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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

mercoledì 29 aprile 2015

L'edizione spagnola del "Peccato originale del Novecento"

Domenico Losurdo
El pecado original del siglo XX
Traducido del italiano por Juan Vivanco
Ediciones del Oriente y del Mediterraneo
ISBN 978-84-943932-0-4 - 112 páginas - PVP 10 euros

Cuando el revisionismo histórico y el libro negro del comunismo hacen que la historia del genocidio y el horror arranque del comunismo, cometen una omisión colosal. El compromiso moral, solemnemente proclamado, de dar voz a las víctimas injustamente olvidadas, se ha convertido en su contrario, en el silencio mortal que entierra por segunda vez a los indios, los herero, las poblaciones coloniales, los “bárbaros”. Un silencio que también está preñado de consecuencias en el plano puramente historiográfico, dado que impide la comprensión del nazismo y el fascismo.

La pagina web del libro

venerdì 10 aprile 2015

Una gravissima deriva in Ucraina: il parlamento golpista approva il divieto della propaganda e dei simboli comunisti. E' il trionfo del revisionismo storico

eda skp-kpssI drammatici avvenimenti di Kiev rendono purtroppo ancora più urgente la necessità di ricominciare a riflettere sull'incessante offensiva revisionistica alla quale sono esposti tutti i paesi europei. Sembra proprio che l'approccio alla Nial Ferguson, del quale mi occupo nella nuova edizione del mio libro, abbia fatto scuola... [DL].

da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro GemmaLa Rada Suprema dell'Ucraina ha approvato la Legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”Il parlamento golpista ucraino ha ufficialmente vietato oggi, con 254 voti a favore su 307 deputati, la Legge"“Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”: un voto che ha l'unico scopo di colpire il Partito Comunista d'Ucraina, mentre i gruppi paramilitari filo nazisti sono presenti in parlamento, sono stati inclusi nell'esercito e combattono ufficialmente, con tanto di simbologia del III Reich, nel Donbass.In merito alla gravissima decisione, che ci auguriamo susciti un'ondata di indignazione, non solo dei comunisti, ma anche di tutti i governi e le forze democratiche del nostro continente e del mondo e contro la quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione dei rappresentanti italiani presenti nei parlamenti nazionali ed europei, l'Unione dei Partiti Comunisti-PCUS (UPC-PCUS), l'organizzazione transnazionale che riunisce i principali partiti comunisti dell'ex Unione Sovietica, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Il Consiglio Centrale dell'UPC-PCUS, i partiti che partecipano alla Comunità dei partiti comunisti, condannano con fermezza l'iniziativa dei deputati della Rada Suprema, che hanno votato il divieto della simbologia comunista in Ucraina.

La formulazione stessa della proposta di legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli” non è corretta, è offensiva e nasconde il vile intento della Giunta di Kiev di equiparare l'ideologia comunista a quella nazista.

Il furbesco processo politico, sotto forma di proposta di legge, che emerge dal titolo stesso del documento e che mette sullo stesso piano posizioni ideologiche diametralmente opposte, non a caso è stato imbastito alla vigilia del 70° anniversario della Grande Vittoria...

sabato 4 aprile 2015

In contemporanea con l'edizione inglese, esce una nuova edizione accresciuta de "Il revisionismo storico". Il confronto con Niall Ferguson

Il revisionismo storicoDomenico Losurdo: Il revisionismo storico.Problemi e miti, nuova edizione accresciuta, Laterza 2015

Risvolto
Più volte ristampata e tradotta in un numero crescente di paesi, quest’opera è una rilettura originale della storia contemporanea, dove l’analisi critica del revisionismo storico – a cominciare dalle tesi di Nolte sull’Olocausto e di Furet sulla rivoluzione francese – si intreccia con quella di una serie di fondamentali categorie filosofiche e politiche come guerra civile internazionale, rivoluzione, totalitarismo, genocidio, filosofia della storia.
Questa edizione ampliata analizza le prospettive del nuovo secolo. Da un lato il revisionismo storico continua a riabilitare la tradizione coloniale, com’è confermato dall’omaggio che uno storico di successo (Niall Ferguson) rende al tramontato Impero britannico e al suo erede americano, dall’altro vede il ritorno sulla scena internazionale di un paese (la Cina) che si lascia alle spalle il ‘secolo delle umiliazioni’. Sarà in grado l’Occidente di tracciare un bilancio autocritico o la sua pretesa di essere l’incarnazione di valori universali è da interpretare come una nuova ideologia della guerra?
 
 

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War and Revolution: Rethinking the Twentieth Century

Author of the acclaimed Liberalism: A Counter-History dissects the revisionist attempts to expunge or criminalize revolutions
War and Revolution identifies and takes to task a reactionary trend among contemporary historians, one that’s grown increasingly apparent in recent years. It’s a revisionist tendency discernible in the work of authors such as Ernst Nolte, who traces the impetus behind the Holocaust to the excesses of the Russian Revolution; or François Furet, who links the Stalinist purges to an “illness” originating with the French Revolution.

The intention of these revisionists is to eradicate the revolutionary tradition. Their true motives have little to do with the quest for a greater understanding of the past, but lie in the climate of the present day and the ideological needs of the political classes, as is most clearly seen now in the work of the Anglophone imperial revivalists Paul Johnson and Niall Ferguson.

In this vigorous riposte to those who would denigrate the history of emancipatory struggle, Losurdo captivates the reader with a tour de force account of modern revolt, providing a new perspective on the English, American, French and twentieth-century revolutions.
  • “A brilliant exercise in unmasking liberal pretensions, surveying over three centuries with magisterial command of the sources.”
  • “Stimulatingly uncovers the contradictions of an ideology that is much too self-righteously invoked.”
  • “A book of wide reference and real erudition.”
  • “The book is a historically grounded, very accessible critique of liberalism, complementing a growing literature critical of liberalism.”