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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

sabato 31 ottobre 2009

L'intervento di Hans Heinz Holz sullo Stalin di Losurdo


Pubblichiamo l'atteso intervento del filosofo materialista tedesco Hans Heinz Holz sullo Stalin di Domenico Losurdo. Nei prossimi giorni dovremmo essere in grado di pubblicare la traduzione italiana [SGA].

Hans Heinz Holz
Zu Domenico Losurdos Stalin-Buch
„Topos“ n. 31: Mythologie, Oktober 2009

Es ist wohl kaum zu bestreiten, daß die Person Stalins und das Phä-nomen des sog. »Stalinismus« in der öffentlichen, auch in der wissen-schaftlichen Diskussion von einem Hohen Maß von Emotionalität geprägt sind. Zumeist werden dabei die im Klassen- und Machtkampf der dreißiger Jahre und dann auch noch einmal nach dem 2. Weltkrieg begangenen Unrechtshandlungen, die gewalttätige Ausübung der Staatsmacht und die Willkür der Repressionsmaßnahmen ins Zentrum gerückt. Die ungeheuere ökonomische, soziale und kulturelle Aufbau-leistung, der historische Fortschritt für die Menschen in der Sowjet-union treten in der Analyse zurück oder bleiben gar unberücksichtigt. Daß es ein Desiderat historischer Forschung ist, die Ursprünge dieser Ambivalenz und Widersprüchlichkeit zu begreifen, versteht sich von selbst. Der Aufstieg der Sowjetunion zur zweiten Weltmacht läßt sich ja nicht durch »Massenterrorismus« erklären. Die Lücke im ge-schichtswissenschaftlichen Diskurs ist offenkundig. Verdammungs-dekrete und Apologien sind ungeeignet, diese Lücke zu füllen. Ihre Ursache liegt allerdings in den propagandistischen und ideologischen Strategien des Antikommunismus...
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Dino Cofrancesco su Zizek e Losurdo


Veniamo a sapere in ritardo di questo articolo. Per quanto alcuni dei giudizi contenuti nell'articolo, in particolare quelli volti a criticare Zizek, ci appaiano decisamente faziosi e strumentali, abbiamo deciso di segnalarlo in quanto contiene alcuni significativi spunti di riflessione.

Slavoj Zizek. Chic e incomprensibile: così si diventa un guru
di Dino Cofrancesco, “Libero”, sabato 19 settembre 2009, pp. 34-5

Per la “società aperta” è forse una fortuna che i suoi “nemici” non abbiano lo stile, la chiarezza concettuale e la capacità comunicativa della lingua inglese - una «lingua onesta», la definiva Gaetano Salvemini... - ma parlino con la voce di Giorgio Agamben o di Slavoj Zizek, avvolgendo i loro discorsi iniziatici in una fitta nube misterico-filosofica in cui la impenetrabile (talora) oscurità di Martin Heidegger viene centuplicata dalle letture e interpretazioni dei suoi lettori francesi postfreudiani, da Lacan a Derida a Rancière. Forse è un’atroce beffa della storia che per comprendere un vedovo del totalitarismo comunista, come Slavoj Zizek, autore del davvero anticonformista Il soggetto scabroso (Raffaello Cortina), non basti una laurea in filosofia, ma occorra un master sul pensiero francese dopo Sartre [...]
Domenico Losurdo, nei suoi numerosi, godibili e istruttivi saggi - che per ricchezza di documentazione e limpidezza espositiva hanno molto da insegnare anche a quanti come me non ne condividono le tesi - aveva esposto le stesse critiche all’Occidente liberale, all’imperialismo americano, all’invadenza del mercato, senza mai assurgere al rango di star di prima grandezza nella repubblica delle lettere. Forse perché porta un cognome meridionale e insegna in una Università che i suoi colleghi ritengono ai confini dell’Impero...

martedì 20 ottobre 2009

Barack Obama e la scalata della guerra contro l’Iran


Chi nutrisse illusioni sul nuovo presidente degli Stati Uniti farebbe bene a leggere su «la Stampa» del 19 ottobre l’articolo di Maurizio Molinari [DL]:

