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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

lunedì 30 novembre 2009

Che cos'è la destra, cos'è la sinistra

ATTENZIONE!!!

QUESTI MATERIALI SONO LIBERAMENTE FRUIBILI IN RETE E LINKABILI INDICANDO LA FONTE MA NON SONO RIPRODUCIBILI SENZA IL CONSENSO DELLA FAMIGLIA E DEL CURATORE DEL BLOG. IN PARTICOLARE, OGNI EVENTUALE EDIZIONE A STAMPA PRIVA DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI SARA' IMMEDIATAMENTE PERSEGUITA PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE.


NEGLI ULTIMI MESI ABBIAMO RICEVUTO MOLTE RICHIESTE DA PARTE DI CASE EDITRICI DI DIVERSO ORIENTAMENTO PER UNA PUBBLICAZIONE DEL DIBATTITO TRA LOSURDO E PREVE.

LA RISPOSTA E' STATA SEMPRE NEGATIVA E CONTINUERA' AD ESSERLO.
 
QUESTO CONFRONTO VERRA' CERTAMENTE PUBBLICATO A STAMPA MA LO SARA' NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI, AL FINE DI EVITARE QUALUNQUE STRUMENTALIZZAZIONE E QUALUNQUE UTILIZZO INDEBITO DEL PENSIERO DI LOSURDO NELL'AMBITO DI OPERAZIONI EGEMONICHE DI TAGLIO EURASIATISTA O TRANSPOLITICO O COMUNQUE DI DESTRA PARTICOLARISTICA.

QUANDO LA PUBBLICAZIONE AVVERRA', AVVERRA' PER RIBADIRE LA DIFFERENZA TRA DESTAR E SINISTRA E PER RILANCIARE LE POSIZIONI DI UNA SINISTRA DEGNA DI QUESTO NOME, COME LOSURDO AVREBBE VOLUTO [sga].


Qualche settimana fa Domenico Losurdo ha incontrato alcuni studenti di filosofia dell'Università di Pisa per una discussione informale. I materiali di questo incontro sono molto interessanti perché chiariscono alcuni aspetti delle tesi di Losurdo e le collocano in maniera più diretta - e anche polemica - nel panorama del marxismo contemporaneo e delle sue espressioni italiane. Pubblichiamo perciò volentieri questo testo, per il quale ringraziamo gli studenti che hanno dimostrato un notevole fervore intellettuale e che con le loro domande tempestive e pertinenti hanno individuato i nodi più importanti del lavoro di Losurdo mettendoli in relazione con il clima politico e culturale del nostro tempo.
Il colloquio verrà pubblicato sulla rivista "l'Ernesto". Per mostrare concretamente i punti di riferimento del dibattito, pubblichiamo di seguito anche la recensione di Toni Negri al recente libro di Augusto Illuminati Per farla finita con l'idea di sinistra, nel quale vengono espresse posizioni molto diverse [SGA].

Una presentazione degli dell'intervistatori:
"Io, Guido Frilli, ho 22 anni e studio filosofia al IV anno; Guglielmo Califano e Bruno Settis hanno 20 anni, sono entrambi al II anno e studiano rispettivamente filosofia e storia. Studiamo tutti a Pisa, Bruno e Guglielmo sono pisani mentre io sono di Firenze. Ci sta cuore la questione di Toni Negri perché molti nostri amici e l'esperienza pisana dell'Onda si rifanno a lui e ad Uniriot, ma il nostro interesse è semmai polemico; non si può dire che abbiamo una collocazione politica precisa in riferimento ai gruppi universitari né ai partiti, quello che ci accomuna semmai è l'interesse per Marx ed Hegel: sarebbe significativo far sapere su di noi che sulla base di questo interesse stiamo cercando di costruire un lavoro di ricerca e d'elaborazione che passi anche attraverso i colloqui come quello con il prof. Losurdo".

Guglielmo Califano – Guido Frilli – Bruno Settis
Colloquio con Domenico Losurdo
Firenze, 31 ottobre 2009
A cura di Stefano G. Azzarà

Bruno - Rispetto alla concezione dominante della democrazia come pluralismo debole e “pensiero zero” e all’aridità dell’elaborazione filosofica contemporanea, le sue opere si pongono come “pensiero forte”, anzi (giustamente) orgoglioso e aggressivo. Quindi: in che modo i grandi classici sono utili o necessari a questo atteggiamento di pensiero forte verso il presente? Perché la Rivoluzione Francese, Hegel, Marx ed il marxismo piuttosto che Nietzsche, Heidegger, Habermas o Negri?

