmente da ali, governanti si affrettano nel venirlo a salutare. Questa settimana a Francoforte sará molto probabilmente come l'anno passato a Norinberga. Il Dalai Lama salutó allora i presenti con il suo amabile, infantile
gesto. Tuttavia durante il suo discorso al palazzo comunale i presenti rimasero sconcertati, senza parole, come riportó il giornale locale il giorno successivo...
Leggi tutto
domenica 2 agosto 2009
Miguel Urbano Rodrigues recensisce il libro su Stalin
STALIN, HISTÓRIA E CRÍTICA DE UMA LENDA NEGRA
Um livro de Domenico Losurdo
Por Miguel Urbano Rodrigues
Há meses que me sento diante do computador para escrever este artigo. Mas o projecto foi adiado dia após dia.
Quando Domenico Losurdo me ofereceu Stalin -Storia e critica de una leggenda nera*, já lera criticas sobre a obra. Mas não a imaginava.Qualquer texto sobre pessoas que deixaram marcas profundas na história, quando escrito sem o suficiente distanciamento temporal, cria sempre grandes problemas ao autor...
lunedì 20 luglio 2009
Ancora sullo Xingjiang
Rispetto alla discriminazione raziale che gli uguri sono costreti a subire nel resto della Cina, c'è chi sostiene che sono dovuti sopratutto al fatto che i lavoratori uguri che emigrano dallo Xingjiang accettano delle paghe ancora più misere delle già povere paghe medie cinesi e condizioni di lavoro pesantissime. Questo succede in partcolare nelle regioni più industrializzate. Proprio in una di queste regioni ci sarebbe stato uno scontro che poi ha fatto da scintilla per le tensioni nello Xinjiang. Cosa ne pensi rispetto a questa chiave di lettura che ripresenta in salsa cinese la consolidata guerra tra poveri che ha generato e genera tanti scontri celati da motivazioni raziali?
17 luglio 2009 3.39
Caro Antonio,
Nel corso di quello che è stato definito il più colossale processo diurbanizzazione della storia (e di rimescolamento della popolazione),non mancano certo i conflitti tra gli immigrati delle diverse etnie, equesto sia per ragioni economiche (come quelle da te indicate) sia perragioni culturali e religiose. In effetti, nei giorni precedenti itragici avvenimenti di Urumqi, nel Guangdong la falsa diceria, secondocui una operaia han era stata stuprata da immigrati uiguri, avevaprovocato scontri tra i due gruppi etnici con la morte di due operaiuiguri. Ma ciò non basta a spiegare la feroce caccia allo han chequalche giorno dopo si scatena nella capitale del Xinjang. L’ultimonumero della rivista tedesca «Die Zeit» (16 luglio, p. 7) hapubblicato la testimonianza di una uigura: la caccia allo han èiniziata dopo che su internet era stata bombardata la falsa «notizia», in base alla quale nel Guangdong erano stati uccisi cento uiguri, lapolizia aveva lasciato fare e non si erano viste neppure le ambulanze…E’ così che è iniziato il massacro. E’ stato tutto casuale espontaneo, oppure almeno la seconda «notizia» è in realtà una vera epropria disinformazione fatta circolare da centrali che sono collocateal di fuori della Cina e che hanno interesse a destabilizzarla e adisgregarla?
Domenico Losurdo
martedì 14 luglio 2009
Risposta a un lettore sullo Xingjiang
RB ha detto...
Mi perdoni, ma definire immigrazione l'arrivo degli han nello Xinjiang mi sembra un po' eccessivo. E' come dire che in provincia di Latina al tempo dei fascisti c'è stata una forte immigrazione veneta. In realtà se uno stato dà incentivi per trasferirsi in un'altra regione, non si può più parlare di immigrazione semplice, che sarebbe un fenomeno volontario, ma di immigrazione controllata. Ora la domanda è: perché questa volontà di spostare gli han in un territorio di uiguri? Per poter far sì che non scoppi una guerra etnica e separatista contro il potere centrale di Pechino. Certo è che se gli uiguri vedono gli ultimi arrivati arricchirsi e prendere il comando della loro regione grazie agli aiuti di Pechino, poi mi sembra normale che si ribellino. Non sono un localista, ma questo, visto che di mezzo ci sono fattori politici, economici, religiosi ed etnici, potrebbe quasi essere definito colonialismo.
9 luglio 2009 5.46
Grazie per l'interessamento e per le questioni che pone. Cerco di dare qui alcune risposte.