«Esplosioni, agguati, sequestri e una raffica di misteriosi disastri aerei. Da almeno quattro anni gli apparati di sicurezza della Repubblica Islamica sono bersagliati da attacchi e incidenti. Una strategia che due reporter investigativi, l’americano Seympur Hersh e l’israeliano Ronen Bergman, riconducono a una guerra segreta che i servizi occidentali avrebbero iniziato [contro l’Iran. Si tenga presente] la decisione del Congresso di Washington di rendere pubbblica una spesa di 400 milioni di dollari a sostegno delle operazioni clandestine in Iran […] Avvenne nell’ultima fase dell’amministrazione Bush ma la Casa Binaca non ha finora chiesto a Capitol Hill di bloccare quei fondi […] Ciò che conta per i servzi occidentali è aiutare chiunque possa indebolire il potere di Khamenei […] Un tassello a parte delle “Black Operations” è quello degli incidenti aerei che dal 2002 bersagliano scienziati, militari e pasdaran, in maniera talmente misteriosa da suggerire una matrice israeliana. Si tratta di oltre una dozzina di incidenti la cui sequenza è impressionante…».

venerdì 16 ottobre 2009

Il Niezsche di Losurdo recensito su "Junge Welt"


Su «Junge Welt» del 16 ottobre 2009 (pp. 10 e 11) è apparsa una lunga recensione al libro di Domenico Losurdo, Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico. Riportiamo qui la traduzione del primo capoverso. [SGA]

Apologeta del dominio
Smascheramento politico di un filosofo radicalmente aristocratico: con i suoi due volumi su Nietzsche, Domenico Losurdo ha fornito una ricerca che stabilisce nuovi parametri di giudizio

di Moshe Zuckermann, "Junge Welt" 16.10.2009 / Thema / SS10/11
(Sociologo, Zuckermann insegna al Cohn Institute for the History and Philosophy of Science and Ideas dell'Università di Tel Aviv ed è stato Direttore dell'Institut für Deutsche Geschichte di Tel Aviv. Im primavera è uscito il suo Sechzig Jahre Israel. Die Genesis einer politischen Krise des Zionismus, Pahl-Rugenstein Nachfolger, Bonn 2009.)

Ci sono libri che si possono recensire solo con difficoltà: il lavoro di ricerca da essi compiuto è così ampio e lo sforzo concettuale che li caratterizza è così impressionante che si può temere di far torto alla complessità dell’opera mediante una recensione che, per sua natura, comporta un procedimento drasticamente riduttivo. Un tale libro è l’opus in due volumi di Domenico Losurdo (Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e bilancio critico), apparso in Italia per la prima volta nel 2002 e che ora è disponibile anche in traduzione tedesca. Si tratta di un’impresa magistrale, non a caso definita una pietra miliare nella ricezione di Nietzsche, un risultato scientifico che potrebbe rapidamente divenire un’opera di riferimento nell’ambito della storia spirituale europea. In effetti, in futuro nessuno che si occupi della dimensione politica del pensiero di Nietzsche potrà trascurare questo libro. Esso definisce nuovi parametri di giudizio e presenta coordinate analitiche troppo persuasive e troppo pregnanti perché sia lecito ignorarlo. Per questo l’opera non dev’essere qui recensita nel senso stretto del termine; mi limito ad alcune riflessioni su ciò che essa potrà significare d’ora in poi per la generale comprensione di Nietzsche e per il nostro rapporto con questo pensatore eminente e inquietante della Germania del Diciannovesimo secolo...
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Il libro su Stalin recensito dalla rivista dell'ANPI


di Tiziano Tussi
su "Patria Indipendente" n. 8, 27 settembre 2009, p. 63

Denso e preciso nelle argomentazioni, riferimenti, citazioni, Stalin di Domenico Losurdo ha molti pregi. Innanzi tutto rilancia il discorso su Stalin senza nessuna accondiscendenza verso la solita demonizzazione che oramai accompagna il suo nome. Senza nessun sentenza o giudizio morale o moraleggiante...
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mercoledì 14 ottobre 2009

Come nacque e come morì il «marxismo occidentale»


di Domenico Losurdo
("Wie der «westliche Marxismus» geboren wurde und gestorben ist", in Erich Hahn, Silvia Holz-Markun (eds.), Die Lust am Widerspruch. Theorie der Dialektik-Dialektik der Theorie. Symposium aus Anlass des 80. Geburtstag von Hans Heinz Holz, Trafo, Berlin, 2008, pp. 35-60. In corso di pubblicazione in Italia)
Nella foto: Louis Althusser