D.L.- Credo che si debba partire dalla Rivoluzione francese perché, non c’è dubbio, è stata la prima grande rivoluzione a porre il problema della democrazia. E’ noto come ci siano oggi alcuni storici statunitensi di orientamento liberal che contestano persino il carattere “rivoluzionario” della Guerra d’Indipendenza che sfocia nella fondazione degli Stati Uniti...
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Da: materialismostorico.it
Per farla finita con l'idea di sinistra è il nuovo libro di Augusto Illuminati, che ha chiuso la scorsa estate la sua lunga carriera accademica qui ad Urbino, che ancora torna spesso in questa città per i seminari del Dipartimento di Filosofia e con il quale io ed altri continuiamo ad avere frequenti conversazioni.
Non condivido le tesi di Augusto e nei prossimi giorni cercherò di mostrare anche posizioni diverse. Quello che lui pone è comunque un tema di grande rilievo e persino decisivo, sia nella sfera della politica che in quella della cultura. Segnalo qua un'anticipazione del libro di Illuminati e la recensione - molto solidale, visto che si tratta della stessa scuola - di Toni Negri [SGA].

sabato 28 novembre 2009

Avviso ai lettori: nuovo indirizzo per il blog di Domenico Losurdo

Da oggi il blog di Domenico Losurdo ha un nuovo indirizzo. Un più semplice e reperibile


Il vecchio indirizzo, http://domenicolosurdo.blogspot.com/ rimane comunque valido e funzionante.

giovedì 26 novembre 2009

L'intervento di Domenico Losurdo al dibattito del Campo Antimperialista sull'Afghanistan

AFGHANISTAN
INCONTRO NAZIONALE
Intervengono: Abdullah A. Salah (Afghanistan), Franco Cardini, Domenico Losurdo, Massimo Fini, Fernando Rossi, Leonardo Mazzei
Introduce Moreno Pasquinelli

FIRENZE, Sabato 31 ottobre, ore 10,00

Sala del dopolavoro ferroviario di S. Maria Novella (Via Alamanni 4)

(solo audio; l'intervento di Domenico Losurdo è preceduto da quello di Massimo Fini)


domenica 22 novembre 2009

Alcuni commenti dei lettori e una risposta sul ventennale


Alla frontiera tra USA e Messico

Domenico Losurdo risponde qui ai commenti di alcuni lettori al post pubblicato in occasione del ventennale del Muro. Tutto si può dire dei nostri lettori tranne che non siano mattinieri... [SGA].

http://pillandia.blogspot.com ha detto... 18 novembre 2009 8.36
Mio nonno nacque nel 1912 nel paese delle Alpi Giulie HEIDENSCHAFT, che a quell’epoca apparteneva all’Impero d’Austria. Mia madre nacque in quello stesso paese nel 1941...

Niccolò Zanotelli ha detto... 19 novembre 2009 5.30
Sarebbe bello se la ragione della soppressione di quei confini fosse realmente lo sviluppo di rapporti di vicinato incentrati sulla pace ed il rispetto reciproco e non l'attuazione della politica del libero spostamento delle merci e dei lavoratori...

http://pillandia.blogspot.com ha detto... 19 novembre 2009 7.02
L'evoluzione, il miglioramento, la libertà di poter fare oggi quello che era soggetto a proibizione ieri è comunque un fattore positivo e non importa da che cosa sia causato...

Risposta di Domenico Losurdo:
Allorché si esaminano gli avvenimenti che vanno dl 1989 al 1991, occorre tener presti quattro diversi aspetti...

sabato 21 novembre 2009

Critiche americane alla «riabilitazione» di Stalin in Cina


Pubblichiamo un interessante resoconto sul dibattito cinese relativo alla sconfitta del campo socialista sovietico e sulle successive critiche di parte americana [SGA].