1) Nella politica del governo cinese svolgono un ruolo anche lepreoccupazioni per l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale:il Xinjiang è collocato al confine in un’area di grande volatilità edi rischio elevato (dove, a partire dall’11 settembre 2001, si fasentire anche la presenza delle basi militari statunitensi). Ma se cifosse da parte del governo centrale la volontà di sommergere gliuiguri, non si capirebbe allora perché esso consente loro di avere due o tre figli mentre impone la politica del figlio unico agli han.
2) In Cina è in corso un gigantesco processo di emigrazione e diurbanizzazione. Ogni anno dai 10 ai 15 milioni di persone affluiscononelle città dove lo sviluppo economico è più rapido (tra di esse èUrumqi, la capitale del Xinjiang).
3) L’emarginazione degli uiguri è un mito. Ho già riportato importanti testimonianze. Eccone un’altra. Sono le dichiarazioni rilasciate a «LaStampa» (11 luglio 2009, p. 19) da Nicola Di Cosmo, «professore alcentro di studi avanzati di Princeton» (Usa) e «considerato il massimoesperto al mondo di storia dell’Asia centrale». Così è descritta lasituazione nel Xinjiang:«Gli han sono in città, i kazaki sono nel Nord, gli uiguri sono nelSud. In realtà però gli han di più di seconda o terza generazionesentono una differenza forte con gli han di immigrazione più recente esentono maggiore vicinanza con gli uiguri, sono cresciuti con loro espesso parlano anche uiguro. Loro si definiscono Xinjiangren, gentedello Xinjiang, non han o uiguri, e in questo termine si riconosconoanche molti uiguri […]Le politiche centrali che favoriscono gli uiguri di fatto separano ledue comunità. Ci sono quote per gli uiguri negli uffici pubblici,nelle università […] Gli han in Xinjiang in realtà fanno molti passiper adeguarsi a costumi e necessità locali».Come si vede, ad essere qui oggetto di critica è semmai la politica di«azione affermativa» a favore degli uiguri…
4) Non che manchino i problemi. Leggiamo ancora Di Cosmo:«Gli uiguri si sentono discriminati quando escono dalla Xinjiang. C’èuna forma crescente di razzismo verso gli uiguri fuori dello Xinjiangche accende sempre di più i sentimenti nazionalistici tra gli uiguriin Xinjiang». E cioè, gli immigrati uiguri nel resto della Cinasubiscono spesso i pregiudizi che accompagnano gli immigrati. Ma questo è il risulato non della politica del governo centrale ma ditendenze presenti nella società civile di ogni paese. Si può chiedere al governo centrale cinese di fare di più contro i pregiudizi provocati dal processo migratorio forse più massiccio della storia mondiale – proprio in questi giorni è stato introdotto nelle scuolel’insegnamento dell’«armonia etnica» – ma il quadro tracciato dai media occidentale è espressione della guerra fredda scatenatadall’imperialismo contro un paese diretto da un partito comunista e protagonista di un’ascesa prodigiosa e inarrestabile.
Domenico Losurdo
giovedì 9 luglio 2009
Le menzogne dell’imperialismo sullo Xinjiang
Sulla «Stampa» dell’ 8 luglio Francesco Sisci riferisce da Pechino:«Molti han di Urumqi si lamentano per i privilegi di cui godono gli uiguri. Questi infatti, come minoranza nazionale musulmana, a parità di livello hanno condizioni di lavoro e di vita molto miglori dei loro colleghi han. Un uiguro in ufficio ha il permesso di sospendere il lavoro più volte al giorno per adempiere alle cinque tradizionali preghiere musulmane della giornata […] Inoltre possono non lavorare il venerdì, giorno di festa musulmana. In teoria dovrebbero recuperare la domenica. Di fatto la domenica gli uffici sono deserti […] Un altro tasto doloroso per gli han, sottoposti alla dura politica di unificazione familiare che ancora impone l’unigenito, è il fatto che gli uiguri possono avere due o tre figli. Come musulmani, poi, hanno rimborsi in più nello stipendio, visto che, non potendo mangiare maiale, devono ripiegare sull’agnello, che è più caro».Ho già scritto nel precdente intervento che il Partito comunista cinese è impegnato a lottare anche contro lo sciovinismo han. E, tuttavia dal quadro riportato da Sisci emerge charamente che non ha senso accusare il governo di Pechino di voler cancellare l’identità nazionale e religiosa degli uiguri. Anche in questo caso la propaganda filo-imperialista si rivela menzognera.
martedì 7 luglio 2009
Che succede nello Xinjiang?