1. Il «marxismo occidentale» e la rimozione della questione coloniale


Perché, dopo aver goduto una straordinaria fortuna sino a diventare la koiné degli anni ’60 e ’70, il marxismo è caduto in Occidente in una crisi così profonda? Certo, in questa vicenda hanno giocato un ruolo essenziale gli avvenimenti storici che tutti conosciamo, culminati nel crollo dell’Unione Sovietica e del «campo socialista». E, tuttavia, pur ineludibile, questo tipo di spiegazione non è esaustivo: occorre approfondire l’analisi, concentrando l’attenzione sulle debolezze intrinseche che il marxismo rivela in Occidente anche negli anni in cui la sua egemonia sembra incontrastata. Ciò è più che mai vero per l’Italia...
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lunedì 12 ottobre 2009

Tutte sbagliate le "profezie terroristiche" dell'Occidente sulla Cina


Rinviamo qui alle pagine di un'analisi pubblicata dall'Accademia cinese delle Scienze sociali e ripresa e tradotta in inglese dal sito Chinascope [SGA].

On July 21, 2009, the Chinese Academy of Social Sciences published an article series titled The Western World’s Five Major Failed Predictions about China. The following is the translation of the entire article series.
The Western World’s Five Major Failed Predictions about China (Abstract)
By reporters Li Bo and Xi Ping

In the past 60 years, since the new China was founded, especially during the recent 31 years after the implementation of the “reform and open-door policy,” China has created a miracle in the history of mankind. There has never been any other country that could rapidly lead a society with so large a population from poverty and being backward to prosperity in such a short time! As we walk on our path, in addition to acclamations and praise, we have also heard criticism and curses, as well as a variety of “terror predictions.” However, after all, history will not change because of curses and so-called “predictions.”

It is a general impression that the western world’s comments on China are always negative. Nonetheless, that was not the case at the very beginning. During the era of the Enlightenment Movement in France, Chinese were considered a group of gentle people with high morality, living in a country permeated with an artistic atmosphere.

In 1895, Wilhelm II of Germany gave a painting The Yellow Peril to Nicholas II of Russia as a gift. This was the origin of the “Yellow Peril” theory...
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Altro che Nobel! In Iran, Obama è come Bush e di fatto la guerra è già iniziata


«Due scienziati nucleari iraniani scomparsi nel nulla e altri sette morti in un incidente aereo misterioso. A suggerire lo scenario che sia in atto una guerra segreta contro Teheran è il ministro degli Esteri della Repubblica islamica»: così Maurizio Molinari in «La Stampa» dell’ottobre.

Nulla di nuovo sotto il sole. Da Il Linguaggio dell’Impero, p. 6:

[...] Un problema peculiare pongono le cosiddette «esecuzioni extragiudiziarie»: è noto il ricorso sistematico di Israele all’eliminazione fisica ovvero all’assassinio dei palestinesi accusati o sospettati di compiere azioni terroristiche. Si tratta di una pratica essa stessa terroristica? Tanto più lecita è la domanda, se si riflette sul fatto che, «in perfetta identità di vedute con Washington», i servizi segreti israeliani hanno il compito di «eliminare», assieme ai «capi dei gruppi palestinesi ovunque si trovino» anche gli «scienziati iraniani impegnati nel progetto per la Bomba» e persino coloro che in altri Paesi sono «sospettati di collaborare con l’Iran» . Come si vede, la licenza di uccidere è assai ampia: a provocare la condanna a morte basta il sospetto del coinvolgimento anche indiretto nel progetto rimproverato all’Iran di… voler rincorrere Israele per quanto riguarda l’armamento nucleare!

Il terrorismo Usa-Israele continua a infuriare tra l’indifferenza o il plauso della grande stampa d’informazione, che per un altro verso non si stanca di esibire la sua nobile dedizione alla causa dei diritti dell’uomo. Adesso ci si è messa pure l'Accademia di Svezia... [SGA]

mercoledì 7 ottobre 2009

Ancora su Israele, l'antisemitismo e l'antisemitismo antiarabo

L’on. Enrico Pianetta è giustamente preoccupato di denunciare qualsiasi manifestazione di antisemitismo anti-ebraico. Nel polemizzare con Sergio Romano, però, non dovrebbe trascurare del tutto l’«antisemitismo» anti-palestinese e antiarabo, che purtroppo è oggi presente anche (e soprattutto) in Israele. Rinviamo a questo proposito al libro di Domenico Losurdo Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana (Laterza 2007, II ed.), del quale riportiamo alcuni passaggi [SGA]:

[…] A sottolineare la preoccupante somiglianza col ragime razzista bianco di infausta memoria è una parte considerevole della stessa comunità ebraica sud-africana, sono in primo luogo gli «eroi ebraici» della lotta contro il regime bianco di segregazione e oppressione razziale . D’altro canto, gli stessi circoli governativi israeliani finiscono col rivelare il modello che agisce alle loro spalle...
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Pianetta mette poi in guardia contro «le teorie della cospirazione», che in passato hanno avuto un ruolo importante nella diffusione dell'antisemitismo. Va notato, tuttavia, come ai giorni nostri queste teorie prendano di mira in primo luogo l’islam e siano spesso messe in circolazione dagli amici più acritici di Israele, come ad esempio Oriana Fallaci [SGA]:

[…] Com’è noto, la denuncia del complotto ebraico attraversa in profondità la storia della giudeofobia e dell’antisemitismo. Questo motivo non è scomparso, ma ora prende di mira l’islam: è in pieno svolgimento «il più squallido complotto»...
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martedì 6 ottobre 2009

Sergio Romano sul discorso di Ahmadinejad all'ONU


Riportiamo qui le interessanti riflessioni, in risposta ad alcuni lettori, pubblicate da Sergio Romano sul "Corriere della sera" dell'ultima settimana. Con la sua consueta onestà intellettuale - oltre che con la nota competenza di questioni geopolitiche -, l'ex ambasciatore Romano discute del discorso tenuto dal presidente iraniano Ahmadinejad all'ONU e fa piazza pulita di molti luoghi comuni. SGA

IL DISCORSO DI AHMADINEJAD ALL' ASSEMBLEA DELL' ONU
"Corriere della Sera", 29 settembre 2009, p. 55
Riguardo all' intervento di Ahmadinejad e Gheddafi all' Onu, un lettore scrive che certi personaggi non dovrebbero essere autorizzati a servirsi del proprio seggio per minacciare e calunniare un altro Paese o per attaccare l' Onu stessa (Corriere, 25 settembre). Io penso invece che per raggiungere la pace qualche volta bisogna dar voce anche al più atroce «nemico». D' altro canto...
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FRASI DI AHMADINEJAD
"Corriere della sera", 1 Ottobre 2009
Caro Romano, mi preme di contestare il suo «breve saggio» relativamente benevolo sul discorso di Ahmadinejad all’Assemblea dell’Onu...
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AHMADINEJAD ALL’ONU COME LEGGERE LE SUE PAROLE
"Corriere della sera", Lunedi' 5 Ottobre 2009
Contrariamente al lettore Silvano Stoppa ( Corriere , 29 settembre), lei non si dichiara d’accordo con la delegazione italiana che ha abbandonato l’aula dell’Assemblea dell’Onu a seguito delle affermazioni di Ahmadinejad contro Israele. Eppure tali affermazioni sono espressione di un evidente antisemitismo e incitamento all’odio...


Caro Pianetta,
Nella traduzione dalla versione inglese la fra­se «antisemita» del di­scorso di Ahmadinejad è la se­guente: «Ancora più pericoloso è che certi circoli (in inglese: parties), facendo uso del loro potere e della loro ricchezza, cerchino d’imporre un clima d’intimidazione e d’ingiustizia nel mondo e agiscano con pre­potenza, mentre rappresentano se stessi, grazie alle loro enor­mi risorse mediatiche, come di­fensori della libertà, della de­mocrazia e dei diritti umani». È un’allusione a quegli ambienti ebraici che negli scorsi anni hanno strenuamente difeso, ne­gli Stati Uniti e in Europa, le po­sizioni del governo israeliano? E’ possibile. E’ una manifesta­zione di antisemitismo?...
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In italiano! Le interviste su Nietzsche rilasciate da Domenico Losurdo a Reinhard Jellen


Nietzsche rivela il segreto dell'accumulazione capitalistica
"Junge Welt", 12.09.2009 / Wochenendbeilage / Seite 1 (Beilage)

Interview: Reinhard Jellen

«Se si vogliono schiavi, si è stolti a educarli da padroni»
"Telepolis", 19.09.2009

«L’ultimo Nietzsche è dogmatico»
"Telepolis", 20.09.2009