Chinese Analyses of Soviet Failure: The Party

China Brief Volume: 9 Issue: 23November 19, 2009
By: Arthur Waldron

When Westerners examine the events of 20 years ago that led to the collapse of the Soviet Union—or even when they try to look at how China may change in the years ahead—their approach is very different from that officially followed in China today. Westerners almost without exception look instinctively for deep trends and deep causes—such things as rising literacy, increasing social complexity, or ethnic problems. Chinese officialdom approaches the dissolution of the Soviet Union in quite a different way...

mercoledì 18 novembre 2009

Per il ventennale della caduta del Muro di Berlino


Palestina, 2009

Da Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci, Roma 2008
Cap. VIII, § 7. La storia universale come «grottesca vicenda di mostri» e come «teratologia»?

Condannato alla damnatio memoriae è il movimento storico che più radicalmente di ogni altro ha messo in discussione l’arroganza della «razza dei signori», la quale ha infuriato per secoli, dalla tradizione coloniale classica sino al tentativo del Terzo Reich di radicalizzarla e di farla valere nel seno stesso dell’Europa.

Sennonché, non c’è movimento storico che non possa essere sottoposto ad analoga criminalizzazione. Si prenda il liberalismo. Se si ignorano le pagine alte da esso scritte (l’affermazione della necessità della limitazione del potere e del governo della legge, ovvero la comprensione del potente stimolo che allo sviluppo delle forze produttive e della ricchezza sociale può derivare dal mercato, dalla concorrenza e dall’emulazione individuale), e ci si concentra esclusivamente sulla sorte inflitta ai popoli coloniali o di origine coloniale (per secoli sottoposti a schiavizzazione, a forme più o meno brutali di lavoro coatto e a pratiche genocide o addirittura a «olocausti», secondo l’espressione più volte utilizzata dagli storici), anche il liberalismo può essere letto in chiave più o meno criminale.

lunedì 16 novembre 2009

Sullo “Stalin” di Domenico Losurdo. In italiano l'intervento di Hans Heinz Holz


Hans Heinz Holz
Sullo “Stalin” di Domenico Losurdo

traduzione italiana di Andrea Mihaiu

C'è poco da discutere sul fatto che la figura di Stalin ed il fenomeno del cosiddetto “stalinismo” sono influenzati, nel dibattito pubblico ma anche in quello scientifico, da un alto grado di emotività. In entrambi i casi ad essere poste al centro sono per lo più le ingiustizie verificatesi nella lotta di classe e di potenza negli anni Trenta e poi ancora nel secondo dopoguerra, il brutale esercizio del potere dello Stato e l'arbitrarietà delle misure di repressione. La colossale opera di costruzione economica, sociale e culturale, lo sviluppo storico per gli uomini dell'Unione Sovietica passano in secondo piano o non vengono nemmeno considerati...

lunedì 9 novembre 2009

Il Nietzsche di Losurdo nella "top ten" dei libri in Germania


L'edizione tedesca del libro di Losurdo su Nietzsche è stata inserita nella "top ten" dei libri pubblicati in lingua tedesca nel mese di novembre. Particolarmente significativa è la giuria che ha deciso l'inserimento, composta da rappresentanti dei più grandi organi di stampa tedeschi o di lingua tedesca [SGA].

La giuria:
Prof. Dr. Rainer Blasius, FAZ; Dr. Eike Gebhardt; Fritz Göttler, Süddeutsche Zeitung; Dr. Wolfgang Hagen, DeutschlandRadio Kultur, Daniel Haufler, Berliner Zeitung; Dr. Otto Kallscheuer; Petra Kammann, Guido Kalberer, Tages Anzeiger; Elisabeth Kiderlen; Jörg-Dieter Kogel, Nordwestradio; Hans Martin Lohmann; Prof. Dr. Ludger Lütkehaus; Prof. Dr. Herfried Münkler, Humboldt Universität zu Berlin; Wolfgang Ritschl, ORF Wien; Florian Rötzer, Telepolis; Dr. Johannes Saltzwedel, Der Spiegel, Albert von Schirnding; Dr. Jacques Schuster, DIE WELT; Norbert Seitz, Deutschlandfunk Köln; Hilal Sezgin; Dr. Elisabeth von Thadden, DIE ZEIT; Dr. Andreas Wang, NDR Kultur; Dr. Uwe Justus Wenzel, Neue Zürcher Zeitung.

venerdì 6 novembre 2009

Apologeta del dominio. La traduzione italiana dell'articolo di Zuckermann sul Nietzsche di Losurdo


Ringraziamo Andrea Mihaiu per essersi gentilmente prestato a tradurre il testo tedesco [DL].

