giovedì 12 marzo 2009
E' stata pubblicata l'edizione spagnola del Linguaggio dell'impero
Autore prolifico, polemista impietoso, scrittore pungente, Domenico Losurdo (Sannicandro di Bari, 1941) ha saputo mettere in chiaro e per iscritto le ambivalenze, le zone d’ombra e i chiaroscuri della filosofia classica tedesca. Lo dimostrano bene libri come Autocensura e compromesso nel pensiero politico di Kant (di prossima pubblicazione presso Escolar y Mayo), La comunità, la morte, l’Occidente. Heidegger e l’ideologia della guerra (ed. in lingua spagnola, Losada, Buenos Aires, 2003) ovvero Nietzsche, il ribelle aristocratico (Bollati Boringhieri 2004, 2° ed.): in essi Losurdo intreccia il rigore nella documentazione e la lucidità interpretativa che gli hanno dato fama internazionale – non a caso le sue opere sono state tradotte nelle principali lingue europee – con un indomabile spirito critico che svela gli aspetti ideologici, ancora poco noti, dei grandi classici della filosofia politica.
Questo medesimo spirito critico assume tuttavia una maggiore intensità, senza intaccare la solidità argomentativa che ricorre in tutte le opere di Losurdo, nei saggi in cui egli si adopera a smascherare le crepe e le incoerenze, le manchevolezze argomentative di un’ideologia imperiosa e dominante, che non è disposta – come avviene in tutte le ideologie – a applicare a se stessa i criteri di giudizio, di legittimazione e di esemplarità che fa valere per gli altri. In tal modo Losurdo ha messo a nudo l’altra faccia del liberalismo, tutt’altro che individualista e umanitaria, come pretendono invece i suoi mentori (Controstoria del liberalismo, ed. in lingua spagnola, El Viejo Topo, 2007), o ha svelato le falsificazioni di un revisionismo storico impegnato a negare o a liquidare l’eredità delle grandi rivoluzioni europee (Il revisionismo storico, Laterza, 2002, 5° ed.).
In Il linguaggio dell’Impero il filo critico di Losurdo prende di mira, in modo se possibile ancora più vigoroso e squillante, l’ideologia della guerra che difende e promuove, esalta e giustifica la crociata politica, religiosa e militare diretta da Washington contro chiunque contesti o metta in questione l’egemonia statunitense; e Losurdo prende di mira questa ideologia della guerra con la destrezza necessaria per mostrare che tutte le accuse rivolte contro il nemico – Terrorismo, Fondamentalismo, Antimericanismo, Antisemitismo, Antisionismo, Filoislamismo, Odio contro l’Occidente – sono assai dubbiose, quando non sono a rigore imputabili a quello stesso impero planetario che pretende di essere al riparo da qualsiasi incriminazione.
La cronaca della XIV Conferenza Internazionale della Rosa Luxemburg Stiftung
XIV. Internationale Rosa-Luxemburg-Konferenz, 10. Januar 2009 in BerlinDie alljährliche Rosa-Luxemburg-Konferenz der Tageszeitung junge Welt hat Tradition: Bereits im 14. Jahr bot sie am Vortag der Gedenkfeiern für die von Freikorpssoldaten ermordeten KPD-Mitbegründer Rosa Luxemburg und Karl Liebknecht dem Spektrum der Linkskräfte ein Forum der Begegnung und Diskussion...
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Una recensione dell'edizione tedesca del libro di Losurdo sul Revisionismo storico
Domenico Losurdo, Kampf um die GeschichtePapyRossa Verlag, Köln 2007, 304 S., 17,90 Euro - ISBN 978-3-89438-365-7
Wie Domenico Losurdo bereits im Titel seines Buches "Kampf um die Geschichte" hervorhebt, kann von einer objektiven, einheitlichen und unveränderlichen historischen Faktenlage keine Rede sein. Als Marxist geht der italienische Publizist und Professor für Philosophie an der Universität Urbino nicht nur von einer Entfaltung und Zuspitzung gesellschaftlicher Widersprüche aus, die sich im Entwicklungsverlauf menschlicher Geschichte niederschlagen, sondern faßt auch die Geschichtswissenschaft als Feld derselben Auseinandersetzung auf, das von den Protagonisten der widerstreitenden Lager und Fraktionen heftig umkämpft ist...
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venerdì 6 marzo 2009
Tre lezioni sul Novecento. Un nuovo seminario di Domenico Losurdo a Napoli

Napoli, 18-20 marzo 2009,
Società di studi politici, piazza Santa Maria degli Angeli, 1 - Napoli
Domenico Losurdo: Tre lezioni sul Novecento
mercoledì 18, ore 16.00: Un secolo breve?
giovedì 19, ore 16.00: La crisi della white supremacy
venerdì 20, ore 15.00: Violenza e non violenza
Fondazione «Società di studi politici», piazza Santa Maria degli Angeli 1, 80132 - Napoli • Tel./fax 081 2452183 • www. studipolitici.it • info@studipolitici.it
lunedì 2 marzo 2009
Un intervento di Dario Briganti sull'ultimo libro di Luciano Pellicani
Luciano Pellicani, Lenin e Hitler. I due volti del totalitarismo, Rubbettino, 2009
Recensione di Dario Briganti
Il piano di Pellicani (perché si tratta chiaramente di un progetto preciso studiato con lucidità e rigore) è di demolire definitivamente la tradizione leninista, non soltanto criminalizzando il marxismo nella rielaborazione (filosofica prima ancora che rivoluzionaria) di Lenin, ma addirittura arrivando ad equiparare la figura storica di Lenin a quella di Hitler. Si dimostra la radice giacobina ed antiborghese del bolscevismo (e del nazismo) per affermare, senza alcun imbarazzo, senza vergogna, che Lenin e Hitler sono la stessa cosa. Senza alcun fondamento storico, senza alcuna analisi scientifica, Pellicani dibatte su argomenti delicati e complessi come questi, col solo fine di consegnare all’oblio definitivo una figura così importante, e determinante, per l’intera storia del movimento operaio...
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