Ricordate quello che avveniva negli anni della guerra fredda e soprattutto nella sua fase finale? La stampa occidentale non era mai stanca di agitare il tema dei profughi che fuggivano la dittatura comunista al fine di conquistare la libertà [...] Oggi, tutti possono vedere che dalle regioni orientali della Germania, dalla Polonia, Romania, Albania ecc., nonostante la libertà finalmente conquistata, il flusso migratorio verso l’Occidente continua e anzi si accentua ulteriormente. Solo che questi migranti non sono più accolti come combattenti per la causa della libertà, ma sono spesso respinti come delinquenti per lo meno potenziali [...] Un’analoga manipolazione è in corso sotto i nostri occhi. Come spiegare i gravi incidenti che nel marzo 2008 si sono verificati in Tibet e che, su scala più larga, in questi giorni stanno divampando nello Xinjiang? In Occidente la «grande» stampa di «informazione» ma anche la «piccola» stampa di «sinistra» non hanno dubbi: tutto si spiega con la politica liberticida del governo di Pechino...lunedì 6 luglio 2009
sabato 27 giugno 2009
In Iran un tentativo di colpo di Stato filo-imperialista
Il presidente iraniano Ahmadinejad insieme a Hugo Chavez. Il Venezuela ha subito denunciato le ingerenze occidentali in Iran.Versione francese
Traduit de l’italien par Marie-Ange Patrizio
Non c'è dubbio che in questi giorni si è assistito a un tentativo di colpo di Stato, fomentato e appoggiato dall'esterno. Ovviamente,tentativi del genere possono aver chances di successo solo in presenza di una consistente opposizione interna. E, tuttavia, la sostanza del problema non cambia.
La tecnica dei colpi di Stato filo-imperialisti, camuffati da «rivoluzioni colorate», segue ormai uno schema ben consolidato...
Leggi tutto
Presentato in Germania "Nietzsche der aristokratische Rebell"

Nietzsche der aristokratische Rebell è pubblicato in Germania da Argument Verlag in un'edizione in due volumi. Per informazioni o per l'acquisto scrivere a verlag@argument.de
venerdì 19 giugno 2009
Esaurita la prima edizione del libro su Stalin
Nietzsche der aristokratische Rebell: è uscita la traduzione tedesca del Nietzsche di Losurdo
E' appena stata pubblicata la traduzione tedesca, a cura di Jan Rehman, del libro di Domenico Losurdo su Nietzsche. Il titolo di questa edizione in due volumi pubblicata da Argument Verlag è: Nietzsche der aristokratische Rebell. Intellektuelle Biographie und kritische Bilanz.Domenico Losurdo presenterà il suo libro in Germania secondo questo calendario:
- Domenica 21 giugno, ore 11: intervista a Jan Rehmann, in occasione della Pressefest di "Unsere Zeit", Revierpark, Dortmund.
- Lunedì 22 giugno, ore 18; Università Hamburg, Fachbereich Sozialökonomie, Raum S. 30, Von Melle Park 9; Presenta Prof. Dr. Lars Lambrecht.
- Martedì 23 giugno, ore 19, Berlino, Ladengalerie di Junge Welt, Torstraße 6, Berlino; Podumdiskussion con Prof Dr. Wolfgang Fritz Haug .
martedì 2 giugno 2009
Il dibattito tra Domenico Losurdo e i lettori sulla Forum Community di Rifondazione
I comunisti e la storia
Occidente, Rivoluzione etc...
L'egemonia culturale comunista nella società italiana/ Gli eventi di Piazza Tienanmen del 1989
Praga '68
Crisi del marxismo
La polemica di Liberazione
Revisionismo o storicismo?
Fascismo e prospettive socialiste e anti-imperialiste
Unità dei comunisti e Politica locale
Riprendere il dialogo
Israele
Forma-partito
Una riflessione sulla cultura politica
"Consumismo"
Prospettive rivoluzionarie del XXI secolo
Stalin e l'Occidente
I comunisti e lo Stato
Trotzkysmo e movimento comunista internazionale
Un partito comunista di massa?
PRC e mondo cristiano italiano
Gramsci e Togliatti oggi
Una strada diversa
Yugoslavia e Autogestione Principali differenze col modello sovietico
Cina e Rapporto Kruscev
Speranza per il futuro
Questione Foibe





