Apologeta del dominio

Smascheramento politico di un filosofo radicalmente aristocratico: con i suoi due volumi su Nietzsche Domenico Losurdo ha fornito una ricerca che stabilisce nuovi parametri di giudizio
di Moshe Zuckermann, "Junge Welt" 16.10.2009 / Thema / SS10/11

(Sociologo, Zuckermann insegna al Cohn Institute for the History and Philosophy of Science and Ideas dell'Università di Tel Aviv ed è stato Direttore dell'Institut für Deutsche Geschichte di Tel Aviv. In primavera è uscito il suo Sechzig Jahre Israel. Die Genesis einer politischen Krise des Zionismus, Pahl-Rugenstein Nachfolger, Bonn 2009)

Ci sono libri che si possono recensire solo con difficoltà, il lavoro di ricerca da essi compiuto è così ampio e lo sforzo concettuale che li caratterizza è così impressionante che si può temere di far torto alla complessità dell’opera mediante una recensione che, per sua natura, comporta un procedimento drasticamente riduttivo. Un tale libro è l’opus in due volumi di Domenico Losurdo (Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico), apparso in Italia per la prima volta nel 2002 e che ora è disponibile anche in traduzione tedesca. Si tratta di un’impresa magistrale, non a caso definita una pietra miliare nella ricezione di Nietzsche, un risultato scientifico che potrebbe rapidamente divenire un’opera di riferimento nell’ambito della storia spirituale europea. In effetti, in futuro nessuno che si occupi della dimensione politica del pensiero di Nietzsche potrà trascurare questo libro. Esso definisce nuovi parametri di giudizio e presenta coordinate analitiche troppo persuasive e troppo pregnanti perché sia lecito ignorarlo. Per questo l’opera non dev’essere qui recensita nel senso stretto del termine; mi limito ad alcune riflessioni su ciò che essa potrà significare d’ora in poi per la generale comprensione di Nietzsche e per il nostro rapporto con questo pensatore eminente e inquietante della Germania del Diciannovesimo secolo...

lunedì 2 novembre 2009

Il libro su Stalin un'opera "revisionistica"?


Riceviamo una lettera critica da un lettore del blog e volentieri la pubblichiamo, con la replica di Domenico Losurdo [SGA].

Luigi Corrias a Domenico Losurdo, 2 novembre 2009


L'opera di Domenico Losurdo: "Stalin storia e critica di una leggenda nera" deve essere inquadrata in un quel genere definito di: "Revisonismo Storico".
Con questo termine si intende riferirsi principalmente a quelle opere di storiografia minore ispirate dai grandi movimenti politici del secolo scorso, segnatamente comunismo fascismo e nazismo, allo scopo di rilegittamarli, rivedendo, ovvero attenuando o negando, gli aspetti più tragici e terribili della loro concreta realizzazione storica.
L'opera di Domenico Losurdo nel tentativo di riabilitare Josip Stalin recepisce in pieno gli stilemi tipici del genere...

La replica di Domenico Losurdo:

E’ «curioso» il mondo di argomentare del mio polemico interlocutore.

1) Mi rimprovera di far ricorso a indicazioni bibliografiche fuorvianti o di «scarso rigore», ma a dimostrazione di questa affermazione non adduce non dico una prova ma neppure un esempio: a Luigi Corrias bisogna credere sulla parola!
2) Mi rimprovera di aver bagattellizzato l’orrore del gulag, ma sorvola sul fatto che la mia ricostruzione si fonda su due autori (Applebaum e Chlevnjuk) decisamente anticomunisti e in Italia tradotti da due Case editrici (Mondadori e Einaudi) che non possono essere sospettate di indulgenza nei confronti di Stalin. Sono questi due libri, acclamati in Occidente e da me ampiamente citati, a rivelarsi di «scarso rigore»?
3) Paragona e anzi assimila tranquillamente «comunismo, fascismo e nazismo», ma ritiene intollerabile che nella comparatistica io faccia intervenire anche l’universo concentrazionario sviluppato dai paesi liberali nelle colonie...