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Facebook: I lettori di Domenico Losurdo

martedì 22 settembre 2009

Ancora un'intervista di Domenico Losurdo su Nietzsche

L'intervista in due parti, che integra quella uscita su "Junge Welt", è stata rilasciata a Reinhard Jellen e pubblicata sulla rivista telematica Telepolis.

Parte prima
"Will man Sklaven, so ist man ein Narr, wenn man sie zu Herren erzieht"


Parte seconda
"Der späte Nietzsche ist dogmatisch"

Nei prossimi giorni sarà disponibile la traduzione italiana dell'intervista

mercoledì 16 settembre 2009

E' uscita la terza ristampa del libro su Stalin!

La seconda ristampa del libro Stalin. Storia e critica di una leggenda nera è esaurita. La casa editrice Carocci ha già reso disponibile in libreria la terza ristampa.
In 10 mesi questo libro ha avuto dunque ben tre edizioni, a dimostrazione che esiste ancora in questo Paese uno spazio per la cultura critica.

Da Domenico Losurdo un ringraziamento sincero ai suoi lettori.

"Nietzsche rivela il segreto dell'accumulazione capitalistica": l'intervista di Domenico Losurdo su "Junge Welt"


12.09.2009 / Wochenendbeilage / Seite 1 (Beilage)
»Nietzsche spricht das Geheimnis der Kapitalakkumulation aus«
Gespräch mit Domenico Losurdo. Über die Konzepte des deutschen Philosophen, seinen Rassismus und seinen Gegensatz zu sozialistischer Kapitalismuskritik
Interview: Reinhard Jellen

[...] Warum ist für Sie die Philosophie Friedrich Nietzsches so interessant, daß sie ihm eine 1100seitige Monographie widmen?

Dafür gibt es zwei Gründe. Der erste ist persönlicher Natur. Nachdem ich der großen philosophischen Epoche, die von Kant bis zu Marx reicht, eine Reihe von Untersuchungen gewidmet und außerdem ein Buch über Heidegger geschrieben hatte, verspürte ich das Bedürfnis, die Rekonstruktion der geistigen Geschichte Deutschlands mit einer intensiven Beschäftigung mit Nietzsche gewissermaßen zu vervollständigen. Die vor kurzem vom Argument-Verlag veröffentliche Monographie bildet das Gegenstück zu meiner Monographie »Hegel und das deutsche Erbe« von 1989...
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Nei prossimi giorni sarà disponibile la traduzione italiana dell'intervista.

sabato 5 settembre 2009

Risposta a un lettore su Stalin

3 settembre 2009 11.44,  Matteo ha detto...

Premetto che è lungi da me paragonare l'Unione sovietica al nazismo, tuttavia credo che il patto con la Germania sia stato un errore politico fondamentale, non solo perché gettò, come era ovvio, confusione tra i partiti comunisti di mezza Europa, ma soprattutto perché, come viene giustamente sostenuto anche nel pezzo citato, l'obiettivo principale di Hitler non era l'Europa, ma l'Urss, di conseguenza era chiaro che quel patto sarebbe stato solamente un tentativo di Hitler di ingannare Stalin e che sarebbe stato puntualmente disatteso, come poi è avvenuto.
Condivido l'opinione sull'atteggiamento decisamente miope delle potenze europee, Gran Bretagna in testa, circa la politica della Germania e le loro responsabilità nel non aver arrestato per tempo l'espansione nazista, ma anzi nell'averla agevolata, tuttavia non si può non riconoscere parimenti una responsabilità da parte sovietica nel non aver tentato una via diplomatica con Usa e Gran Bretagna, visto che dalla Germania non ci si poteva aspettare altro che un'invasione, iniziativa che invece quantomeno non sarebbe partita dai paesi anglosassoni.

Domenico Losurdo:
Non c’è dubbio che l’Alleanza tra Urss e democrazie occidentali sarebbe stata la strategia ideale per fronteggiare il Terzo Reich e il nazifascismo. E’ la linea proposta dal VII Congresso dell’Internazionale Comunista nel 1935. Negli anni immediatamente successivi, però, c’è l’espansione del nazi-fascismo in Spagna, Etiopia, Austria, Albania, l’aggravarsi dell’aggressione giapponese in Cina e ai confini dell’Urss, lo smembramento della Cecoslovacchia, il tutto con la complicità o passività delle democrazie occidentali e della Polonia, che ostinatamente rifiutano le proposte di allenza provenienti da Mosca. E’ a questo punto, in questa situazione tragica, che l’Urss si decide al patto con la Germania.
L’atteggiamento in particolare dell’Inghilterra ben si spiega. Non si tratta di singole personalità «miopi» (Chamberlain). Circoli importanti dell’imperialismo britannico comprendevano un punto essenziale: l’alleanza con l’Urss (e i comunisti) avrebbe significato sì la sconfitta del progetto hitleriano di edificare le «Indie tedesche» in Europa orientale, ma questa sconfitta avrebbe trascinato anche il crollo dell’India coloniale britannica e dell’Impero britannico nel suo complesso, come in effetti è avvenuto! Ancora oggi non mancano gli storici inglesi che rimpiangono il mancato accordo tra Impero britannico e Impero germanico…
La firma del patto con la Germania non mette fine all’azione dell’Urss e di Stalin per indebolire il Terzo Reich: rinvio a tale proposito alle pp. 183-187 del mio libro.

giovedì 3 settembre 2009

L'anniversario dell'invasione nazista della Polonia riaccende la polemica su Stalin. Anche a sinistra domina ormai la Dottrina Truman

L'anniversario dell'invasione nazista della Polonia è stato occasione, nei giorni scorsi, di numerosi interventi pubblici in ambito storiografico. Sia nelle celebrazioni ufficiali che nelle ricostruzioni giornalistiche, l'interesse dominante non è stato però quello di richiamare alla memoria la barbarie del Terzo Reich quanto quello di puntare l'indice contro Stalin e l'Urss.
La Dottrina Truman è diventata lingua comune nell'opinione pubblica: nazismo e comunismo sono stati due mostri totalitari gemelli e il patto di non aggressione firmato da Molotov e von Ribbentrop lo dimostra in maniera lampante. Fino a qualche anno fa, questo genere di argomentazioni era il cavallo di battaglia di intellettuali come Indro Montanelli. Oggi è una tesi condivisa da "il manifesto" (e questo non stupisce affatto) e ripresa persino da aree culturali che si richiamano alla storia del movimento operaio: "essere stati comunisti", si potrebbe dire.
E' il sintomo di quanto siano arretrati i rapporti di forza politico-sociali e di quanto lunga e incerta, ingrata e minoritaria, sarà la resistenza culturale di coloro che, in questo paese, ritengono ancora importante un approccio materialistico alla realtà storica.
Per contribuire al dibattito in corso, ripubblichiamo uno stralcio dal libro di Domenico Losurdo su Stalin.
SGA


Stalin, il nazismo e la guerra
di Domenico Losurdo
(da Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci, Roma 2008)

[...] Nella gara per giungere ad un compromesso o ad un’intesa col nuovo regime insediatosi a Berlino, Stalin arriva decisamente ultimo. E’ del 20 luglio 1933 il Concordato tra la Germania e la Santa Sede, che garantisce la fedeltà dei cattolici tedeschi al nuovo «governo formatosi in conformità alla Costituzione» (verfassungsmässig gebildete Regierung): un riconoscimento che avviene a poca distanza di tempo dal varo delle leggi eccezionali, col ricorso al terrore, e dall’emergere dello Stato razziale, con le prime misure a carico dei funzionari di «origine non ariana»...
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